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Immigrazione in Veneto, la mappa che svela i numeri

Immigrazione in Veneto, la mappa che svela i numeri
italiani e stranieri in Veneto @integrazioneveneto.stat.unipd.it

Un nuovo portale dell’Università di Padova mostra la presenza straniera comune per comune, tra demografia, provenienze e impatto economico

Un nuovo strumento statistico in grado di rilevare, comune per comune, la presenza della popolazione straniera in Veneto, e poter quindi misurare percentuali e zone di insediamento, valori demografici, distribuzione per paese di origine e per tipologia di urbanizzazione.
Si tratta del sito integrazioneveneto.stat.unipd.it, sviluppato all’interno del progetto “POLIS – Piano Obiettivo Lavoro e Integrazione Sociale per i cittadini di Paesi terzi in Veneto” e parte del più ampio programma europeo FAMI, Fondazione Asilo Migrazione e Integrazione.
“Integrazione Veneto” è il frutto di un anno e mezzo di lavoro, finanziato da due borse di ricerca elargite da FAMI e assegnate a Chiara Gargiullo, la quale si è occupata di osservare le differenze tra famiglie italiane e famiglie straniere, e a Luca Busolli che ha creato il sito web sfruttando le sue competenze di storico e di analisi dei dati.
“Il sito è composto dai dati forniti da Demo Istat, dal censimento permanente e dal portale Veneto di dati statistici – ha spiegato Luca Busolli presentando il sito -.Per ogni comune è stato possibile estrarre il file Excel relativo alla presenza straniera nel dato territorio. I dati poi sono stati trasformati in mappa, che fornisce appunto la visione diviso per municipio. Per gli aspetti relativi alla fecondità demografica, invece, il raggruppamento è su base provinciale”.

Cosa mostrano le mappe di Integrazione Veneto

Il sito è completo di mappe dettagliate che forniscono una serie di dati capillari, riferiti all’anno 2025, dove è possibile individuare ogni singola zona comunale e la relativa ‘densità’ abitativa in merito alla popolazione straniera residente. La dotmap che compara la presenza di italiani e stranieri mostra, per esempio, la diversa distribuzione dei cittadini sul territorio veneto, rilevando una ovvia concentrazione verso i centri urbani (Verona, Vicenza, Padova, Treviso e l’entroterra veneziano). La mappa che individua invece la tipologia di comune (rurale, periferico, suburbano, cintura urbana e urbano) con cinque colori diversi mostra l’incidenza della popolazione straniera su ogni singolo municipio, indicando in percentuale i cinque comuni più densamente popolati: Conegliano (16,7%), Padova (16,6%), San Bonifacio (18,1%), Nogarole Rocca (24,6%) e il curioso caso del comune rurale rodigino di Villanova Marchesana, popolato per il 23,6% da cittadini non italiani.

Provenienza geografica, genere ed età

Il sito permette poi di mettere in risalto la densità abitativa degli stranieri differenziandoli per provenienza geografica, per distribuzione secondo il genere o per differenze di età.
Negli esempi qui riportati, la mappa che si riferisce ai cittadini del Bangladesh rivela la loro distribuzione in percentuale rispetto alla totalità della cittadinanza veneta e rispetto alle altre presenze straniere.
La mappa in rosa dà una dimostrazione del rapporto distributivo tra uomini e donne di età compresi tra i 45 e i 54 anni nella regione (qui è evidente la predominanza femminile), mentre le mappe arancioni segnalano la presenza straniera, in generale, sul territorio Veneto. È interessante notare come l’intensità dei colori riveli una maggiore presenza di stranieri tra i 3 e i 5 anni, per poi abbassarsi tra gli 11 e i 13 anni e di nuovo alzarsi tra i 25 e i 34 anni.

Impatto economico e occupazione

“Il tema dell’immigrazione è tanto attuale quanto divisivo, purtroppo a causa di slogan e informazioni che ne alterano la percezione. È difficile considerarlo con dati oggettivi, perché gli stessi dati non spiegano la complessità del fenomeno nella sua interezza. Tuttavia -ha ricordato Chiara Tronchin – è bene ricordare che il “fenomeno” non nasce qualche anno fa, ma è presente da almeno quattro decenni. Oggi in Italia sono residenti 5,4 milioni di persone straniere, a cui potremmo aggiungere altri 2 milioni di cittadini italiani con origine estera. In Veneto – ha continuato Chiara Tronchin – ci sono circa 500.000 stranieri: +9% rispetto alla media nazionale. Producono 20 miliardi di PIL (l’11,1,% circa), considerando anche gli imprenditori: 1 su 10, infatti, è nato all’estero, senza considerare che in termini percentuali gli impresari stranieri sono cresciuti del 17% (mentre quelli italiani sono in calo del 7%)”.

Dai dati è emerso che spesso il lavoro degli stranieri in Veneto per il resto è poco qualificato.
Tuttavia, a livello nazionale, se si conteggiano le uscite statali che impattano sulla vita degli stranieri e le entrate dovute a IRPEF, Iva e contributi previdenziali, il saldo costi-benefici relativo alla popolazione straniera in Italia è in positivo per 1,8 miliardo di euro.
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Il lavoro statistico è fondamentale per uscire dagli slogan e dalla percezione della narrazione – ha dicharato ancora  Tronchin – e il sito di Integrazione Veneto diventa fondamentale per quattro motivi: l’autorevolezza dei dati oggettivi e pubblici, la capillarità comunale, la possibilità di mappare geograficamente la presenza straniera e la facilità di consultazione”.

Oltre i numeri: tra storia e “paura del diverso”

Se l’integrazione degli stranieri in Veneto e in Italia fosse solo una questione legata ai numeri, probabilmente sarebbe un non-problema, o qualcosa che rientra nella normalità della mobilità dell’essere umano sul pianeta Terra. Un aspetto questo messo in luce dal sociologo Stefano Allievi, che ha sottolineato il risvolto sociale con il quale impatta la cosiddetta “immigrazione” sull’opinione pubblica, denotando la complessità del fenomeno, che diventa ancora più complesso se considerassimo anche le questioni legate alle migrazioni interne e alle emigrazioni, in Italia.  Irene Barbiera, docente di Demography and Migration all’università di Padova,  ha ampliato la prospettiva storica delle migrazioni rilevando non solo la ‘naturalezza’ con la quale l’essere umano si è sempre spostato da una zona all’altra del pianeta ma approfondendo l’origine della narrazione negativa relativa all’immigrazione, ovvero il passaggio dall’idea di cittadinanza civica a quella di cittadinanza etnica che ha installato nella popolazione la ‘paura del diverso’.

“Questo sito intende dare una visione e un punto di vista ampio su un fenomeno complesso, dando conto della distribuzione per età, lavoro, reddito e via dicendo -ha concluso Busolli -. Con la mappatura si sono messi giù molti paletti misurabili che danno una impressione generale dell’immigrazione in Veneto. Da qui dobbiamo ragionare sull’integrazione: un fenomeno molto più complesso”.

Damiano Martin

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Tag:  stranieri, Veneto

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