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Incentivi Comunità energetiche: ecco come funziona

Incentivi Comunità energetiche: ecco come funziona

Il decreto del Ministero è in vigore e prevede 2 tipi di contributo: una tariffa incentivante per tutti e un contributo a fondo perduto nei Comuni più piccoli

Il commento del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, spiega bene perché l’entrata in vigore, dallo scorso 24 gennaio 2024, del decreto sulle Comunità energetiche rinnovabili (Cer), sia un passo avanti fondamentale del nostro Paese verso l’obiettivo di arrivare alla decarbonizzazione entro il 2030.
Comunità energetiche rinnovabili e autoconsumo diffuso – ha dichiarato – sono due ingranaggi centrali della transizione energetica del Paese. Oggi siamo ancor più vicini a questo obiettivo, che potrà veramente dare una svolta per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia”.
La lunga attesa del via libera al provvedimento, che trae origine da un decreto legislativo del novembre 2021, non è stata vana, pur essendo trascorsi ben 9 mesi, da febbraio 2023, per il via libera della Commissione Europea, seguito dall’ok della Corte dei Conti.
In ballo ci sono infatti risorse economiche importanti: 5,7 miliardi, di cui 2,2 da fondi Pnrr. Risorse che saranno destinate ai 2 benefici, tra loro cumulabili, previsti all’interno del decreto: la tariffa incentivante, che varrà su tutto il territorio nazionale, e il contributo a fondo perduto, riservato solo ai comuni più piccoli.

La tariffa incentivante sull’energia rinnovabile

Finanziata attraverso un prelievo sulle bollette elettriche, la nuova tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa si andrà ad aggiungere al corrispettivo di valorizzazione per l’energia autoconsumata dell’Arera, già in vigore dal programma sperimentale per le Cer.
La tariffa, che sarà riconosciuta per 20 anni dall’entrata in esercizio dall’impianto, si compone di 2 parti, una fissa e una variabile.
La prima è riconosciuta per tutti le fonti energetiche rinnovabili, compreso eolico, idroelettrico, biogas e biomasse solide. La maggiorazione, invece, sarà applicata ai soli sistemi fotovoltaici.

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impianto fotovoltaico

Il valore della tariffa, suddivisa in 3 fasce, è calcolato sulla base della dimensione dell’impianto e sulla potenza installata. La parte fissa sarà così di 80 euro per MWh per gli impianti fino a 200 kW, di 70 euro per quelli tra 200 e 600 kW e di 60 per quelli sopra i 600 kw.
Quanto alla parte variabile, sarà più bassa quanto maggiore è il prezzo di mercato dell’energia elettrica.
In ogni caso, la tariffa-premio non può superare i 100 euro per gli impianti più potenti, salendo fino a 120 euro per le installazioni più piccole.
Sono infine previsti correttivi legati alle diverse zone geografiche del Paese. Per le regioni del Centro Italia (Lazio, Marche, Toscana, Umbria e Abruzzo), viene così riconosciuta una maggiorazione di 4 euro per MWh, per quelle del Nord (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto) si sale a 10 euro in più.

L’accesso alla tariffa incentivante e le tempistiche

Il nuovo regime per le Cer e l’autoconsumo diffuso resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027, anche se è prevista l’ipotesi di una conclusione anticipata qualora venga raggiunto un contingente di potenza incentivata di 5 GW.
Le regole operative sulle modalità e sulle tempistiche per il riconoscimento degli incentivi saranno approvate entro 30 giorni dal Ministero, previa verifica dell’Arera e su proposta del Gestore dei Servizi Energetici (Gse).
Sarà lo stesso Gse, entro 45 giorni dall’approvazione delle regole, ad attivare i portali attraverso cui presentare, previa registrazione, le richieste, corredate da tutta la documentazione necessaria per verificare il rispetto dei requisiti di accesso al beneficio.
Tali requisiti prevedono, tra l’altro, una potenza nominale massima del singolo impianto non superiore a 1 MW, la regolare costituzione delle Cer alla data di entrata in esercizio degli impianti, la possibile partecipazione alle Cer, tra le imprese, solo per le Pmi e la connessione alla rete di distribuzione.
Le domande di accesso alla tariffa incentivante potranno poi essere presentate, esclusivamente attraverso il sito www.gse.it, entro i 120 giorni successivi all’entrata in esercizio degli impianti e comunque entro il 31 dicembre 2024 o fino alla data di raggiungimento di un contingente pari a 300 MW.

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Il contributo a fondo perduto

Alla seconda parte del provvedimento, il contributo in conto capitale a fondo perduto, possono invece accedere solo alle Cer realizzate nei comuni sotto i 5 mila abitanti e per gli investimenti per la creazione o il potenziamento di impianti rinnovabili con potenza non superiore a 1 MW.
L’incentivo copre fino al 40% dei costi di realizzazione ammissibili secondo le indicazioni del decreto.
Sono però fissati anche dei tetti di spesa: 1.500 euro al kW per gli impianti fino a 20 kw; 1.200 euro tra 20 e 200 kW; 1.100 tra 200 e 600 kW; 1.050 sopra i 600 e fino a 1.000 kW.
Il finanziamento complessivo della misura è pari a 2,2 miliardi di euro e punta alla realizzazione di una potenza complessiva di almeno 2 GW e una produzione annua indicativamente pari o superiore ai 2.500 GW.
Gli impianti che saranno realizzati utilizzando il contributo dovranno poi entrare in esercizio entro 18 mesi dalla data di ammissione al contributo stesso e, in ogni caso, senza sforare il termine ultimo fissato per la misura nel 30 giugno 2026.

Alberto Minazzi

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