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AVM/ACTV, la privacy si impara in veneziano

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Nella foto in alto: Il leone fumetto scelto da Avm per promuovere la campagna sull’informativa sulla privacy (disegni di Maurizio Boscarol, per cortesia AVM)

Siamo sinceri: chi di noi ha letto fino in fondo una delle tante mail sulla nuova informativa sulla privacy? Eppure siamo certi: se siete veneziani (o, per lo meno, parlate il veneziano), stavolta la leggerete. Noi ve lo consigliamo: imparerete qualcosa e, prima ancora, vi farete anche delle belle risate.
A riuscire nell’“impresa” di rendere divertente e accattivante un freddo documento amministrativo è stata AVM. La holding che, tra le altre, gestisce l’azienda di trasporto veneziana ACTV, ha deciso di adempiere all’obbligo legale di pubblicazione dell’informativa in modo del tutto originale. C’è innanzitutto un fumetto ad attrarre graficamente. E c’è un testo in dialetto, che merita davvero i pochi minuti di lettura necessari per arrivare alla fine del documento. È la traduzione, in un simpaticissimo veneziano parlato, del testo ufficiale che le aziende hanno ora l’obbligo di comunicare agli utenti. E già il nome, “Informativa suea nova privacy europea – vusto che tea conta o vusto che tea diga”, è tutto un programma.

La lingua

La lingua che è stata scelta è il veneziano di tutti i giorni. Quello che si continua a parlare in città, non la lingua “nobile” di Goldoni (che, ad onor del vero, fa capolino nel sottotitolo, nel “vusto” preferito al “ti vol” colloquiale del terzo millennio). “Gavemo scrito quasi come che se parla, ma in verità savemo che se scrivaria diverso… ma siccome no semo Ruzzante, Boerio, Baffo o Carlo Goldoni se gavemo fato svarioni co ea lingua, te domandemo scusa (e mandine i to sugerimenti)”, conclude il testo, revisionato da Luciano Menetto.

 

Una vignetta realizzata da Actv per la campagna sull’informativa privacy (disegni di Maurizio Boscarol, per cortesia AVM)

Perle linguistiche

Non vogliamo rovinarvi, spoilerando, l’intera lettura. Ma non possiamo nemmeno esimerci da anticiparvi qualche esempio. “AVM xe ea capa de ACTV S.p.A. (che na volta gera l’ACNIL)”. “AVM gavarà i to dati se… ti ne domandi i schei indrio”. “Se ti va su facebook o ste robe qua, savaremo anca e robe dei social che no ti ga sconto”. “Perché de far sta roba eo gavemo promesso al Comune nel contrato”. “Ma va tranquilo che tanto i fornitori i nominemo responsabili e ghe domandemo de tratarli ben”.

Traduzioni “ardite”

E non mancano anche alcuni “capolavori” di creatività. I “biscotini” sono i Cookie (i file di informazioni che i siti web memorizzano sul computer dell’utente di Internet durante la navigazione). E, riguardo alla sicurezza, si garantisce all’utente che “i nostri sistemi informatici xe pieni de antivirus e ga un fraco de muri de fogo”. Tradotto (letteralmente : i firewall, cioè i sistemi di protezione che difendono i calcolatori di una rete aziendale collegata a internet da accessi non autorizzati.

 

Un vaporetto di ACTV

Un’iniziativa nata dal genio aziendale

“Di fronte alle centinaia di mail che tutti abbiamo ricevuto con l’entrata in vigore della nuova informativa sulla privacy – racconta Camilla Temperini, direttore degli affari legali e responsabile della privacy del gruppo AVM – ci siamo chiesti come far sì che la nostra comunicazione non fosse cestinata senza essere letta. La risposta è stata quella di cercare di avvincere il destinatario con qualcosa di accattivante, divertendolo”.
L’idea è nata proprio all’interno dell’ufficio legale di Avm, che ha curato anche la traduzione, volutamente scritta in modo da strappare qualche risata.
“Sui social – riprende Temperini – abbiamo avuto molte interazioni, compresi alcuni nomi noti nell’ambito della privacy. Avvocati come Bolognini o Belisario ci hanno fatto i complimenti, perché siamo i primi in Italia a rivolgerci così alla nostra utenza. E l’Università di Bologna ci ha anche dedicato un articolo”. Dopo la promozione in rete, l’Informativa sarà adesso rilanciata all’interno della rassegna Venezia Comics.

Valorizzare le competenze individuali

“È bello poter dire che questa iniziativa sia nata all’interno dei nostri uffici, nel corso delle riunioni”, commenta Luca Scalabrin, presidente di ACTV. “In azienda, stiamo portando avanti una politica mirata proprio alla valorizzazione delle competenze specifiche di ognuno dei nostri dipendenti. Chi ha un merito, magari essendo riuscito a laurearsi mentre lavora, è giusto che lo veda riconosciuto. E questo deve avvenire affidandogli compiti che abbiano attinenza con quello che sa o ha imparato. Cerchiamo insomma di dare forza alle persone che hanno delle idee”.
Un obbligo di legge, come quello sull’informativa sulla privacy, è stato così trasformato in una iniziativa che è stata accolta con grande simpatia. “Certe richieste – conclude Scalabrin – sono giuste, perché tutelano l’utenza, ma non devono diventare eccessive. In questo caso, ne è nato qualcosa di bello. Ma bisogna evitare, come spesso accade in Italia, che le aziende siano oberate di incombenze che non riguardano il loro “core business”, sottraendo anche risorse ai servizi da fornire all’utenza”.

2 commenti su “AVM/ACTV, la privacy si impara in veneziano”

  1. Un po’ di confusione… in un punto parlate di dialetto, in un altro di lingua… Se vi può essere di aiuto, in lingua veneta non esistono le doppie e non esiste la lettera “q”…

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