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Cibo: il modello Venezia

Cibo: il modello Venezia
Francesco Musco

Venice Food Week 2026 | Intervista a Francesco Musco, Vice rettore Università IUAV di Venezia

  • Quale esperienza o problema di Venezia e della Laguna può diventare un modello utile anche per altri territori italiani?

L’esperienza di Venezia e della Laguna possa diventare un modello per altri territori italiani soprattutto nella capacità di riconoscere il cibo come elemento di connessione tra ambiente, paesaggio, economia e comunità locali. L’esperienza di Venezia e della sua storia ci insegna che il sistema alimentare deve essere letto in modo olistico considerando all’interno di un ecosistema territoriale più ampio. La pesca, l’agricoltura delle isole, gli orti lagunari e le produzioni locali sono attività che contribuiscono non solo all’approvvigionamento alimentare, ma anche alla conservazione del paesaggio, della biodiversità e delle conoscenze tradizionali.

  • Che cosa può insegnare Venezia al resto d’Italia sulla gestione del rapporto fra cibo, fragilità ambientale, turismo e disponibilità delle risorse?

La Laguna è un ecosistema fragile, in cui le attività produttive, la pesca, l’agricoltura e la comunità stessa devono confrontarsi con fenomeni come l’innalzamento del livello del mare, il cambiamento climatico e la pressione antropica. In questo contesto, il sistema alimentare diventa, pertanto, un indicatore importante della resilienza del territorio sia nel mantenimento delle risorse sia nella generazione di opportunità per la comunità. Il turismo è una risorsa economica rilevante, ma anche molto impattante. Se pensiamo alla ristorazione e alla distribuzione alimentare e l’offerta si orienta prevalentemente verso il turista, si rischia di indebolire le filiere locali e di rendere più difficile l’accesso al cibo per i residenti, oltre a generare maggiori consumi e sprechi. La chiave è quella di trovare un giusto equilibrio e in quest’ottica l’aspetto più interessante del caso Venezia è la possibilità di costruire una governance territoriale integrata, in cui il cibo diventi uno strumento di pianificazione urbana e territoriale uscendo dalla narrazione solo agricola e commerciale.

  • Esiste già una bozza della roadmap o sarà elaborata dopo la manifestazione?

I ricercatori del centro studi IUAV – Food Lab sta lavorando su questi da vari anni, quindi ci sono ricerche e idee che sono state elaborate. Tuttavia, la roadmap deve nascere dall’unione di diversi saperi e delle diverse componenti della società, pertanto, verrà elaborata e validata durante e dopo la Venice Food Week.

  • Quando saranno presentati i primi risultati?

I primissimi risultati, o meglio dire, le primissime idee di base saranno presentate alla conclusione della week, durante l’ultima sessione plenaria, ma speriamo che il primo documento elaborato sia consultabile entro la fine dell’anno. In definitiva, il modello da esportare non è necessariamente quello della Laguna in sé, ma il metodo: partire dalle risorse e dalle fragilità di un territorio per costruire un sistema alimentare locale, sostenibile e capace di generare valore per le comunità che lo abitano. Il cibo può diventare così una leva concreta per rigenerare i territori, tutelare il paesaggio e rafforzare il rapporto tra città e campagna.

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