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Ambiente: 80 miliardi le risorse nei prossimi anni per il clima

Ambiente: 80 miliardi le risorse nei prossimi anni per il clima

Gli interventi riguarderanno acqua, agricoltura, energie rinnovabili, tecnologie legate all’idrogeno, elettrificazione della mobilità, risparmio energetico, digitalizzazione

L’Italia è pronta a investire tra i 70 e gli 80 miliardi per combattere i cambiamenti climatici. Lo ha comunicato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani nel corso del recente evento on line su clima e benefici per la salute “Climate Change Mitigation and Health Benefits”.
Un appuntamento organizzato in vista della ventiseiesima Conferenza delle parti del vertice mondiale sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, che l’Italia porta avanti con il Regno Unito, in programma a Glasgow a novembre.

Le sfide per la società

Gli interventi riguarderanno significative operazioni sul ciclo dell’acqua, interventi nell’agricoltura e transizione verso le energie rinnovabili.
Gli obiettivi da raggiungere entro il 2030 sono la riduzione dei gas serra del 55%, il 72% di energia rinnovabile installata e la raccolta differenziata dei rifiuti oltre il 65%.
La capacità dell’economia di adattarsi e diventare più resiliente ai cambiamenti climatici e efficiente in termini di risorse, mantenendo al tempo stesso la competitività, dipende da elevati sistemi di eco innovazione economica, sociale, organizzativa e tecnologica e dall’impegno di tutti.

Effetto serra

Per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda riguardo le concentrazioni e emissioni di gas “effetto serra” e far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici occorre una transizione verso una società a basse emissioni di carbonio e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche e non, efficienti in termini di costi e sostenibili.
E’ anche necessario che gli ecosistemi e la biodiversità siano protetti, valorizzati e ripristinati adeguatamente in modo da preservare la loro capacità di fornire risorse e servizi in futuro.

Occorre promuovere l’innovazione e l’efficienza del sistema idrico nei contesti rurali, urbani e industriali e proteggere gli ecosistemi acquatici.
La ricerca e l’innovazione possono contribuire ad assicurare l’accesso e lo sfruttamento affidabili e sostenibili delle materie prime a terra e sui fondi marini e a garantire una significativa riduzione dell’uso e degli sprechi delle risorse.

Il Ministro Cingolani ha precisato che il nostro Paese nei prossimi cinque anni punterà soprattutto sulle tecnologie connesse all’idrogeno anche se avverrà in maniera progressiva; sull’elettrificazione della mobilità e il risparmio energetico. Non mancherà l’attenzione verso l’impego di nuove tecnologie per il monitoraggio del territorio e importanti investimenti sulle aree protette per digitalizzarle.

Energie rinnovabili e fusione nucleare

Fondamentali nel piano degli interventi sono anche l’accelerazione sulle energie rinnovabili e un piano per i trasporti e la mobilità sostenibile.
Cingolani ritorna anche sul tema “fusione nucleare” che ritiene la soluzione più naturale, che produce energia pulita senza scorie. Il tutto nell’ottica dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Obiettivi che riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e della cultura.

L’Agenda, sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite e approvata dall’Assemblea Generale dell’Onu, si basa su 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e 169 sotto obiettivi associati. Un quadro di riferimento per l’impegno nazionale e internazionale affinchè si trovino soluzioni comuni alle grandi sfide del pianeta quali i cambiamenti climatici, l’estrema povertà, il degrado dell’ambiente e le crisi sanitarie.

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