A Venezia la Biblioteca Marciana cantiere pilota antisisma

marciana

E’ uno degli scrigni più preziosi e fragili di Venezia. Sottoposto a tutela del MiBACT, dopo lavori di restauro che hanno riguardato il tetto, l’impianto antincendio e la climatizzazione per il caveau, in cui custodisce veri e propri tesori librari, è oggi uno dei cantieri pilota in Italia di un innovativo progetto di prevenzione sismica.
La Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, istituto culturale conosciuto in tutto il mondo oggi diretto da Stefano Campagnolo (MiBACT)  è protagonista di un intervento innovativo finalizzato a renderla resistente a eventuali terremoti della massima intensità immaginabili.

Venezia e i suoi terremoti

Nella scala della classificazione sismica che prevede quattro livelli, Venezia occupa la posizione ultima, in quanto considerata a bassa sismicità.
Ma se la memoria di chi ha più di 50 anni riporta i ricordi della terribile scossa che ha investito Venezia e la sua regione con il terremoto del Friuli del 1976, diverse sono le cronache storiche che testimoniano come i terremoti abbiano ferito più volte la città e la sua laguna.
Come il sisma che nel 745 (e/o 758) a Venezia ” rovinò molti edifizi e fu terribile per tutte le isole “. Il terremoto che colpì nel 1093 invece ” storse il Campagnel di S. Angelo e ne seguì, addietro mortalità e carestie “. Nel 1106 ci fu il ” terremoto di Malamocco ” e nel 1117 quello di “di S. Ermagora” .

Venezia e il maremoto del 1348

Forse però il terremoto che riservò il risvolto più inquietante per Venezia fu quello di Villaco del 1348. Non solo infatti causò molti danni ai campanili della città ma fu anche accompagnato da ondate di maremoto : ” Il Canal Grande rimaneva ogni tratto asciutto in modo da lasciare vedere il fondo, mentre l’acqua si riversava ora da un lato ora dall’altro “.
Il peggiore, invece, fu il terremoto del Friuli del 1511. A causa della caduta di tetti, ornamenti e vecchie case, provocò a Venezia distruzioni e la morte di diverse persone.
Nel corso dei secoli e fino a oggi i terremoti a Venezia hanno via via causato danni sempre minori nel tempo anche grazie a costruzioni sempre più solide ed accurate.
Che comunque vanno preservate da futuri eventuali sismi.

La Marciana e il progetto pilota

In occasione dei lavori di restauro delle coperture della Marciana è stata fatta così una verifica nel quadro generale di prevenzione sismica negli edifici che la compongono: la “Zecca” e la “Libreria”.
Il metodo di Valutazione adottato (NDSHA, Valutazione neo-deterministica della pericolosità sismica) è stato messo a punto dall’Università di Trieste ed è innovativo perché rappresenta il fenomeno del terremoto non solo in termini di intensità ma fornisce ulteriori parametri, come la frequenza e la direzione del moto sismico. Dati utili, quindi, per lo studio di edifici storici complessi come quello della Marciana. Qui, sotto le lastre di piombo di copertura dell’edificio, le opere di adeguamento antisismico hanno consistito nell’inserire perni, tiranti e fasce di rinforzo con metallo leggero e in fibra di carbonio. Questo perché accanto ai protocolli di analisi è stata affiancata una procedura prevista dalla normativa di settore, ancora poco utilizzata, che verifica il comportamento di un edificio quando viene sollecitato da forze prossime al massimo terremoto credibile.

Prima della verifica tecnica è stato fatto uno studio specifico sui due edifici: le fasi costruttive, l’analisi dei materiali delle fondazioni delle murature e delle coperture, tramite saggi e prove, e la rilevazione delle fessure.

 

 

 

 

 

 

 

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