Urne chiuse alle 15, affluenza in calo in tutta Italia. I primi dati premiano il centrodestra in diverse città chiave, mentre a Venezia il 38enne Simone Venturini prende il largo su Martella
Le urne si sono chiuse alle 15, lo spoglio è appena iniziato ma una tendenza già si intravede.
Le amministrative 2026 sembrano premiare soprattutto il centrodestra nelle grandi città chiamate al voto, anche se in diversi casi la partita resta apertissima e il ballottaggio è tutt’altro che escluso.
A pesare, ancora una volta, è anche il dato dell’affluenza: a livello nazionale ha votato circa il 60% degli aventi diritto, in calo rispetto alle precedenti comunali.
Un segnale che accompagna ormai quasi tutte le tornate elettorali, ma che non impedisce ai primi equilibri politici di delinearsi con una certa chiarezza.
Le sei città campione
Le sei città scelte per exit poll e proiezioni — Venezia, Prato, Arezzo, Salerno, Reggio Calabria e Messina — sono considerate dai sondaggisti un vero laboratorio politico nazionale.
Tra tutte, Venezia resta l’osservata speciale.
Non solo perché è il comune più popoloso tra quelli al voto, ma anche per il peso politico e simbolico che porta con sé.
La sfida per il dopo-Brugnaro viene letta infatti come uno dei test più significativi di queste amministrative.
Per capire se qualcuno riuscirà a vincere subito o se sarà necessario tornare alle urne per il ballottaggio del 7 e 8 giugno, decisivi saranno i margini di distacco. In diversi comuni, però, il quadro potrebbe diventare chiaro già nel tardo pomeriggio di oggi, quando potrebbero arrivare le prime dichiarazioni di vittoria o le conferme ufficiali della corsa al secondo turno.
Le proiezioni
Le prime proiezioni raccontano di un centrodestra avanti a Venezia con Simone Venturini con il 50,7% e a Reggio Calabria con Francesco Cannizzaro, mentre il centrosinistra tiene bene in città simbolo come Prato, dove Matteo Biffoni viaggia sopra il 53%, e Salerno, dove Vincenzo De Luca sembra destinato a chiudere la partita già al primo turno.
A Messina il sindaco uscente Federico Basile appare nettamente in vantaggio, mentre ad Arezzo il clima è già quello da secondo turno, con il candidato del centrodestra Marcello Comanducci avanti ma sotto la soglia decisiva del 50%.
Gli occhi sono puntati soprattutto su Venezia. Perché qui non si decide soltanto il dopo-Brugnaro, dopo undici anni di amministrazione civica di centrodestra. Si decide anche il volto di una nuova generazione politica.
E se il trend dovesse essere confermato, Ca’ Farsetti potrebbe avere il sindaco più giovane della sua storia recente.
Venezia: avanti i giovani
Simone Venturini, 38 anni, nato a Marghera e cresciuto politicamente dentro la squadra di Luigi Brugnaro, è infatti in vantaggio nei primi exit poll e nelle primissime proiezioni.
Un risultato che, se confermato nelle prossime ore, segnerebbe la continuità con l’esperienza amministrativa uscente ma anche un cambio di stile e di età al vertice della città.
Venturini ha costruito la sua campagna sull’idea di una Venezia che continui a puntare su turismo, lavoro e sicurezza, cercando però di tenere insieme anche il tema della casa e quello dello spopolamento.
Dietro di lui, c’è Andrea Martella, senatore del Partito Democratico e candidato del centrosinistra allargato, sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle. Dal suo quartier generale filtra prudenza. “Il pomeriggio è ancora lungo”, ripetono i suoi sostenitori, convinti che lo spoglio possa ancora cambiare gli equilibri.
Il dato certo, invece, è quello dell’affluenza: ha votato il 55,8% degli aventi diritto, oltre sette punti in meno rispetto al 2020. Un calo netto che racconta una partecipazione più fredda rispetto alle precedenti comunali e che potrebbe aver inciso anche sugli equilibri tra le coalizioni.
Intorno ai due favoriti si muove poi un mosaico molto veneziano di candidature alternative e civiche. C’è Giovanni Andrea Martini, volto della sinistra civica già protagonista cinque anni fa; c’è l’economista Michele Boldrin con la sua proposta liberale; ci sono le liste identitarie venete, gli indipendentisti e le candidature civiche nate nelle ultime settimane.
Per ora, però, il primo dato politico sembra abbastanza chiaro: il centrodestra tiene e, almeno nelle prime ore dello spoglio, Venezia appare orientata verso la continuità.
Consuelo Terrin



