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Franco Puppato, il maestro veneziano che ha vinto l'Oscar della sartoria italiana

Franco Puppato, il maestro veneziano che ha vinto l’Oscar della sartoria italiana

“Vivo il mio lavoro come un susseguirsi di idee, progetti, sfide e relativi traguardi da raggiungere, una fonte di energia vitale che mi fa sentire sempre un esordiente, come è accaduto due anni fa quando, per la prima volta, a 78 anni, ho deciso di aprire una boutique dedicata ad i miei abiti sartoriali. La gestisce mio figlio Alessandro, non lontano dal mio storico laboratorio “.
Franco Puppato, nato a Treviso nel 1941, veneziano d’adozione, da 56 anni ha una passione che l’accompagna quotidianamente: quella per la sartoria su misura.
Oggi è uno dei più apprezzati maestri del settore a livello nazionale e internazionale.

Puppato maestro d'arte e mestiere 2018
Puppato maestro d’arte e mestiere 2018

Politici, attori, industriali e artisti fanno a gara per vestirsi da lui, che durante la sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e viene regolarmente coinvolto in mostre e congressi mondiali.
L’ultimo premio ricevuto risale allo scorso aprile, forse il più prestigioso, l’Oscar della sartoria italiana, assegnato in occasione della prima edizione del Trofeo Arbiter.

Il sistema trigonometrico fra i suoi “segreti”di perfezione

Franco Puppato è anche l’ unico depositario del metodo tecnico della trigonometria, attraverso il quale riesce a creare abiti su misura basando le proporzioni su calcoli matematici, un sistema che gli è stato insegnato dal grande Antonio Napoliello, maestro avelinese trapiantato a Venezia.
Nella sua bottega veneziana, Puppato ha cominciato ad apprendere i segreti del mestiere, trampolino di lancio che l’ha portato ben presto ad aprire un laboratorio tutto suo.
“Grazie al sistema trigonometrico è come avere il cliente sempre davanti a me anche quando lavoro in sua assenza – spiega -. Riesco a cogliere tutti i particolari anatomici, un’opportunità che dà grande sicurezza. I miei punti forti sono le maniche e la parte superiore della giacca; caratteristiche che devono rendere armonioso il corpo del cliente e dunque l’abito che indossa”.

Il sarto che il mondo ci invidia e contende

Non è un caso che il Trofeo Arbiter, rilanciato nell’ambito di “Milano su Misura” al quale hanno partecipato 36 tra i migliori sarti d’Italia abbia scelto tra tutti lui, “il sarto -si legge nelle motivazioni del Premio – che sa unire tecnica, creatività e gusto“.
La sua abilità di sarto su misura è apprezzata e conosciuta anche in Cina.
“Nel novembre del 2014 ho partecipo alla “Friendly Chinese all over the world” organizzato dalla Provincia di Zhajing, una rassegna sartoriale dedicata a maestri sarti provenienti da paesi diversi, Cambogia, Russia, Stati Uniti, Ecuador e naturalmente l’Italia – racconta Puppato -. Da lì sono iniziate varie collaborazioni. Sono tornato in Cina nel 2017, a Guiyang e nella famigerata Wuhan, dove ho avuto l’onore di creare qualche mio abito per alte cariche governative ed istituzionali”.
I rapporti con la Cina sono proseguiti nel tempo, a interromperli temporaneamente è stata solo la pandemia.
Insegno alta sartoria su misura per un mese due volte all’anno rispettivamente a Pechino e a Shentzen . svela il maestro -. Il progetto mi entusiasma: lì apprezzano il valore della manualità, del nostro artigianato e delle nostre tradizioni sartoriali. Non vedo l’ora di poter tornare nuovamente a tenere i miei corsi in Cina. Lo farò non appena le frontiere saranno riaperte e si potrà circolare liberamente”.

President World Master Tailor
President World Master Tailor

Casellati: “Ambasciatore dello stile italiano nel mondo”

Tanti successi, felicitazioni giunte dalle alte cariche dello Stato come, in occasione dell’Oscar della sartoria, quelle della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, che all’encomio ha aggiunto un ringraziamento a Puppato e ai suoi collaboratori “perché con le vostre forbici siete dei veri ambasciatori dello stile italiano nel mondo“.
Eppure non fu la sartoria la prima passione di Franco Puppato che, quando suonava la fisarmonica classica a Treviso facendo delle piccole tournée con il suo gruppo, non avrebbe mai pensato di diventare un grande sarto. La musica, allora, era per lui tutto.
” Una passione che mi è stata trasmessa da mia madre -ricorda- Ho suonato anche al teatro Petruzzelli di Bari. I miei genitori, in realtà, lavoravano una bella campagna nel trevigiano – spiega -. Io decisi di fare il sarto perché così potevo non sciuparmi le mani e continuare a far musica. Anche se non suono più da tempo, la musica è parte di me, infatti quando mi riesce un bel vestito, lo definisco, tecnica, arte, musica e poesia”.

La bicicletta, la prima sartoria viaggiante

Un’altra passione è stata la bicicletta.
“Con mio figlio Alessandro ho girato in bicicletta tre quarti d’Europa. Ho clienti sparsi in tutti i Paesi e sulla bici trasportavo tutto l’occorrente. L’avevo trasformata in una specie di sartoria viaggiante – dice -. Nel 1985 fui ricevuto a Parigi da Pierre Cardin, nell’86 dal presidente della Comunità Europea a Bruxelles. A Stoccolma il re Carlo Gustavo mi fece accogliere dal primo funzionario di corte”.
La vita di Franco Puppato non è stata solo gioie e soddisfazioni. Sua moglie Emma, madre di Alesandro, è morta in un terribile incidente stradale 16 anni fa.
Il lutto non è stato facile da elaborare, ma Franco ha saputo rialzarsi anche grazie all’incontro con quella che è poi diventata la sua seconda moglie, Nadiya, architetto di origine ucraina che ha scelto di lasciare lo studio in cui lavorava a Venezia per imparare anche lei il mestiere di sarta e collaborare con il marito.
Oggi, nel laboratorio di Franco Puppato, in calle dei Fabbri, si sta specializzando in alta sartoria maschile anche Lara Perbellini, 39 anni.
“Forse ho trovato finalmente il “discepolo” che stavo cercando da tempo – rivela Puppato -Lara ha abilità tecnica, creatività, pazienza ed umiltà, tutte doti necessarie per diventare una grande maestra. Chi l’ha preceduta pensava di apprendere in pochi mesi tutti i segreti del mestiere, ma non è così. Se è vero che nel mondo della cucina ci sono sempre più chef e sempre meno cuochi, è altrettanto vero che nella moda ci sono sempre più stilisti e meno sarti. Un grande sarto è oggi una rarità”.

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