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Perché bisogna lavare anche banane, kiwi e angurie prima di sbucciarli

Perché bisogna lavare anche banane, kiwi e angurie prima di sbucciarli

La raccomandazione del Ministero della Salute riguarda tutta la frutta e la verdura fresca

Probabilmente ben pochi ci hanno fatto caso: nelle etichette di tutta la frutta e la verdura che compriamo al supermercato, anche sui prodotti che chiaramente vanno sbucciati per consumarli come banane e kiwi, ma perfino angurie, meloni e aglio, è riportata la dicitura “lavare prima dell’uso”.

I rischi di infezioni nel consumo di frutta e verdura cruda

Il tema è stato segnato a “Il fatto alimentare” da un cliente dei supermercati Esselunga, che hanno risposto ricordando l’esistenza di una poco conosciuta circolare del Ministero della Salute del novembre del 2024, emessa a tutela della sicurezza microbiologica dei consumatori. Non si parla, cioè, di contaminazioni chimiche, ma il tema ha comunque potenziali serie implicazioni.
Basti pensare ai 147 casi di listeriosi (una grave infezione causata da un batterio, resistente al freddo del frigo, che vive nel terreno, nell’acqua e negli animali), con 33 decessi, associati nel 2011 negli Stati Uniti al consumo di meloni cantalupo. O ad altri focolai, collegati allo stesso frutto sempre negli Usa, che hanno provocato 261 casi (e 3 morti) nel 2012 e 407 casi (con 158 ricoveri e 6 decessi) nel 2023, per serie infezioni dovute ai batteri della salmonella.

Basta l’acqua per ridurre i batteri

La disposizione ministeriale, chiarisce Esselunga in risposta a “Il fatto alimentare”, invita le Regioni di richiedere di indicare in etichetta in modo chiaro e visibile la necessità del lavaggio prima del consumo di tutti i prodotti ortofrutticoli freschi confezionati di “prima gamma”.
Il riferimento va cioè a tutti quei casi in cui gli alimenti non sono sottoposti, prima della vendita, a processi di lavaggio o trasformazione.
La circolare, che chiede anche la separazione nei punti vendita dei prodotti di prima da quelli di “quarta gamma” (ovvero già lavati) ribadisce in ogni caso l’importanza di lavare accuratamente, con risciacqui ripetuti sotto l’acqua corrente, tutta la frutta e la verdura destinata a essere consumata cruda. In questo modo, infatti, un’eventuale contaminazione microbiologica superficiale può essere ridotta, pur senza la garanzia di eliminarla completamente.

Il lavaggio di frutta e verdura… da sbucciare

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: perché bisogna lavare anche i prodotti prima di sbucciarli?
Tale operazione serve a evitare che lo sporco, la polvere e i batteri presenti sulla superficie possano trasmettersi alle mani, ma soprattutto, attraverso il coltello, alla parte commestibile.
Nei vari passaggi effettuati durante il trasporto e la vendita, la buccia accumula infatti dall’ambiente numerosi microorganismi.
E ancor prima, oltre alle eventuali tracce di trattamenti e antiparassitari usati in agricoltura, su frutta e verdura si possono depositare anche uova di insetti, particolarmente attratti dai prodotti maturi.
Per questo è consigliato di sciacquare per esempio una banana sotto l’acqua fredda, ponendo particolare attenzione al picciolo, prima di aprirla dopo aver eliminato l’umidità residua tamponando la buccia con un panno pulito.

Quando il lavaggio del cibo serve di più

Fermo restando che la raccomandazione è quella di lavare (senza usare sapone o candeggina!) tutta la frutta e la verdura fresca prima di mangiarla, tagliarla o sbucciarla, in una sorta di graduatoria sul livello di attenzione da tenere nella prima fascia, ovvero quella di frutti e verdure da lavare sempre e direttamente, rientrano mele, pere, pesche, albicocche, fragole e frutti di bosco, uva, insalate, pomodori, zucchine, erbe aromatiche fresche e altre verdure da consumare crude.
In seconda fascia, i prodotti che si devono tagliare con il coltello prima del consumo.
E quindi meloni, angurie, avocado e cetrioli. Il lavaggio resta una buona pratica comunque anche per la terza fascia, ovvero quella dei prodotti che si sbucciano, come kiwi, arance e agrumi, ananas, banane, mango, papaya, patate e altri tuberi.

Alberto Minazzi

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