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Polpi, cefali e branzini vs granchio blu

Polpi, cefali e branzini vs granchio blu

Nell’Adriatico e nelle lagune si sta sperimentando l’efficacia di predatori naturali contro la specie aliena invasiva

Predatori naturali contro le specie aliene che creano parecchi problemi al comparto della pesca.
E’ questa la nuova strategia che si sta sperimentando contro il granchio blu che, solo in Emilia Romagna, per dare una dimensione al problema, ha provocato danni per circa 17 milioni di euro dal 2022 ad oggi.
La sfida degli scienziati per fermare l’invasione nelle nostre acque arriva dal progetto Octo-Blu finanziato proprio dalla Regione Emilia Romagna e sviluppato in collaborazione con Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.
A ingaggiare una lotta biologica contro di lui saranno polpi e cefali.

granchio blu

Predatori naturali contro granchio blu

Dati scientifici dimostrano che un polpo adulto può arrivare a consumare ogni giorno circa 350 grammi di tessuti molli di granchi blu, pari al 16/23% della propria massa corporea.
Partendo da questa premessa, i ricercatori hanno sviluppato tecniche di riproduzione e allevamento del polpo in laboratorio e, a partire dall’estate di quest’anno, hanno avviato il rilascio in mare di giovani esemplari e di una femmina al largo di Cesenatico e tra Rimini e Riccione.

Il polpo regolatore delle catene alimentari marine

Octo-Blu ha preso il via nel 2024 e ha permesso di raccogliere dati sulla relazione tra le due specie, affinare le metodologie di allevamento e arrivare alle prime schiuse, un passaggio indispensabile per avviare le attività di rilascio in mare e la successiva fase di monitoraggio scientifico.
Come spiegano gli esperti del progetto, le informazioni che sono state raccolte hanno permesso di individuare una possibile strategia per contrastare la diffusione del granchio blu.
Il polpo è infatti un predatore naturale in grado di contribuire al controllo della specie, suo alimento principale, svolgendo un ruolo importante nella regolazione delle catene alimentari marine.

“Il polpo sicuramente è un ottimo predatore naturale del granchio blu – spiega Luca Mizzan, direttore del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia – Ha però bisogno di rifugi su rocce che si affacciano anche su zone sabbiose. Da noi il granchio blu vive in zone in cui rocce non ci sono. Per questo in ambienti lagunari e costieri non farà la differenza, mentre potrà essere una risposta significativa in altre zone”.

La strategia combinata con cefali e branzini

Soprattutto, però, potrà essere un predatore da risultato se trova rinforzo nell’azione di chi agisce prima che le larve diventino granchio blu. E’ questo, spiega sempre Mizzan, “che può fare la differenza”.
Ed è questo che si sta provando a fare, con un’altra “sperimentazione”, per esempio nelle sacche del Po con i branzini e nelle lagune di Sabaudia e Caprolace, con i cefali, che del granchio blu si nutrono.
“La femmina del granchio blu fa 2 milioni di uova e può riprodursi per tre anni di seguito, quindi un solo individuo può fare 6 milioni di uova – ricorda Luca Mizzan -. La differenza quindi difficilmente arriva con una lotta biologica che coinvolge i soli adulti. Diverso è se altri predatori intervengono nella fase larvale. Il granchio blu ha sette fasi di muta prima di diventare un granchietto e ha poi una brevissima fase di moeca, in cui ha il guscio molle. In questa fase, come sta accadendo in alcune sacche del Po, dove i branzini sono allevati fino a farli diventare super predatori che superano il kg, se il branzino impara a riconoscere l’odore della moeca, possono diventare prede ambite“.


La maggior differenza avviene però a ritroso, nella prima fase plantonica. 
“Minore è la sopravvivenza delle larve, minore sarà il reclutamento e quindi il numero degli adulti – sottolinea ancora il direttore del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia -. Quando l’ambiente non è in grado di abbassare in modo decisivo la sopravvivenza, c’è un’espansione della specie. Pochi individui adulti possono essere controllati dai predatori, milioni di granchi adulti no. La lotta biologica più efficace – conclude Mizzan – è dunque quella che mira alla fase larvale o giovanile del granchio blu”.
O una potenziale strategia combinata per mettere un fermo all’invasione del predatore blu, difficilmente contenibile in altri modi.

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