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Venezia: il tempo riparte, il Des Bains torna a vivere.

Venezia: il tempo riparte, il Des Bains torna a vivere.
L'Hotel Des Bains del Lido con lo sfondo della città di Venezia

L’orologio del 1926 riprende a scandire le ore nel giorno dell’avvio del maxi-cantiere. Quattro fasi di lavori e oltre 200 milioni per restituire al Lido il suo albergo più celebre

L’orologio ornamentale che si affaccia verso il mare ha ripreso a scandire le ore.
Una ripartenza che è molto più di un simbolo. E, non a caso, è stata scelta per segnare un momento decisivo per lo storico Hotel des Bains del Lido di Venezia.
L’orologio, installato nel 1926 sul pronao del corpo centrale dell’albergo e fermo dal 2009, è stato sottoposto a un intervento da parte della società specializzata Comin Campane di Volpago del Montello (Treviso), che ha cercato di preservare il più possibile il sistema storico originale.
E la ripresa del suo movimento coincide con l’avvio ufficiale da parte di Coima della cantierizzazione della prima fase dei lavori di riqualificazione e restauro dell’albergo, che ha attraversato una lunga fase di declino dopo la chiusura del 2010.

Il “ritorno al futuro” del Des Bains

Ci vorrà ancora tempo per la riapertura, prevista nel 2030.
Ma la data dell’11 settembre 2026, con la benedizione del cantiere, segna per il primo hotel di lusso aperto sull’isola, simbolo della Belle époque che ambisce a riprendersi il suo ruolo di riferimento internazionale nell’ospitalità di alta gamma, un vero e proprio “Ritorno al futuro”.

hotel des bains
Ingresso Hotel Des Bains, Lido di Venezia

E anche il riferimento cinematografico (al noto film di Zemeckis del 1985, che aveva proprio in un grande orologio ornamentale uno dei simboli più iconici) appare tutt’altro che fuori luogo.
Sia perché, al Lido, sono i giorni della Mostra del Cinema, sia perché una delle pagine più celebri del Des Bains è legata a una pellicola, “Morte a Venezia” di Luchino Visconti, ispirata al romanzo che Thomas Mann ambientò proprio nell’albergo dell’isola veneziana.
“Venezia – commenta il sindaco, Simone Venturini – non vive soltanto della sua memoria, ma sa trasformarla in futuro, lavoro, qualità e nuove opportunità. È la città della contemporaneità. Vogliamo che questo sia un modello: recuperare luoghi straordinari, attrarre investimenti seri e costruire insieme ai privati il futuro del nostro territorio”.

L’Hotel Des Bains del Lido di Venezia

Al via lavori per oltre 200 milioni di euro

Il progetto di recupero dell’albergo prevede un investimento di oltre 200 milioni di euro da parte del Coima Des Bains Fund, partecipato alla pari dall’italiano Impact, il più grande fondo italiano di rigenerazione urbana, e da Eagle Hills, società di sviluppo e investimento immobiliare con sede ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi.
Premessa fondamentale è stata, a giugno 2025, l’acquisizione dagli istituti di credito dell’intero debito pregresso dell’hotel, pari a circa 54 milioni di euro.
Completato il lungo iter, si è potuti ora passare alla prima delle 4 fasi di lavoro distinte previste all’interno dell’intervento di ristrutturazione e ammodernamento. La prima fase, aggiudicata alla impresa trevigiana Cev, si incentrerà sulla messa in sicurezza delle coperture, su lavori di recupero e consolidamento strutturale e sulla cantierizzazione dell’intero complesso, che include un edificio di approdo dedicato, il “Cantiere Lance”, e la concessione balneare della spiaggia.

Lido di Venezia, il bellissimo Hotel Des Bains e le sue capanne sulla spiaggia

Le linee guida del progetto

Per la realizzazione del progetto di restauro è stato identificato un gruppo di progettisti e imprese. Tra questi, nella logica dell’attivazione di una filiera di aziende del territorio, lo studio veneziano TA Torsello Architettura, supportato nelle procedure di restauro dalla padovana R&S Engineering, lo studio veneziano Buro Milan per gli aspetti ingegneristici e strutturali e la trevigiana Climosfera per impianti idraulici, meccanici ed elettrici.
“Il Des Bains – sottolinea Manfredi Catella, fondatore e ceo di Coima Sgr – contribuirà a celebrare le filiere creative e di produzione della regione in un progetto composto nel rispetto della storia e dell’eleganza di questo luogo straordinario per l’Italia, rientrando con vigore nella mappa del turismo mondiale”.
Per le forniture è dunque stato avviato anche un dialogo con realtà associative imprenditoriali e artigianali locali come Confindustria Veneto Est e Confartigianato Venezia.
Le linee guida progettuali puntano su eleganza senza tempo, sobrietà, autenticità e continuità storica, per valorizzare la memoria culturale del luogo, tra cinema, letteratura e tradizione veneziana. In tal senso, verranno preservati gli elementi architettonici storici, integrandoli però con interventi contemporanei rispettosi del contesto e degli equilibri con gli spazi esterni come giardini e spiaggia.
Una reinterpretazione mirata al rilancio dell’albergo come destinazione culturale e internazionale che privilegerà materiali naturali durevoli, a basso impatto ed energeticamente efficienti, tra cui il legno, la pietra e il terrazzo veneziano.

La prima fase: i lavori sul tetto

La priorità della prima fase riguarda le coperture, in quanto, in un edificio storico, le infiltrazioni di acqua dall’alto sono il principale fattore di deterioramento, compromettendo progressivamente strutture, finiture e decorazioni interne. Sistemando il tetto, al contrario, si interrompe il processo di degrado e si stabiliscono le condizioni ambientali controllate per procedere con le fasi successive.
L’intervento, coordinato con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Venezia, comprende comunque nella prima fase anche il ripristino degli elementi originali, le opere di impermeabilizzazione contro le infiltrazioni d’acqua, le opere architettoniche e di sistemazione delle terrazze, le opere propedeutiche impiantistiche e l’allestimento di cantiere e logistica di costruzione per l’intera durata del progetto.

I passi successivi

La seconda fase di lavoro comprende invece il restauro delle facciate e la terza il consolidamento delle strutture, mentre la quarta e ultima si incentrerà sul cosiddetto fit-out alberghiero. Cioè la realizzazione finale degli spazi secondo gli standard del futuro gestore.
Proprio in questa prospettiva, il prossimo passo sarà l’aggiudicazione dell’operatore alberghiero, che dovrà posizionare il Des Bains nel segmento di alta gamma, valorizzandone sia la componente alberghiera che eventuali componenti residenziali parallele all’hospitality.
Gli operatori che hanno manifestato interesse sono stati 17, da cui è stata estratta, nel processo di selezione attualmente in corso, una shortlist di 4 soggetti. Successivamente sarà selezionato l’interior design tra i 6 finalisti scelti tra gli oltre 20 primari studi di progettazione che hanno partecipato alla preselezione. In entrambi i casi, l’assegnazione è attesa entro la fine del 2026.

Alberto Minazzi

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