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COSA CAUSA PRURITO AI CANI?

COSA CAUSA PRURITO AI CANI?

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Seconda puntata della rubrica a cura della Clinica Veterinaria La Fenice. In questo numero ecco spiegate le numerose cause di un fenomeno diffuso: il prurito

DI SILVIA DE FAVERI
Medico Veterinario iscritto all’albo di Venezia
Il prurito rappresenta un segno clinico frequentemente riscontrato nei cani e meno frequentemente nei gatti. Contrariamente a quanto molti proprietari pensano, gli stimoli in grado di causare prurito nel cane possono derivare da molteplici fattori: pulci, pidocchi, insetti o acari, la sovra crescita di batteri o lieviti, la dieta (allergia alimentare o intolleranza alimentare), gli allergeni presenti nell’ambiente.
L’età dell’animale è utile ai fini della diagnosi: l’allergia alimentare si manifesta infatti più frequentemente nei cani tra i 3 e i 6 mesi d’età, mentre l’allergia ambientale è più frequente tra 1 e 3 anni. Inoltre i cuccioli acquistati in allevamenti o negozi sono più esposti a contrarre malattie contagiose quali dermatofistosi (funghi) o ectoparassiti (pulci, acari etc).
Per gli animali la sensazione di prurito si percepisce solo se lo stimolo è abbastanza forte da superare la cosiddetta “soglia del prurito”, un limite molto individuale. Se la soglia è bassa il prurito verrà recepito presto e molto forte; viceversa se la soglia è alta il prurito verrà recepito più raramente e più lieve. I fattori scatenanti il prurito che individualmente non sono in grado di superare la soglia, se presenti contemporaneamente possono sommare i loro effetti, superare la soglia e scatenare il prurito. Fra questi si contano, oltre alle cause già indicate, lo stress, la secchezza cutanea, le alte temperature o il contatto con l’acqua.
Un cane che manifesta prurito dovrebbe essere sempre sottoposto ad una visita dal veterinario per accertarne la causa ed evitare così inutili complicazioni (batteriche o funginee) derivate da questo sintomo. Del prurito, non essendo una lesione cutanea, il veterinario può rilevarne solo i segni che l’animale si provoca e le informazioni fornite dal proprietario. I segni più evidenti sono le escoriazioni, caratterizzate da aree cutanee senza pelo (o con peli spezzati nella punta) e la presenza di croste brune spesso lineari. Talvolta si osservano aree cutanee caratterizzate da un residuo colloso creato dal continuo leccarsi dell’area interessata.
Lo sbattere insistentemente le orecchie è invece un segno molto frequente di prurito all’interno del padiglione auricolare. Segni di prurito più leggero sono quelli lasciati dai leccamenti costanti. Nel cane, specialmente se il mantello è di color chiaro, nella aree del corpo leccate più di frequente si osserva spesso una colorazione brunastra del pelo, dovuta alla saliva, e diradamenti del mantello. Un altro indizio del fatto che l’animale si lecca o si mordicchia è la presenza di pelo nelle feci o fra incisivi e gengive.
Mangiare sano è la prima regola per evitare l’insorgere di queste problematiche. Cambiare e alternare i gusti e le marche, invece, può complicare molto il lavoro del veterinario nell’individuare condizioni dipendenti dall’alimentazione. Importante risulta la scelta se affidarsi ad una alimentazione casalinga o industriale. Nel primo caso si suggerisce di evitare sughi e condimenti. Nella dieta industriale è essenziale acquistare prodotti di qualità. Esistono infatti prodotti che garantiscono un miglior stato di salute e un risparmio sulle cure conseguenti a non corretta alimentazione.
La seconda regola consiste nell’eseguire trattamenti antipulci regolarmente e con i prodotti meglio indicati per il vostro animale. Per i cani che fanno spesso bagni è preferibile utilizzare gli antiparassitari per via orale.
È inoltre preferibile lavare l’animale utilizzando il sapone di Marsiglia o shampoo delicati e mantenendo sempre lo stesso prodotto. L’ulteriore consiglio è di stabilire a priori le date dei bagni e dei trattamenti antiparassitari in modo da applicare questi ultimi a 3/4 giorni dai primi e, inderogabilmente, ogni 25-30 giorni.
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