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Movember 2026: “Ci vogliono le palle per giocare d'anticipo”

Movember 2026: “Ci vogliono le palle per giocare d'anticipo”

Dalla salute dei testicoli alla prostata, passando per il benessere mentale e l’osteoporosi: la campagna per abbattere i tabù e convincere gli uomini a prendersi cura di sé

In campo scendono tre capitani di basket, calcio e volley e un ex campione nazionale del rugby.
E la partita, questa volta, la giocano sul piano culturale.
Per stimolare un cambiamento importante e portare i giovani uomini a prendersi cura della propria salute non solo quando arriva una febbre o un mal di schiena ma anche quando qualcosa dice che bisognerebbe rivolgersi a un andrologo.
Uno specialista, se non proprio sconosciuto, sicuramente poco frequentato dal genere maschile prima dei 50 anni.
“Con questa campagna – spiega Carlo Foresta, presidente della Fondazione Foresta Ets – vogliamo avvicinare alla prevenzione anche chi, sentendosi bene, pensa di non averne bisogno. L’obiettivo è preservare non soltanto la salute, ma anche la qualità della vita e l’autonomia dell’uomo a ogni età”.
I capitani dell’Umana Reyer Amedeo Tessitori, del Calcio Padova Matteo Lovato e del Delta Volley Porto Viro Matteo Sperandio, insieme all’ex rugbista della Nazionale italiana Mauro Bergamasco si faranno così promotori dell’iniziativa veicolando con la propria immagine al di fuori degli ambulatori l’invito della Fondazione.

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Ci vogliono le palle per giocare d’anticipo

Partendo da uno slogan provocatorio, “Ci vogliono le palle per giocare d’anticipo”, si invitano gli uomini a informarsi e prendersi cura della propria salute genitale fin da giovani.
Per tutto il mese di novembre è dunque proposto, con grandi manifesti affissi a Padova e provincia, Rovigo e all’ingresso di Mestre, un messaggio differenziato in base alle fasce d’età e al cambiamento di fattori di rischio ed esigenze di salute: dalla salute dei testicoli tra i 18 e i 30 anni, al rapporto tra funzione generale e salute generale per i 30-50enni, alla prostata (ma non solo) per gli over 50.
Il messaggio sarà proposto anche attraverso i canali social e negli impianti delle società sportive coinvolte, attraverso annunci vocali e ledwall. “Lo sport – motiva l’adesione dell’Umana Reyer il presidente, Federico Casarin – ha una responsabilità che va oltre il risultato: può sensibilizzare le persone e contribuire al benessere della comunità. Vogliamo portare ai tifosi e soprattutto ai più giovani un messaggio semplice: prendersi cura della propria salute significa anche informarsi e fare della prevenzione una buona abitudine, fin da ragazzi».

I focus di Movember 2026: salute mentale e osteoporosi

L’iniziativa della Fondazione Foresta dedica inoltre due focus specifici dedicati alla salute mentale, riconoscendo il legame tra benessere psicologico e sfera sessuale,  che possono influenzarsi a vicenda, e alla salute delle ossa, l’osteoporosi maschile, ancora poco riconosciuta e trattata. Ma, ricordano i promotori, secondo l’International Osteoporosis Foundation, nel mondo circa 1 uomo su 5 oltre i 50 anni andrà incontro a una frattura osteoporotica nel resto della vita, con anche possibili pesanti conseguenze.

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Nei primi 6 mesi dopo una frattura del femore, la mortalità negli uomini è infatti circa doppia rispetto a quella delle donne della stessa età. Il problema è ancora sottovalutato perché l’osteoporosi viene associata soprattutto alle donne e alla menopausa. La perdita di resistenza dell’osso, inoltre, può progredire senza disturbi evidenti: spesso è una frattura dopo un trauma modesto a rivelare la fragilità. Negli uomini la malattia viene diagnosticata e trattata meno frequentemente e può restare trascurata anche dopo il primo episodio.
“I disturbi della sfera sessuale – conclude Carlo Foresta – non devono essere considerati una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento, perché possono rappresentare il segnale di condizioni ormonali, metaboliche o cardiovascolari che meritano attenzione. Alcune di queste condizioni possono restare a lungo senza sintomi evidenti. Conoscere i propri fattori di rischio e parlarne con il medico permette allora di valutare quando siano necessari dei controlli”.

Alberto Minazzi

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