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Albino Luciani, il Papa dei 33 giorni, sarà beato

Albino Luciani, il Papa dei 33 giorni, sarà beato

Il suo pontificato è durato appena 33 giorni.
Eppure, Papa Luciani, il “Papa del sorriso e degli umili“, è rimasto nel cuore di tutti.
Era il Papa tra la gente, semplice, poco amante degli sfarzi e sempre pronto a tendere una mano verso i bisognosi.
Ora, Giovanni Paolo I, sarà beato.
Papa Francesco, a conclusione del processo che ne ha riconosciuto un miracolo avvenuto per sua intercessione, ha infatti autorizzato la Congregazione delle cause dei Santi a emanare il decreto che porterà alla santificazione.

Papa Giovanni Paolo I (Foto tratta dal libro “Nostalgia di un sorriso” dell’Associazione Oasi Papà Luciani onlus)

L’inspiegabile guarigione di Candela Giarda

In Argentina, in una disperata notte del 2011, su suggerimento di padre José Dabusti, della  parrocchia di Nuestra Senora de la Rabida, a lui, Giovanni Paolo I, si rivolsero in preghiera, chiedendone l’intercessione, i genitori di una ragazza affetta dalla patologia rara della sindrome epidemica da infezione febbrile.
I medici non avevano dato speranze ma lei, dopo quella notte, si è gradualmente ripresa.
Oggi, a 21 anni, Candela Giarda è una ragazza come tutte le altre, che, come ha raccontato il sito sudamericano Infobae, studia all’università e lavora in una rivendita di miele.

Il Papa del sorriso e degli umili

“La gente diceva sempre che quest’uomo era un santo, per come viveva e come si comportava – commenta con affetto monsignor Ettore Fornezza, che di Papa Luciani fu amico e crucifero – Albino Luciani fu una figura umile, sempre rivolta ai più deboli, alle persone più difficili, nei cui confronti era davvero disponibilissimo. Se amava tutti, amava però soprattutto i più semplici e i più poveri. Era una persona molto premurosa, alla quale si rivolgevano in tanti, nelle loro situazioni di difficoltà”.
Don Ettore, al riguardo, ricorda ad esempio che, ai tempi in cui fu Patriarca di Venezia, “al martedì, scendeva al piano terra del Palazzo patriarcale per incontrare questi ultimi. E, con amore e gentilezza, a chi più aveva bisogno dava almeno i soldi che aveva in quel momento in tasca”. E il sacerdote ammette: “Ancor oggi, io lo prego tutti i giorni. E quel che gli chiedo, quasi sempre riesce a far sì che si realizzi”.

 

La richiesta di intercessione a Torcello

Sono molti, spiega Fornezza, coloro che si sono affidati con la preghiera ad Albino Luciani ottenendo la grazia.
“L’ultimo anno in cui ero a Torcello – rivela il sacerdote – avevo sposato una bella coppia di giovani. Dopo un anno, la moglie venne da sola da me dicendo che le erano andati male 4 tentativi di avere un bambino. La portai così in chiesa davanti alla statua di Papa Giovanni Paolo I che adesso è stata portata nell’Oasi di Ghisel, a lui dedicata, in montagna. Le dissi di  pregare Papa Luciani, chiedendone l’intercessione. E, dopo un anno, nacque una bambina, che battezzammo sempre a Torcello, con l’omaggio dei genitori per la grazia ricevuta. Ma sono sempre state tante le cose che i fedeli hanno chiesto a Papa Giovanni Paolo I. Che era santo da vivo, è morto da santo e continua a restarci vicino facendo sentire a chi gli si affida il suo aiuto”.

Il Papa predestinato

Albino Luciani, nei suoi soli 33 giorni di pontificato, riuscì a imprimere una svolta alla Chiesa Cattolica romana. Nato a Canale d’Agordo, nel bellunese (Veneto), nel 1912, era molto devoto alla Madonna di Fatima e tornò, nel 1977, da un pellegrinaggio in Portogallo, molto scosso.
Aveva richiesto un incontro riservato con lui  Suor Lucia dos Santos che, secondo quanto si legge nel libro “Nostalgia di un sorriso” a lui dedicato, gli avrebbe rivelato il terzo segreto di Fatima.
Allora Albino Luciani era ancora Patriarca a Venezia, dove, già qualche anno prima, nel 1972, aveva ricevuto Paolo VI in visita pastorale.

Papa Paolo VI e il Patriarca Luciani a Venezia il 16 settembre 1972 (Foto tratta dal libro “Nostalgia di un sorriso” dell’Associazione Oasi Papà Luciani onlus)

“Al termine della Messa in piazza San Marco il Pontefice -si legge in “Nostalgia di un sorriso” – si tolse la stola papale, la mostrò alla folla e la mise sulle spalle del Patriara Luciani davanti a ventimila persone, facendolo arrossire per l’imbarazzo. La stampa disse che  Paolo VI aveva scelto il suo successore“.
Lasciò Venezia il 10 agosto 1978. Era iniziato il conclave dal quale sarebbe uscito Papa il 26 agosto.
33 giorni dopo, moriva. Era il 28 settembre 1978 e il mondo si sentì per quella morte sbigottito e solo.

Humilitas per sempre

Papa Luciani ha scelto per il suo stemma episcopale la parola “humilitas”, che ha caratterizzato l’intera sua vita.
Figlio di un operaio che era dovuto emigrare in Svizzera, restò fedele a quanto proprio il padre, quando entrò in seminario, gli scrisse in un biglietto:  “Spero che quando tu sarai prete, starai dalla parte dei poveri, perché Cristo era dalla loro parte”.
Fu ordinato prete nel 1935. Nel 1958 fu nominato vescovo di Vittorio Veneto e nel 1970 patriarca di Venezia. Qui nacque e si protrasse la lunga collaborazione con don Ettore Fornezza, che sulla sua storia ha voluto diversi anni fa realizzare il libro“Nostalgia di un sorriso”, dedicato a Papa Luciani dall’onlus dell’Oasi di Ghisel che ne porta il nome.

Il miracolo argentino

“Credo che quel libro abbia contribuito a questa causa di beatificazione– sottolinea Fornezza – Io l’ ho mandato a tutti, in Vaticano, compreso Papa Ratzinger, che mi ha risposto, con una gentilezza unica, che avrebbe operato per muovere la causa. E, infatti, siamo arrivati a oggi. Avevo saputo della dichiarazione di grazia ricevuta e ora attendo il momento della beatificazione, che credo si terrà prima di Pasqua 2022. Chissà – conclude monsignor Fornezza – che coincida con un rinnovo della realtà di questo mondo, perché la gente ha bisogno di tornare finalmente a una vita più semplice. E sono convinto che, insieme agli altri santi, anche Papa Luciani, che amava tutto il Mondo e la città di Venezia in particolare, potrà aiutare. Del resto, nel 1978, gli bastarono 33 giorni per lasciare all’umanità un importante segno di speranza”.

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