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Covid. Brusaferro: "crescerà ancora". Verso proroga obbligo mascherine

Covid. Brusaferro: "crescerà ancora". Verso proroga obbligo mascherine
Silvio Brusaferro, presidente del Cts

La decisione al tavolo tra Ministeri e Inail. Intanto la diffusione del contagio ha ripreso ad accelerare

Il protocollo in vigore sulle misure di sicurezza anti Covid nei luoghi di lavoro è prossimo alla scadenza del 30 giugno. Ma l’orientamento dei Ministeri del Lavoro e della Salute, che hanno organizzato per oggi, lunedì 27, un tavolo tecnico di aggiornamento con l’Inail, è quello di prorogare l’obbligo di mascherine Ffp2 in tutte le situazioni di rischio potenziale o a contatto con il pubblico, oltre ai contesti in cui non è possibile mantenere la distanza di sicurezza di 2 metri.

L’ondata pandemica. Brusaferro: “Crescerà ancora”

A dettare la linea prudenziale è l’attuale recreudescenza del contagio, che ha spinto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, a confermare che l’Italia è di nuovo “in fase pandemica”. Un’ondata estiva, legata alla diffusione della variante Omicron 5 (con la malattia che si manifesta a 2-3 giorni dal contatto), che per di più, secondo Brusaferro, “crescerà ancora”.
Pur non accompagnata, come in passato, dall’aumento dei decessi o delle terapie intensive, la ripartenza dei casi è confermata dai numeri.
L’incidenza settimanale è salita a 504 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti, l’Rt a 1,07, il tasso di positività dei tamponi nelle ultime 24 ore è arrivato al 24,3%. E, come ha reso noto Federfarma, è aumentata nelle farmacie di tutta Italia la richiesta di tamponi, in particolare quelli fai da te.

Verso la nuova campagna vaccinale

Pur andando verso la fase di endemizzazione del Sars-CoV-2, bisogna dunque procedere ancora con cautela.
“Il Virus può continuare a fare male” ha ammesso il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, in un’intervista a “La Repubblica”. L’idea di Locatelli è quindi quella di procedere, il prossimo autunno, a una nuova campagna vaccinale rivolta in particolare a fragili e over 60.
Al momento, l’ultimo aggiornamento sui vaccini indica in oltre 138 milioni le dosi somministrate, con il 90,1% della popolazione sopra i 12 anni che ha completato il ciclo, mentre hanno il booster l’83,33% degli Italiani (il 91,5%, per converso, ha ricevuto una sola dose). Il secondo richiamo è stato effettuato invece dal 41,37% degli immunocompromessi e dal 19,82% del resto della popolazione. Tra i 5 e gli 11 anni, i vaccinati sono invece il 34,85%.

Covid e malattie del cervello: uno studio

Sul fronte Covid, va registrato intanto il risultato di uno studio svolto al Rigshospitalet di Copenhagen sulla base dell’analisi delle cartelle cliniche di oltre metà della popolazone della Danimarca. Pur invitando a prendere i risultati con cautela, sottolineando che “la natura precisa e l’evoluzione degli effetti del Covid-19 sui disturbi nerurologici sono rimaste non chiare”, i dati emersi sembrano indicare in chi si è infettato col coronavirus un rischio di sviluppare malattie neurodegenerative molto più elevato.
Lo studio è stato presentato all’ottavo congresso dell’Accademia europea di neurologia. Esattamente, delle 43.375 persone positive sulle 919.731 che avevano effettuato il test prese in considerazione, il rischio di avere una diagnosi di Alzheimer è risultato 3,5 volte maggiore, quello di Parkinson 2,6 volte più elevato, il rischio di ictus ischemico più alto di 2,7 volte e quello di un’emorragia intracerebrale addirittura 4,8 volte maggiore.

Alberto Minazzi

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