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In arrivo il farmaco antivirale che cura il Covid

In arrivo il farmaco antivirale che cura il Covid
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Entro fine anno, la medicina potrebbe avere un nuovo farmaco per curare il Covid-19, almeno nei pazienti meno gravi, che non necessitano di ricovero.
Stanno infatti dando buoni risultati i test effettuati sul farmaco “Molnupiravir”, entrato adesso nella “fase 3” di sperimentazione.
Si tratta di un farmaco antivirale orale che, in sostanza, potrebbe essere in grado di ridurre gli effetti dell’infezione da Sars-CoV-2 al livello di quelli di un semplice raffreddore.

Un farmaco per cura e prevenzione

Molnupiravir, che mira a inibire la replicazione dei virus a Rna, è stato inventato da un’azienda no profit di biotecnologie di proprietà della Emory University di Atlanta, negli Stati Uniti.
Gli studi effettuati dalle aziende farmaceutiche Merck e Ridgeback Biotherapeutic, che ne stanno curando sviluppo e sperimentazione, hanno confermato le premesse.
Il farmaco, infatti, è attivo sia per la profilassi che per il trattamento e la prevenzione della trasmissione dell’infezione da coronavirus.

farmaco enzima coronavirus
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L’inizio della sperimentazione

L’annuncio del passaggio alla terza fase della sperimentazione è avvenuto in occasione della presentazione delle prime anticipazioni sui risultati preliminari della “fase 2sugli esseri umani.
Già la prima fase sperimentale, effettuata sui furetti, animali particolarmente colpiti dall’infezione da Sars-CoV-2, i risultati pubblicati a dicembre dai ricercatori della Georgia State University avevano mostrato l’efficacia della molecola nel contrasto al Covid-19, in particolare nelle fasi iniziali dell’infezione.

La “fase 2”: i positivi non ricoverati

La seconda fase della sperimentazione si è articolata in particolare su 2 studi.
Il primo, chiamato “MOVe-OUT” ha riguardato 302 pazienti positivi con sintomi da Covid-19 insorti nei 7 giorni precedenti ma non ospedalizzati.
A questi è stato somministrato il farmaco, con diversi dosaggi, o un placebo, con una percentuale inferiore di ricoveri o decessi in chi aveva ricevuto il Molnupiravir rispetto a chi aveva ricevuto il placebo. Ed è stata confermata la capacità del farmaco di inibire la replicazione del virus e di arrestare così l’infezione.

La “fase 2”: i ricoverati

Il secondo studio (“MOVE-IN”) si è invece incentrato sui pazienti-Covid ricoverati.
Il campione ha coinvolto adulti con diagnosi di malattia confermata in laboratorio e sintomi insorti entro 10 giorni. L’obiettivo primario è stato la valutazione dell’efficacia di molnupiravir, intesa come la percentuale di pazienti con miglioramento clinico entro 29 giorni dall’inizio del trattamento. In questo caso, però, a seguito dell’analisi preliminare dei dati si è concluso che lo studio sembrerebbe non dimostrare un beneficio clinico rilevante.

tumori

La “fase 3”

La sperimentazione continuerà dunque solo con lo studio “MOVeOUT”, che ora coinvolgerà un totale di 1.850 partecipanti con una malattia da lieve a moderata.
Il dosaggio che verrà testato è quello che ha mostrato l’effetto antivirale maggiore nella seconda fase, ovvero quello a 800 mg con 2 somministrazioni al giorno.
I pazienti verranno arruolati in tutto il mondo nelle prossime settimane, per partire poi a maggio.
La stima del periodo necessario per la sperimentazione proietta tra settembre e ottobre 2021 la disponibilità dei dati finali, dopo di che verrà richiesta l’autorizzazione a usare il farmaco nei casi d’emergenza entro fine anno.

Nessuna controindicazione per il nuovo farmaco

oggi, sottolineano i ricercatori, “i dati di laboratorio provenienti dagli studi MOVe-IN e MOVe-OUT non forniscono nessuna evidenza di risultati inattesi con nessuna delle dosi studiate”. In entrambi gli studi, inoltre, “nessun decesso è stato correlato all’assunzione del farmaco e non si sono verificati eventi avversi correlati al farmaco che abbiano portato all’interruzione del trattamento”.
Un farmaco generalmente ben tollerato, anche perché “dei 4 eventi avversi seri riportati, nessuno è stato ritenuto correlato al farmaco in esame”. Molnupiravir ha inoltre dimostrato di non essere né mutageno, né genotossico.

Alberto Minazzi

Leggi anche:   https://www.metropolitano.it/spray-nasale-anti-covid19/

                       https://www.metropolitano.it/veneto-avigan-e-sperimentazioni-in-corso/

 

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