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Giornata contro la violenza sulle donne: il 62% dei casi avviene in famiglia

Giornata contro la violenza sulle donne: il 62% dei casi avviene in famiglia
Stop alla violenza sulle donne

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un fenomeno purtroppo  in crescita nel nostro Paese e sempre più tristemente presente nelle cronache quotidiane.
Sono 89 i casi di violenza che hanno come vittime le donne ogni giorno secondi i dati raccolti dalle Questure italiane e presentati in occasione della campagna di prevenzione della Polizia contro la violenza sulle donne ‘Questo non è amore‘, giunta quest’anno alla sua quinta edizione.

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I dati delle Questure italiane

Nel 62% dei casi i maltrattamenti avvengono in famiglia.
Il 28,1% delle violenze sono perpetrate dal partner.
Non sempre le violenze vengono denunciate. Nel 12,2% dei casi, le donne non denunciano il proprio compagno nella speranza che la situazione cambi o perché sono terrorizzate per le conseguenze. Nel 6% dei casi, le denunce non sono presentate neppure quando le violenze sono opera di altre persone.
“Poche donne denunciano – ha dichiarato il prefetto Francesco Messina, capo del Dipartimento anticrimine (Dac) della polizia di stato – ma siamo riusciti nel tempo a migliorare la situazione. Il profilo culturale incide pesantemente. Dobbiamo aiutare le donne a difendersi, dobbiamo accompagnarle in questo percorso e per far questo bisogna operare in sinergia”

reddito di libertà

La percentuale più alta di richieste di aiuto alle forze dell’ordine arriva dalle regioni del sud e in particolare dalla regione siciliana.
La violenza nei confronti delle donne spesso purtroppo sfocia in femminicio e, nel 72% dei casi, a compiere questo crimine è il marito o l’ex marito. In un caso su due viene usata un’arma da taglio.

Pene più severe e norme più stringenti

Contro il femminicidio c’è “l’urgenza di procedere con norme nuove da portare avanti anche in sinergia con le altre amministrazioni che sono interessate – ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese -. Stiamo lavorando con gli altri ministri, Cartabia, Gelmini e Carfagna. Spero che il pacchetto di norme del ministero dell’Interno possa andare la settimana prossima in Consiglio dei ministri. Certamente c’è l’esigenza di una modifica del minimo delle pene edittali per potere poi procedere con strumenti di prevenzione maggiormente efficaci. Serve formazione nelle scuole, tra i giovani, nella società civile – ha continuato la ministra -.Poi, chiaramente, le misure come quella del braccialetto elettronico, vengono dopo. E’ quindi necessario proseguire nella prevenzione, ma anche pretendo delle norme più incisive: non arriveremo all’eliminazione del fenomeno, ma diminuire sarebbe già un grande successo”.

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Le iniziative

L’Italia si mobilità per sensibilizzare su questo tema:  panchine rosse, mostre, incontri, libri, spettacoli teatrali e film proiettati come a Venezia, dove al cinema Giorgione si potrà vedere gratuitamente in anteprima “Beginning”.
A Milano il tricolore di Palazzo Marino, sede del Comune, sarà issato a mezz’asta,  a Sasso Marconi sarà inaugurata ufficialmente la stanza Rosa nella stazione dei carabinieri, uno spazio per tutte le vittime di violenza che è già attiva dal 2020, mentre il policlinico Sant’orsola di Bologna metterà a disposizione una linea telefonica 320.74.69.681 che sarà sempre attiva dove poter inviare messaggi whatsapp. Fino a venerdì 26 novembre, dalle ore 14 alle ore 17 e sabato 27 novembre dalle ore 11 alle ore 13 risponderanno direttamente specialisti quali ginecologhe, pediatre, psicologi, assistenti sociali, medici legali dedicati al percorso violenza sulla donna e sui minori.

Valentina Rossi

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