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Europa: un passo indietro sul nucleare. L'obiezione del Parlamento

Europa: un passo indietro sul nucleare. L'obiezione del Parlamento
La sede del Parlamento Europeo

Le commissioni del Parlamento contrarie alla proposta della Commissione Ue di inserire nucleare e gas tra le energie sostenibili

Nucleare e gas possono giocare un ruolo importante nella transizione verso un’economia sostenibile, ma al tempo stesso queste fonti energetiche, e i relativi investimenti, non vanno considerate tra le attività sostenibili dal punto di vista ambientale.
Le commissioni congiunte Ambiente ed Economia del Parlamento Europeo, con l’approvazione a maggioranza (76 voti a favore, 62 contrari e 4 astenuti) di una risoluzione in tal senso, hanno mosso un’obiezione alla proposta avanzata dalla Commissione dell’Unione Europea.
L’idea di Bruxelles, su cui si registra adesso una prima posizione contraria ufficiale, è infatti quella di classificare gas e nucleare tra le attività economiche che possono essere definite “ecosostenibili” all’interno della tassonomia in fase di definizione.

La posizione del Parlamento Ue

A sostegno della non inclusione di nucleare e gas nell’elenco, gli europodeputati che hanno presentato l’obiezione hanno puntato sul fatto che le due fonti energetiche non presentino gli standard tecnici e i criteri stabiliti in merito alla tassonomia dalla Commissione nell’apposito regolamento presentato lo scorso 9 marzo.
La risoluzione approvata dalle commissioni parlamentari chiede inoltre la sottoposizione a consultazione pubblica e una valutazione di impatto di qualsiasi nuovo atto delegato in materia. Questo in quanto gli europarlamentari ritengono che non si tratti di una semplice questione tecnica, ma di un argomento di forte rilevanza economica, ambientale e sociale.

L’iter

La risoluzione sarà sottoposta al voto nella plenaria in calendario dal 4 al 7 luglio prossimi.
Il Parlamento e il Consiglio possono porre il veto alla proposta della Commissione entro l’11 luglio.
Per confermare la decisione delle commissioni Ambiente ed Economia sarà sufficiente il sostegno della maggioranza assoluta dei parlamentari, pari a 353 voti.
Qualora la votazione delle commissioni venisse confermata anche dall’esito dalla votazione nell’aula del Parlamento, la Commissione sarebbe obbligata a ritirare o modificare l’atto delegato. E la conseguenza pratica dell’esclusione di gas e nucleare dalla tassonomia sarebbe quella di rendere molto complicato, per gli Stati membri, finanziare i relativi impianti.

Le posizioni su gas e nuclearein Europa

La battaglia sul tema si preannuncia però accesa. Tra i Paesi che sostengono maggiormente l’inserimento del gas nella tassonomia spicca soprattutto la Germania, che però è contraria all’analoga decisione per il nucleare.
Insieme ad  Austria, Portogallo, Spagna, Lussemburgo, Danimarca e Irlanda, alla conferenza stampa Cop26, ha sottoscritto una dichiarazione contro l’inserimento del nucleare nella tassonomia Ue.
Sull’atomo puntano invece Francia, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Finlandia, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Romania.

Alberto Minazzi

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Tag:  nucleare

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