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Covid 19: cure mediche a casa. Un vademecum per medici e pazienti

Covid 19: cure mediche a casa. Un vademecum per medici e pazienti

Sono sempre più numerosi gli italiani in quarantena.
Chi non necessita di ricovero perché le sue condizioni non sono gravi ma, positivo al test Covid, accusa comunque dei sintomi, deve ricorrere alla cura domiciliare.
Niente paura: medici di base e pediatri saranno punti di riferimento costanti, così come le linee guida del Ministero della Salute per “la gestione domiciliare del paziente con infezione da Sars Cov-2”. Il coronavirus.

Il vademecum per il paziente

Le linee guida sono rivolte ai medici ma diventano un importante vademecum anche per i pazienti.
Soprattutto, lo diventeranno per la persona che, all’interno della famiglia, supporterà il medico nella sorveglianza domiciliare. Per i farmaci da somministrare, per alcuni semplici test da far effettuare, per la misurazione della saturazione dell’ossigeno, per una profilassi d’igiene e un’ “appropriata idratazione e nutrizione” da garantire.

Il monitoraggio del paziente Covid

Il vademecum riguarda cure domiciliari valide per i pazienti con malattia lieve, quindi “a basso rischio”.
Sono coloro che accusano sintomi molto simili a quelli dell’influenza come mal di testa, rinite, tosse senza difficoltà respiratoria, febbre sotto i 38° da meno di 72 ore ed eventuali sintomi gastro-enterici.  Spesso anche la perdita o l‘abbassamento del gusto (disgeusia) e dell’olfatto (anosmia).
Per loro è importante il supporto di un semplice strumento: il saturimetro.
E’ un piccolo oggetto che si acquista in farmacia, si applica facilmente su un dito e serve a capire quanta ossigenazione c’è nel sangue e se i polmoni riescono ad assumerne in quantità sufficiente dall’ aria che si respira.
In situazioni normali, dovrebbe rilevare valori tra il 95 e il 98%.

saturimetro cura domiciliare covid
saturimetro cura domiciliare covid

I test rapidi

I test rapidi per accertare che ci si trovi di fronte a una positività al Covid 19 saranno effettuati direttamente dal proprio medico o, nel caso in cui si tratti di bambini, dal pediatra. Sono sempre i medici che, ovviamente, andranno a rilevare la presenza o meno di fattori che possono rendere il paziente più a rischio e decidere quindi per l’ospedalizzazione.

MONITORAGGIO-COVID cura domiciliare

Il “test della sedia” e quello “del cammino”

Oltre al test Covid, altri test che possono esser richiesti sono il “test della sedia” e il “test del cammino”.
Due semplici modi per affinare la misurazione dell’ossigeno nel sangue rilevata dal saturimetro.
Il test della sedia si effettua sedendosi e alzandosi per diverse volte di seguito e per la durata di tempo di almeno un minuto su una sedia senza braccioli alta circa 45 cm. Non ci si deve aiutare con le mani o con le braccia e si devono tenere le gambe aperte all’altezza dei fianchi. Mentre si fa questo esercizio, va monitorata la saturazione dell’ossigeno e la frequenza cardiaca sotto sforzo.
Ugualmente con il test del cammino, che prevede per il paziente una “passeggiata” in casa di alcuni minuti (fino a un massimo di 6) senza interruzione per almeno 30 metri con annessa misurazione della saturazione dell’ossigeno.

Farmaci

Rispetto ai farmaci cui fare riferimento,  la circolare consiglia di trattare i sintomi lievi con paracetamolo.
Raccomanda, al contrario, di non utilizzare corticosteroidi in quanto il loro uso “è raccomandato nei soggetti con malattia COVID-19 grave che necessitano di supplementazione e di ossigeno”. Consiglia ai medici di non somministrare nemmeno eparina (l’uso è indicato solo nei soggetti immobilizzati per l’infezione in atto), antibiotici (il loro eventuale uso è da riservare solo in presenza di sintomatologia febbrile persistente per oltre 72 ore o ogni qualvolta in cui il quadro clinico ponga il fondato sospetto di una sovrapposizione batterica) o idrossiclorochina, “la cui efficacia – rileva la circolare del Ministero -non è stata confermata in alcuno degli studi clinici controllati fino ad ora condotti”.
Il vademecum raccomanda anche di non assumere farmaci attraverso aerosol se si è in isolamento con altri conviventi perché si rischia di diffondere il virus nell’ambiente.

Integratori e vitamine: si o no?

La circolare sottolinea infine che “non esistono, ad oggi, evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato“.

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