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"28 nel 28": l'Ue si allarga. La road map verso l'obiettivo

"28 nel 28": l'Ue si allarga. La road map verso l'obiettivo

La Commissione Europea ha presentato il “Pacchetto allargamento”: Montenegro, Albania, Ucraina e Moldavia i Paesi più avanzati nei negoziati

Sempre più verso un’Europa che estende i suoi confini. E’ stato appena presentato il “Pacchetto allargamento”, adottato il 4 novembre 2026, che fa il punto sui progressi di ogni singolo partner verso l’adesione all’Ue e definisce le priorità future in materia di riforme.
Molti dei Paesi coinvolti, tra i quali Montenegro, Albania, Ucraina e Moldavia dimostrano un maggiore avanzamento nei negoziati per diventare parte dell’Europa, in particolare Montenegro che ha come obiettivo il 2027 per la conclusione del percorso di integrazione.

Lo slogan “28 nel 28”

Il “pacchetto allargamento” di quest’anno mette in luce che quanto gli aspiranti aderenti stanno facendo in tema di riforme si traduce in progressi concreti che sempre più avvicinano alla conclusione del processo di adesione Ue. Lo slogan della Commissione europea, “28 nel 28”, fa riferimento al Montenegro, il primo tra i 4 che sarà accolto, portando a 28 i Paesi membri.
I negoziati di adesione potrebbero concludersi entro la fine del 2026 aprendo la strada alla firma del trattato nel giugno del prossimo anno. Come spiega la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, i progressi compiuti da alcuni candidati nell’ultimo anno consentono di trasformare in realtà la promessa di allargamento. A questo punto sono proposte una serie di tabelle di marcia indicative per i Paesi per i quali i negoziati di adesione sono più progrediti.

Verso un’Unione più completa e più forte

L’ingresso di nuovi Paesi nell’Unione europea è dunque ora un processo basato sul merito e a guidarlo è una precisa road map concreta e scadenze definite per gli Stati con i negoziati più avanzati.
Il prossimo importante appuntamento per fare il punto sulla situazione sarà il Forum sull’Allargamento del 15 e 16 novembre a Bruxelles dal titolo “Wider Europe – Stronger Europe” (Un’Europa più grande – Un’Europa più forte”), al quale parteciperanno i leader dei Paesi candidati a far parte dell’Ue.
Anche l’Albania è a buon punto nel percorso. Il Paese guarda al 2027 per concludere i negoziati di adesioni e ha aperto l’ultimo gruppo di capitoli rimanenti.

A che punto sono Moldavia e Ucraina e i benefici prima dell’integrazione

Per quanto riguarda la Moldavia, i progressi sono costanti e la valutazione della Commissione è che abbia soddisfatto le condizioni necessarie per aprire tutti i cluster rimanenti e che continuando con questo ritmo può guardare all’inizio del 2028 quale termine per completare i negoziati.
Da parte sua l’Ucraina, pur affrontando le sfide dell’invasione russa e gli attacchi alle infrastrutture energetiche, ha mantenuto un ritmo serrato di riforme. Ha aperto quattro cluster negoziali garantendo l’operatività indipendente delle proprie istituzioni anti-corruzione e avviato una stretta cooperazione industriale nel settore della difesa con l’Ue. Anche in questo caso, l’obiettivo per il completamento dei negoziati è il 2028 ma a fine anno.

I benefici prima dell’integrazione

Per consentire a cittadini e alle imprese di poter beneficiare di far parte dell’Unione europea senza attendere la conclusione dell’iter di adesione, la Commissione ha strutturato un quadro comune per l’integrazione graduale. I benefici comprendono l’azzeramento del roaming per le telefonate già operativa per Ucraina e Moldavia e in fase di preparazione per i Balcani Occidentali; pagamenti più semplici ed economici con l’ammissione nello Spazio Unico dei Pagamenti in Euro Albania, Moldavia, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia che riduce i tempi di trasferimento di denaro e i costi; sostegno finanziario diretto con l’accesso a significativi Piani di Crescita legati a riforme strutturali. In particolare lo Strumento per le Riforme e la Crescita dei Balcani Occidentali (6 miliardi di euro), il Piano di crescita per la Moldavia (1,9 miliardi di euro) e la Ucraine Facility, che prevede oltre 50 milioni di euro tra sovvenzioni e prestiti nel periodo 2024/2027.

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