Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

E’ trevigiano il simbolo della lotta alla violenza sulle donne

Un perizoma issato a bandiera per dire no agli stereotipi sulle donne che, da vittime di violenze, troppo spesso passano quasi sul banco degli imputati, bollate come tentatrici solo per aver indossato un capo d’abbigliamento provocante. Probabile che diventi anche il simbolo della giornata mondiale contro la violenza sulle Donne.

E’ diventata una sorta di manifesto, la vignetta che la disegnatrice trevigiana Marica Zottino ha realizzato sull’onda dell’indignazione di fronte alle immagini provenienti dall’Irlanda. Qui le donne sono scese in piazza per la manifestazione “This is not consent” contro la recentissima sentenza che ha negato lo stupro perché la vittima diciassettenne indossava un tanga.

“Avevo letto dei fatti di Cork su internet – spiega Marica – e,  come donna, sono stata estremamente infastidita, perché pur senza entrare nel merito delle leggi, trovo intollerabile che passi l’idea che si possano utilizzare certi argomenti come base delle tesi di una difesa in tribunale. Nessuno può essere autorizzato a importunare e arrivare fino alla violenza. Quando ho visto la marcia delle donne a Limerick con in mano i loro indumenti intimi, seguita dallo stesso gesto riproposto in rete da migliaia di altre donne, anch’io ho quindi voluto dire la mia e unirmi alle loro voci. E  anche se l’illustrazione “sociale” non è propriamente il mio campo, l’ho fatto nel modo in cui mi esprimo meglio: disegnando”.

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il post di Marica Zottino sui suoi profili social è ben presto diventato virale e certamente verrà ripreso più volte anche in occasione dell’odierna Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dalle Nazioni unite nel 1999. “Sono sincera: le tantissime condivisioni del mio disegno sono andate ben oltre quello che mi aspettavo, contribuendo a costruire un sentire diffuso. Con un gioco di parole, si può dire che la bandiera che ho disegnato è diventata Bandiera di un movimento di indignazione diffuso. La cosa bella è stato vedere come un’immagine possa oltrepassare il linguaggio. Mi ha fatto riflettere vederla anche su un sito web arabo-islamico, ripresa e ricolorata. E’ una sorta di condivisione culturale che ciascuno ha fatto propria a sua maniera”.

Un disegno, insomma, che ha aperto gli occhi su una realtà di cui spesso fa paura anche solo parlare. “Tante donne, che non conoscevo e forse non avrei mai conosciuto, mi hanno scritto per ringraziarmi, per dirmi che si sono identificate nel mio messaggio, difendendolo, e tante volte anche per raccontare la loro storia. Questa è stata la parte per me emotivamente più difficile, perché ho scoperto un mondo che è molto più diffuso di quanto si percepisca, in cui la violenza raggiunge gradi più o meno elevati. La parte migliore di tutto quello che mi è accaduto è legata proprio a questi aspetti di condivisione e solidarietà, alla possibilità di creare qualcosa di costruttivo. Semplicemente sulla base di un mio disegno”.

25 novembre: Giornata mondiale contro la violenza sulle Donne.

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