Sono arrivati dall’altra parte del mondo per comprare una casa da un euro e rimetterla in piedi in 90 giorni. Ma mentre Miles, Ricky, Jack e Riley lavorano al cantiere, i loro video stanno facendo conoscere Salemi a tutto il mondo
La storia è di quelle che ci si aspetta di vedere al cinema o in tv.
Quattro giovani amici australiani mollano tutto e arrivano in Italia, alla ricerca di casa.
Non una casa qualsiasi, ma una delle case che alcuni paesini o borghi a rischio spopolamento hanno iniziato a proporre al costo di un euro.
Ruderi, per lo più, vecchie abitazioni abbandonate all’incuria e ai vandalismi subiti nel corso di anni in cui sono rimaste chiuse.
Miles, Ricky, Jack e Riley iniziano così la loro avventura andandole a vedere di persona.
E documentano tutto.
Nasce così in Instagram il profilo The One Euro Dream. Che in poche settimane esplode, catalizzando centinaia di migliaia di follewer e milioni di visualizzazioni.
E con loro Salemi, il paese siciliano che da anni combatte contro lo spopolamento, improvvisamente sta diventando internazionale.

@Theoneeurodream
In Australia l’acquisto di un’abitazione è diventato quasi impossibile.
I quattro amici hanno così deciso di rinunciare a un mutuo da un milione di dollari e di seguire il sogno italiano: quello delle case a un euro.
Dopo aver visto mura senza tetti, solai bucati, sole finestre sul mare, bagni fatiscenti e tutto ciò che non ci aspetta quando si va a vedere una casa da comprare, hanno scelto.
Non sapevano che sarebbero finiti a Salemi.
E Salemi, con i suoi neanche 10 mila abitanti, la maggior parte dei quali anziani, mai si sarebbe aspettata di veder arrivare quattro baldi giovani niente di meno che dall’Australia, un Paese enorme dove le distanze si misurano in ore di volo e le case, nelle città più costose, possono avere prezzi che fanno sembrare assurda qualsiasi discussione italiana sull’immobiliare.
Nessuno poteva aspettarsi succedesse quel che invece succede. E che ha dell’incredibile.

Salemi sta entrando nelle case di mezzo mondo
Sono simpatici, i quattro australiani. Invece di scoraggiarsi di fronte al rischio di veder svanire il loro sogno, ridono e si divertono.
Con la loro auto a noleggio improvvisano un reportage italiano senza precedenti e quando si fermano a Salemi fanno presto a conquistare la gente del posto.
Gli sguardi dapprima diffidenti e poi increduli degli abitanti si trasformano in mani che si tendono, in consigli, in granite offerte per placare il gran caldo di questa torrida estate 2026.
Miles, Ricky, jack e Riley, d’altra parte, non si risparmiano.
Il loro cantiere si riempie di camion che arrivano, di materiale da scaricare, di attrezzi.
E loro si danno da fare: entrano nella ferramenta del paese per acquistare ciò che ancora manca, impugnano martelli e cazzuole, demoliscono e ricostruiscono. E filmano tutto.
Non solo la casa e i lavori in corso, anche le strade del paese dove un camion non passa, il centro storico, le abitazioni abbandonate, le granite, il caldo, la gente del posto, la spiaggia, il bar, il cibo, le giornate in cantiere e le serate, gli incontri casuali.
Restare nella Valle del Belice
Salemi li accoglie perché di case ne ha troppe e di abitanti sempre meno.
Ma mentre i giorni passano, li accoglie sempre più con il cuore.
E mentre succede questo, i salernitani smettono di essere semplicemente lo sfondo del viaggio.
Entrano nella storia.
Qualcuno li aiuta. Qualcuno compare nei video. Qualcuno osserva i lavori.
I quattro cominciano a parlare della loro “squadra“. E la casa smette di essere soltanto un progetto immobiliare.
Loro guardano Salemi. Il mondo guarda loro
E’ una storia che appassiona e la rete non se la fa scappare.
In ogni parte del mondo milioni di persone ogni giorno vanno a vedere cosa succede a Salemi, riconoscono le sue strade e la sua piazza, i suoi piatti e i suoi abitanti, alcuni dei quali possono chiamare anche per nome.
Seguono Miles, Ricky, jack e Riley mentre trasportano una tonnellata di sabbia, mentre litigano con i materiali, demoliscono muri e imparano a fare i muratori.

La storia si è ribaltata
C’è poi una suggestione che rende tutto ancora più curioso.
Per generazioni sono stati gli italiani, e soprattutto tanti siciliani, a prendere la strada dell’Australia.
Si partiva da paesi come Salemi per cercare lavoro, soldi, una casa, un futuro.
Adesso quattro australiani fanno il viaggio nella direzione opposta.
Non sono emigranti di ritorno, naturalmente. Non sono venuti a cercare le proprie radici.
Sono arrivati perché hanno cercato una soluzione a un problema molto contemporaneo: come si fa a comprare casa quando una casa costa troppo?
E hanno trovato la risposta in un paese che ha il problema opposto.
È una specie di cortocircuito della storia.
Loro cercano una casa. Salemi cerca abitanti.
Novanta giorni
Adesso ci sono novanta giorni.
E’ questo il termine che i quattro giovani australiani si sono dati per trasformare il rudere che hanno acquistato in una casa, fra mattoni, polvere, consegne sbagliate, caldo, burocrazia e qualche pausa per mangiare una granita.
Ma il risultato più curioso del progetto è già arrivato: Salemi continua a essere un paese che si spopola ma, per la prima volta da molto tempo, è anche un paese che tutti vogliono vedere.
Consuelo Terrin










