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Due veneziani in bicicletta ripercorrono il viaggio di Marco Polo

Due veneziani in bicicletta ripercorrono il viaggio di Marco Polo

Alberto Fiorin e Dino Facchinetti sulla Via della Seta del XXI secolo. 85 tappe, 140 chilometri giornalieri in modalità unsupported

Partiranno in bicicletta da Venezia il prossimo 25 aprile per arrivare 100 giorni e 12 mila km dopo, il primo agosto a Pechino, attraversando 12 nazioni: Italia, Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaijan (traghetto Mar Caspio), Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakhstan e Cina (Urumqui, Lanzhou, Xi’an).
Alberto Fiorin, 63 anni scrittore specializzato in letteratura di viaggio nonché presidente della società ciclistica Pedale Veneziano 1913 e il suo compagno di avventure Dino Facchinetti, 66 anni, tecnico elettromeccanico, oggi felicemente pensionato, segretario di Pedale Veneziano 1913, sono pronti per la prossima spedizione.
Dopo essere arrivati sulla due ruote in Patagonia e in America del Nord, saranno ora i protagonisti di “Marco Polo a pedali”, sfida sportiva e culturale promossa dall’associazione Ponti di Pace e dalla Società Ciclistica Pedale Veneziano 1913, che rientra tra le celebrazioni del settimo Centenario dalla morte di Marco Polo.
L’avventura sarà documentata in un video prodotto dalla casa produttrice Kublai che racconterà la Via della Seta oggi, a 700 anni di distanza da quando l’aveva percorsa Marco Polo.

Narrare la Via della Seta nel XXI secolo

“Il nostro è un viaggio maturato con gli stessi obiettivi di quello intrapreso dal grande viaggiatore e commerciante veneziano: conoscere l’altro e raccontarlo – commenta Fiorin – Fu infatti Marco Polo ad aprire la strada alla scoperta reciproca di mondi e culture differenti affrontando il lungo viaggio in Catai, l’antico nome della Cina, spinto dal desiderio di conoscere altre genti e tradizioni”.
Pioniere delle relazioni diplomatiche e del dialogo tra culture, Marco Polo ci parla ancor oggi attraverso il suo Milione, universalmente riconosciuto come il primo e significativo contributo alla reciproca conoscenza tra Asia e Europa.
“A 700 anni dalla morte, ripercorrere le sue orme è l’occasione per ribadire la necessità di un continuo e reciproco dialogo tra popoli – aggiunge Fiorin – Come ci ha dimostrato il Milione, il modo più efficace per farlo è il racconto: per questo motivo, il nostro intento è narrare la Via della Seta nel XXI secolo. Il mezzo prescelto, la bicicletta, costituirà la nostra lente per interpretare il mondo, grazie all’approccio lento e non invasivo con l’altro”.

“Ora o mai più”

Non è la prima volta che Alberto Fiorin si cimenta nell’impresa di raggiungere Pechino in bicicletta partendo dalla sua città, Venezia.
Il 25 aprile 2001, un gruppo di 9 ciclisti, sempre su iniziativa dell’associazione Ponti di Pace, partì con lo stesso proposito.
Il suo organizzatore, Alberto Fiorin, cadde a Jesolo al venticinquesimo chilometro della prima tappa e fu costretto a ritirarsi dalla spedizione.
Il desiderio di pedalare fino a Pechino non si è però mai spento del tutto: è così che, dopo molte altre avventure in bicicletta e a 23 anni di distanza, ha sentito che era arrivato il momento di realizzare il suo vecchio sogno.
“Una vera e propria beffa. Avevo appena salutato mia moglie e mio figlio, ero pronto a star via 100 giorni pedalando lungo 12.000 chilometri, quando a Jesolo, dopo solo un’ora di viaggio, sono caduto fratturandomi l’omero sinistro – racconta Fiorin – Poi, a parte questo inghippo, l’avventura è andata perfettamente e i miei compagni di viaggio sono arrivati puntualmente a fine luglio 2001 in piazza Tienanmen, al termine di una cavalcata indimenticabile. Fatto sta che 23 anni dopo, in occasione dei 700 anni della morte di Marco Polo, mi sono detto: ora o mai più. E ho deciso di partire in una formazione molto più ridotta, io e il fido amico Dino, in totale autonomia”.

