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Quarta ondata: l'Italia si "blinda". Terza dose dopo 5 mesi

Quarta ondata: l'Italia si "blinda". Terza dose dopo 5 mesi
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Scende di un mese, da 6 a 5, l’intervallo minimo dalla seconda somministrazione per avere diritto a sottoporsi alla terza dose-booster di vaccino anti-Covid.
La decisione del Ministero della Salute, operativa da mercoledì 24 novembre, è stata ufficializzata in una circolare.
È solo il primo della serie di provvedimenti del Governo per contenere la diffusione del contagio da Sars-CoV-2 in quella che ormai è ufficialmente la quarta ondata della pandemia.

Terza dose prima per massima precauzione.

La decisione del Dicastero della Salute si basa anche sul nulla osta ufficializzato dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, all’anticipazione rispetto all’intervallo inizialmente fissato in 180 giorni. Un ok basato sulle considerazioni legate ai dati, che confermano l’aumento progressivo della circolazione del coronavirus, e dunque concesso dall’autorità farmacologica in un’ottica “di massima precauzione”.

 

Nuovi provvedimenti in arrivo in Italia

Altre decisioni concrete sono attese domani (24 novembre ndr) dopo le riunioni della Cabina di regia e del Consiglio dei ministri. Intanto le Regioni continuano il pressing per passare da subito al Super Green Pass, con limitazioni per i soli non vaccinati indipendenti dal colore di fascia attribuito alle singole realtà territoriali. E la Provincia di Bolzano è pronta a emanare un’ordinanza autonoma che prevede la reintroduzione di alcune limitazioni, in particolare per i comuni con numeri da zona rossa.

Super Green Pass

Già ieri, martedì 22 novembre, le Regioni hanno ottenuto un primo incontro con i rappresentanti di Governo per discutere sul tema delle restrizioni differenziate da adottare a chi non è vaccinato.
Il cosiddetto “Super Green Pass”, che a differenza di quanto avviene attualmente consentirebbe a chi ha ottenuto la certificazione in seguito all’effettuazione di un tampone risultato negativo di accedere solo ai luoghi di lavoro e ai mezzi di trasporto pubblici a lunga percorrenza, sarà ora al centro di una serie di nuovi incontri in programma prima del Consiglio dei Ministri che dovrebbe tenersi giovedì 25 novembre per prendere la decisione finale.

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Governo Draghi // @Senato Twitter

Le Regioni : restrizioni per i non vaccinati anche in zona bianca

I governatori mirano infatti alla massima condivisione del contenuto del possibile nuovo decreto, in particolare sui punti più dibattuti. Tra le varie ipotesi sull’entrata in vigore delle restrizioni per i non vaccinati, le Regioni puntano a quella più restrittiva, che le farebbe cioè scattare da subito, indipendentemente dalla colore della fascia (e quindi anche in “bianco”). Dalla Calabria alla Valle d’Aosta, la posizione è univoca: il Green Pass differenziato non viene visto come una limitazione ma come una tutela per chi ha scelto di non vaccinarsi (e per il sistema sanitario), e come un vantaggio per chi ha optato di sottoporsi alla vaccinazione, scongiurando i rischi di un nuovo lockdown.

L’allarme della Siaarti: si intervenga subito

A lanciare l’allarme, rispetto alle rianimazioni, è intervenuto intanto il presidente della Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), Antonino Giarratano.
“Questa situazione – ha affermato – si andrà presto a sommare all’influenza stagionale che causa circa 8.000 morti tra i pazienti più fragili e che nelle prossime settimane inizierà a circolare nel nostro Paese conducendo a un affollamento di ricoveri pericoloso e probabilmente insostenibile”.
Un rischio di intasamento per cui la Siaarti chiede quindi al Governo di adottare misure fin da subito, senza attendere il passaggio dell’Italia al “giallo”.

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Anche in Italia tutti gli indicatori al rialzo

Le cifre, del resto, lo confermano: la temuta quarta ondata è arrivata anche in Italia. La tendenza è al continuo rialzo in tutti gli indicatori. Il bollettino del 22 novembre mostra 6.404 nuovi casi , con una leggera fisiologica (la domenica vengono effettuati meno controlli) frenata nell’arco delle 24 ore, ma con un incremento rispetto al lunedì precedente, quando i casi erano stati 5.144. E sono aumentati nelle 24 ore anche i decessi (70 contro 46), il tasso di positività sui tamponi (al 2,3% rispetto al 2%) e i ricoveri: +162 nei reparti ordinari e +29 in terapia intensiva.

Le misure dell’Alto Adige

La Provincia Autonoma di Bolzano ha intanto annunciato un’ordinanza che introduce misure restrittive sia generali, valide cioè sull’intero territorio dell’Alto Adige, sia specifiche per le realtà comunali dove i numeri sono preoccupanti. Il provvedimento del governatore Arno Kompatscher impone la chiusura di discoteche e sale da ballo, reintroduce l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto e, sempre riguardo ai dispositivi di protezione individuale, alza il livello con la previsione del necessario utilizzo di una mascherina Ffp2.

A queste misure, si aggiunge il ritorno dell’obbligo chiusura di bar e ristoranti alle 18 e del coprifuoco dalle 20 alle 5, l’obbligo della Ffp2 anche nei negozi, la sospensione di tutti gli eventi pubblici in luoghi chiusi e la chiusura di teatri e cinema nei territori dove è più critica la situazione.
Si tratta dei comuni di Rodengo (dove è attualmente positivo oltre l’8% dei residenti), San Pancrazio, Caines, Vandoies, Ultimo, Martello, Castelbello Ciardes, Naz-Sciaves, Senales, Plaus, Castelrotto, Marlengo, Laion, Postal, Ortisei, Moso in Passiria, Funes, Santa Cristina Valgardena, Rasun Anterselva e Rio di Pusteria.

Alberto Minazzi

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Tag:  coronavirus