Una perturbazione atlantica in discesa dalla Groenlandia potrebbe spezzare l’estate con temporali violenti e un crollo termico improvviso. Lo scontro tra masse d’aria promette effetti tutt’altro che tranquilli
Ci siamo dentro fino al collo.
Il caldo la fa da padrone e il protagonista di questa fase è ancora lui: l’anticiclone africano, spesso ribattezzato “Caronte” nei picchi di calore più intensi.
L’Italia si prepara a vivere giorni di caldo estremo, con temperature che potranno superare i 40°C tra Pianura Padana, Centro e Sud.
Mentre ci si arrabatta alla meglio tra condizionatori che saltano per i blackout, chiamate a tecnici super impegnati in quest’estate partita col botto e consigli su come affrontare l’ondata di calore che si preannuncia essere la più lunga mai patita, le notizie per l’ultimo weekend di giugno non sono rassicuranti.
“Caronte esprimerà la sua massima potenza e aggressività e le temperature continueranno inesorabilmente a salire, colpendo duro fino alla giornata di lunedì 29 giugno”, avvisano i meteorologi.
Che anticipano però anche l’arrivo di un’imminente svolta.
“Arriva dall’Atlantico e al momento è solo un “germoglio” sperduto sopra i cieli della Groenlandia, un piccolo nucleo di instabilità – spiega Lorenzo Tedici de iLMeteo.it -. Tuttavia, nel giro di 5-6 giorni, è destinato a trasformarsi in una solida realtà, impattando prima sull’arco alpino e poi sul resto d’Italia. Ma prima di cantare vittoria, c’è un ostacolo imponente da superare: l’apice della canicola”.

Nel frattempo, non si può far altro dunque che rassegnarsi a questi ultimi giorni di caldo infernale in cui l’atmosfera sarà dominata da un vero e proprio “heat dome”, “una configurazione in cui l’alta pressione intrappola aria calda e secca nei bassi strati, favorendo accumulo di calore”.
Soprattutto nella Pianura Padana, dove l’umidità amplifica il caldo percepito, il disagio fisiologico potrà essere molto elevato.
1 luglio: il giorno della svolta
“La data da segnare sul calendario con la matita blu, il colore dei severi professori di una volta e il colore che in meteorologia indica l’aria fredda e i crolli termici, sarà mercoledì 1 luglio”, anticipa Tedici.
In quel giorno ci sarà infatti la prima “rottura estiva”: l’anticiclone africano perderà stabilità ai margini e lascerà spazio all’ingresso di aria più fresca in quota.
Si starà meglio, dunque, ma il contrasto tra le due masse d’aria potrebbe diventare il motore di fenomeni estremi.
I primi temporali potrebbero in realtà già manifestarsi in montagna tra il tardo pomeriggio di lunedì 29 e la giornata di martedì 30.
Il “germoglio” che arriva dall’Atlantico
In alto, sopra le nostre teste, scorre una specie di “fiume d’aria” che collega Nord America ed Europa.
Si chiama corrente a getto ed è come una strada veloce in quota dove si muovono le perturbazioni.
In questo momento, lungo questa strada si sta formando una piccola ondulazione, un “rigonfiamento” che all’inizio è debole e quasi insignificante.
Ma queste piccole deformazioni possono cambiare tutto: se crescono, permettono alle perturbazioni provenienti dall’Atlantico di scendere più a sud, riuscendo a superare il blocco dell’alta pressione africana.
Nei prossimi giorni, questo piccolo segnale potrebbe trasformarsi in una vera perturbazione organizzata, capace di partire dall’area tra Islanda e Groenlandia e poi scendere verso l’Europa centrale e infine anche verso il Mediterraneo.

Lo scontro termico e la “Cold Pool”
“È proprio qui che risiede il pericolo maggiore del cambiamento di circolazione – avverte Lorenzo Tedici -. La tantissima aria calda e umida preesistente al suolo e la nuova aria fresca in quota creeranno una miscela esplosiva”.
Quando l’aria fredda in quota incontra una superficie ancora rovente, si crea infatti un’enorme instabilità verticale. Le correnti ascensionali alimentano cumulonembi imponenti, mentre quelle discendenti possono generare raffiche violente al suolo.
All’interno di questo processo nasce la cosiddetta “Cold Pool”, ossia, spiega il meteorologo, la “piscina di aria fredda, una massa d’aria raffreddata rapidamente dall’evaporazione della pioggia e della grandine all’interno del temporale.”
Un fenomeno ben documentato anche nei modelli fisici dell’atmosfera: quando la pioggia evapora, sottrae calore all’aria, che diventa più densa e “cade” verso il suolo. Una volta arrivata, si espande rapidamente generando fronti di raffica, conosciuti anche come downburst, capaci di provocare danni localizzati ma intensi.
Il prezzo del refrigerio e l’estate a blocchi
Il risultato finale sarà un cambiamento netto: meno caldo, ma più instabilità.
“L’arrivo della Cold Pool garantirà il tanto agognato calo termico diffuso, ma il prezzo da pagare sarà un’elevata probabilità di fenomeni estremi, con rischio di grandinate e colpi di vento”, rileva Tedici.
Sarà l’avvio di un’estate “a blocchi”: lunghi periodi di caldo intenso intervallati da break temporaleschi violenti.
“L’Estate subirà una netta frenata ma, nell’attesa di questo provvidenziale refrigerio, l’imperativo per il weekend è “proteggersi dal caldo estremo: il peggio deve ancora arrivare”.
Consuelo Terrin