Fiorin: “Vorremmo sentirci ambasciatori della venezianità e promotori della sostenibilità”

Il percorso è già tracciato, il viaggio, rispetto alla spedizione del 2001, sarà però decisamente diverso: si è scelto di viaggiare in modalità unsupported, cioè senza alcun mezzo al seguito, non utilizzando quindi combustibili fossili.

Marco Polo
Il parcorso di Marco Polo a Pedali

“Il nostro obiettivo è ripercorrere le orme del grande esploratore attraverso un progetto narrativo che, a distanza di 7 secoli, ribadisca la vitale importanza del dialogo pacifico e dello scambio culturale tra popoli diversi, al fine di promuovere, nei limiti delle proprie possibilità, la pacifica convivenza ”, aggiunge Fiorin.
Per scaramanzia i ciclisti hanno deciso di non passare per Punta Sabbioni e Jesolo, luogo dell’incidente: “Già nel 2004, in occasione di un’altra importante spedizione in bici che ci ha portato via terra da Venezia a Gerusalemme e Betlemme nel nome della pace, ho sfidato la sorte passando sul punto esatto della caduta. Non vorrei quindi sfidare il destino ulteriormente”, afferma ridendo Fiorin.
L’itinerario, collaudato durante la riuscita spedizione del 2001, si sviluppa in 85 tappe per una media di 140 chilometri giornalieri. Un paio di settimane saranno dedicate agli incontri istituzionali e alle visite. “Il percorso che affronteremo è ricchissimo di suggestioni storiche, antiche e recenti, essendo stato crocevia di mondi e di culture ricchissime e diverse, basilari per lo sviluppo e la civiltà dell’uomo – conclude Fiorin – Porteremo quindi un messaggio di pace e di solidarietà ai popoli e ai Paesi attraversati lungo il nostro tragitto in bicicletta, un mezzo ecologico e nello stesso tempo “lento” che consente di stabilire un rapporto intenso con le persone con cui si viene in contatto. Vorremmo sentirci in qualche modo ambasciatori della venezianità e promotori della sostenibilità e dell’energia pulita”.

Due parole sui protagonisti di “Marco Polo a pedali”: Alberto Fiorin prima della laurea in Storia a Ca’ Foscari si è, guarda caso, diplomato al Liceo classico Marco Polo di Venezia.

Marco Polo
Ha all’attivo diverse pubblicazioni relative ai suoi viaggi, tra cui “Salam Shalom. Da Venezia a Gerusalemme“(2005), “Il Vento dei Fiordi. Da Venezia a Capo Nord (2008), “Carretera Austral“(2021) e oltre venti guide cicloturistiche.
Dino Facchinetti, appassionato della bicicletta e dei viaggi, ha girato l’Italia e l’Europa in lungo in largo (con un occhio di riguardo alle più importanti e impegnative salite), con puntate anche in Patagonia e in America del Nord.

Claudia Meschini

Un commento su “Due veneziani in bicicletta ripercorrono il viaggio di Marco Polo

  1. Sono lusingato di conoscere sia Alberto che Dino con i quali ho condiviso viaggi in bicicletta al seguito delle Cop sul clima: da Parigi, Bonn a Katowice, Bruxelles e tanti altri appuntamenti. Alberto oltre che ciclista e camminante è anche il miglior testimone che Venezia possa aver per come documenta viaggio a piedi e in bicicletta ovunque lui vada. Fa conoscere il territorio in tutti i suoi particolari in modo da permettere a chi lo legge di poterne usufruire. Dino è un ciclista meccanico che impreziosisce chiunque sia al suo fianco. Ho avuto in varie occasioni di carpirne le sue capacità atletiche e di buon cuore nei momenti di crisi fisica e di guasti meccanici. Auguro a loro con un pizzico di invidia di portare a termine nel miglior modo questo grande progetto e di poterne poi assaporare la documentazione che Alberto curerà nei minimi particolari, facendoci godere le “prelibatezze” culturali paesaggistiche storiche e politiche delle terre attraversate. Buon viaggio cari amici.


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