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Covid 19: la curva sale. Si accelera sul booster, nuove ipotesi sul green pass

Covid 19: la curva sale. Si accelera sul booster, nuove ipotesi sul green pass
Governo Draghi // @Senato Twitter

Il trend continua a essere in salita.
In Europa e in Italia, dove ieri i nuovi positivi sono risultati 7569.
Secondo l’ultimo rapporto del Ministero della Salute nell’ultima settimana il numero dei contagi è aumentato del 42,17%.
Se nella settimana tra l’1 e il 7 novembre ne sono stati registrati 36095, in quella successiva siamo arrivati a 51318.
E le previsioni non sono rosee: fino a Natale,  i numeri dovrebbero continuare a crescere.
Questo stimano gli esperti e su queste valutazioni sta cercando di muoversi il Governo.

Booster e green pass

Per il momento, ha assicurato il ministro della Salute Roberto Speranza, saranno mantenute le regole attuali .
Ma si spinge su un’accelerazione della campagna vaccinale per la somministrazione delle terze dosi.
Dal mese prossimo il booster, il richiamo che, come spiegano i medici, incrementa notevolmente la risposta immunitaria non solo degli anticorpi ma anche cellulare,  dovrebbe esser disponibile anche per i quarantenni.
In attesa della valutazione di Ema e Aifa per la vaccinazione ai bambini, si fanno strada nel frattempo anche le ipotesi di alcuni cambiamenti per la durata del  green pass. Che potrebbe ritornare di 9 mesi a fronte dei 12 attuali.

Le valutazioni in corso

Secondo fonti di agenzia, le valutazioni in corso riguardano anche la possibilità di annullare la validità del green pass per chi non farà il richiamo del vaccino e quella di non concederlo più a fronte dei tamponi, quanto meno nelle situazioni extralavorative.
Nessun lockdown previsto per il momento, soprattutto in vista del Natale, che però rischia di essere limitato con delle chiusure locali nel caso in cui la situazione peggiori. Nei luoghi in cui si tengono eventi, nei ristoranti e nei locali in genere potrebbero ritornare gli accessi contingentati.

Strette locali? Possibili

Ma nelle varie regioni e nei singoli comuni potrebbero essere gli stessi presidenti e sindaci a stabilire misure più restrittive all’occorrenza.
Per il momento si guarda con maggior apprensione alle città di Trieste e di Gorizia, dove si superano già i 150 casi positivi ogni 100 mila abitanti. Ma sono anche altre 66 le province che ne registrano 50 casi ogni 100 mila abitanti.

Benché gli ospedali non evidenzino al momento situazioni di criticità e nonostante Roberto Battiston, il fisico che lo scorso anno aveva previsto con precisione l’inizio della terza ondata, ritenga che, almeno fino al 15 dicembre, non ci sono regioni che rischiano di passare ad altre fasce di colore, l’inverno alle porte e il confronto della situazione italiana con quella di Germania e Austria fanno tener alta l’allerta.

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