fbpx

“Amo la radio perché libera la mente”

ragazza con cuffie

Giornata internazionale della Radio. Dialogo, Tolleranza e Pace i temi del 2019. Viaggio tra le radio della nostra storia

“Amo la radio perché arriva dalla gente, entra nelle case e ti parla direttamente, e se una radio è libera, ma libera veramente, mi piace ancor di più perché libera la mente”.

Il ritornello della canzone scritta da Eugenio Finardi, perfetta fotografia dello spirito di quel momento che, a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, “rivoluzionò” il mondo delle radio, oggi che è la giornata internazionale della radio, torna alla mente più che mai.

Ai tempi di Finardi la radio non era già più appannaggio della RAI. Le “radio libere” spuntavano come funghi, approntate in qualche soffitta o in qualche scantinato. Non era importante l’attrezzatura tecnica. Contava esserci, comunicare per raccontarsi e per far conoscere altri tipi di musica.

L’area veneziana rispose alla grande, vedendo la nascita di moltissime radio.

La prima radio del centro storico nacque nel 1975, ad opera di Walter Salvagno che, grazie a un piccolo trasmettitore autocostruito, diede vita a RadioDiffusione Veneta. Tre anni dopo diventerà Radio Vanessa, la più longeva radio del territorio visto che è una delle poche che ancora trasmette.

Più o meno nello stesso periodo nacquero anche Radio Venezia International, fondata da Giulio De Polo, Claudio Bonamano, Stefano Rosa e Massimo Rossi, Radio Dogaressa e Radio San Marco Centrale. Poi fu la volta di  Radio Antenna Veneta 102,Radio Venezia Sperimentale, che trasmetteva dalla Giudecca e Radio Luna.

Il logo di Radio Vanessa

Le radio libere erano intimamente legate alla città, sia per l’interazione continua con gli ascoltatori, sia per l’attenzione data alle questioni e alle problematiche cittadine. Erano talmente diffuse che si radicavano anche all’interno dei sestieri come, a esempio, Radio San Polo. Più avanti nel tempo arrivarono radio più strutturate come Radio Studio 80, Radio Venezia Sound, che durò fino alle soglie dello scorso millennio e Puntoradio. Quest’ultima, nata come radio regionale, dopo una breve sospensione dei programmi operò come emittente cittadina fino al 1992.

In terraferma c’era un approccio più “professionale” nel modo di fare radio, maggiormente legato alle personalità degli speaker e alle scelte nelle proposte musicali. La più “importante” radio della terraferma era Radio Venezia. Nata nel 1975 in una mansarda di via Rampa Cavalcavia,  diventò subito la stazione radiofonica più ascoltata in città e in molte altre zone del Veneto.

Giulio De Polo e Stefano Rosa, tra i fondatori di radio Venezia International

Sue competitors dell’epoca erano Radio Mestre 103, Radio Mestre Centrale (già Mr.Radio), che verrà rilevata poi da Radio Venezia e diventerà Radio Supersound e Radio Gabbiano,  che un anno dopo diventa Radio Serenissima. Qui esordì Roberto Zanella, futuro creatore delle radio campioni d’ascolti del territorio come Bellla& Monella, Birichina, e Piter Pan.  Nel 1977 nacque anche Novaradio, che trasmetteva  con due canali: Ondauno e Ondadue. Era la futura  Easy Network.

Nello stesso anno arrivò anche Radio Base San Marco Club, successivamente assorbita dal gruppo Superradio, che includeva  Radio D.J., Radio Giada e Radio Pony.

L’ attenzione verso questo nuovo strumento di comunicazione si manifestò presto anche dal mondo cattolico. Nel 1976 trasmise per la prima volta Radio Carpini San Marco. Fondata dal Parroco di Carpenedo Don Armando Trevisiol, diventò vent’anni dopo GV Radio, la radio della diocesi di Venezia.

Una delle prime emittenti della regione a trasmettere in stereofonia fu però Antenna Radio Mestre Centro. Era il 1982. 

Puntoradio

A fine anni ’70 le radio del territorio erano molto attive sul fronte sociale e politco. Con una forte attenzione alle tematiche della diversità, della marginalità, della pace e della tutela dell’ambiente, nacque a Marghera nel 1978 Radio Cooperativa. Una radio senza sponsor e pubblicità, che si finanziava grazie al sostegno dei propri ascoltatorie e simpatizzanti. Una prima forma di crowdfunding.

Focalizzata su tematiche simili ma con una forte propensione alla musica più rock e alternativa, negli anni ottanta fu Radio Base, del circuito di Radio Popolare Network.

Con una forte connotazione politica, a partire del 1979 e per una decina d’anni, erano Radio Agorà e Radio Città Aperta, creata da Emilio Vesce, fondatore successivamente di Radio Sherwood.

LE RADIO IN PROVINCIA

Non mancavano le radio nemmeno in provincia. A Cavarzere fu attiva Radio Studio Beta, che diventò poi International Radio. Radio San Donà iniziò nel 1975. Divenne poi Radio San Donà Veneto Orientale, ampliando le proprie frequenze e la proprio sfera di interesse a tutta la zona del basso Piave. C’erano infine Radio Jesolo, Radio Ca’ Savio, Radio Laguna, Radio Caorle, Radio Dolo, Radio Riviera Centrale, Radio Noale, Radio Onde Venete e moltissime altre.

RADIO ATTIVE, ASCOLTATORI ATTIVI

“Quello delle radio è stato davvero un periodo magico -ricorda Enrico De Rossi, per 10 anni direttore di Punto Radio- Si comunicava, si interagiva con gli ascoltatori. Uno dei nostri programmi si chiamava “Il ficcanaso”. Era un format sugli scherzi telefonici, uno dei primi in Italia. Un giorno ricevemmo una telefonata di un tipo molto arrabbiato. Si era riconosciuto in uno degli scherzi mandati in onda e minacciava di denunciarci. Avvertii uno dei titolari spiegando l’accaduto ed ero sinceramente preoccupato. Dopo un po’ la stessa persona mi richiamò ridendo come un pazzo. Era stato lui a farci uno scherzo e si complimentava per il programma. Insomma, chi la fa l’aspetti!”.

 

UNA STAGIONE FINITA?

I costi di gestione risultarono a un certo punto difficilmente affrontabili per molte delle vecchie radio. Per contro, le frequenze divennero un bene prezioso da cedere ai grandi network radiofonici.

Sono “sopravvissute” Radio Vanessa in centro storico, Radio Venezia a Mestre e Radio Venezia Sound, ex 585, a Spinea.

Molte radio, però, sono rimaste nel cuore e, in questi ultimi anni, hanno ripreso a “funzionare” sul web.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi sui social

Condividi su facebook
Condividi su twitter