Arte e Cultura +

C’è un nuovo modo di viaggiare in Veneto: andare a caccia di presepi

C’è un nuovo modo di viaggiare in Veneto: andare a caccia di presepi

Dalla sabbia di Jesolo ai presepi sull’acqua, passando per borghi e percorsi: una nuova legge regionale punta a valorizzare una tradizione che in Veneto è molto più di una storia di Natale

Per tradizione, l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, è quello nel quale, nelle piazze e nelle case di tutta Italia, si allestisce il presepio. E se, tra le tante giornate nazionali dedicate ai più svariati temi, manca quella “dei presepi”, almeno in Veneto, da quest’anno, proprio questa data coinciderà con la “Giornata regionale del presepe”.
La sua istituzione è solo uno dei temi della legge sulla promozione del patrimonio presepiale veneto, che ha appena ricevuto il via libera unanime dal Consiglio regionale. Come ha sottolineato la correlatrice del progetto di legge, Chiara Luisetto, l’obiettivo, da perseguire prima di tutto attraverso gli altri strumenti contenuti nel testo, ovvero l’istituzione degli Itinerari del presepe veneto e del Registro dei presepi di interesse regionale, è infatti molto più ampio.

presepi
Ovvero “riconoscere e valorizzare una tradizione profondamente radicata anche nella comunità del Veneto, che nasce dalla tradizione cristiana, ma che nel tempo è diventata patrimonio culturale, artistico e comunitario in moltissimi territori, con particolare riferimento alle realtà più piccole”. E, partendo da qui, andare alla scoperta dei territori e del vero e proprio “turismo dei presepi”, fatto non solo di religione ma anche di arte, artigianato e paesaggio.

Da Verona a Jesolo tra tradizione e originalità

Il Veneto, del resto, ha una quantità e una varietà di presepi, per di più con modelli spesso assai diversi tra loro, decisamente elevata. Per tacere della ricca tradizione di presepi viventi diffusa in numerosissime località, Verona, per esempio, è considerata addirittura la capitale internazionale del presepio. Dal 1984, nel capoluogo scaligero, si tiene infatti la rassegna “Presepi dal Mondo”, che presenta opere provenienti da musei, collezioni private e maestri presepisti di tutto il pianeta, la cui nuova edizione è già in calendario dal 14 novembre 2026 al 17 gennaio 2027.
In questa “geografia dei presepi”, già esistente ma ora valorizzata e messa in rete dalla legge regionale, un’altra località famosissima per il suo particolarissimo presepe è la veneziana Jesolo. La “Sand Nativity” propone infatti monumentali sculture presepiali interamente realizzate con la sabbia.

presepi

Poco distante, a Cavallino-Treporti, c’è il presepe costruito direttamente sulle acque della laguna, con la capanna e i personaggi realizzati con materiali resistenti all’umidità. Acqua che è direttamente protagonista anche nel presepio di Battaglia Terme, nel Padovano. Ma la lista è davvero lunghissima. A Soave (Vr), l’intero paese viene trasformato in una sorta di percorso della natività. Nel Vicentino, invece, oltre al grande presepio tradizionale del santuario di Scaldaferro, non si possono non citare, proprio per la loro coerenza con la legge regionale, l’“Anello dei presepi” di Campodalbero (ovvero l’itinerario escursionistico in cui le rappresentazioni della natività diventano tappe di una passeggiata) e la “strada dei presepi” di Maddalene.

Natività Burano
Il Presepio galleggiante a Burano – Ph© Maurizio Rossi

Un “patrimonio vivente” italiano

Se il Veneto si è mosso a livello istituzionale, allargando la prospettiva anche al resto del territorio nazionale, va sicuramente citata l’Associazione Città dei presepi, che propone da qualche anno il più lungo festival natalizio italiano, intitolato proprio “ Terre di Presepi – Itinerari di Natale in Italia”. “Un progetto culturale e comunitario – sottolinea l’associazione – che, anno dopo anno, continua a crescere grazie a una rete nazionale di parrocchie, associazioni, artigiani, volontari, municipalità e pellegrini che condividono lo stesso obiettivo”.
Obiettivo che consiste nel “custodire e rinnovare il linguaggio del presepe come patrimonio vivente del Paese”. Anche in questo caso viene organizzato un vero e proprio itinerario, composto da centinaia di presepi censiti, a partire da quelli della Toscana, ma coinvolgendo diffusamente anche Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Marche in “un mosaico nazionale che unisce tradizione, arte, spiritualità e turismo culturale”. E il progetto, in continua espansione, punta in particolare proprio sulla mappatura dei presepi d’Italia.

Questo mira alla documentazione e tutela di un patrimonio diffuso, che coinvolge intere comunità, rendendolo visitabile. Non si tratta cioè di un semplice elenco, ma di una vera e propria “cartografia identitaria che mostra quanto il presepe sia radicato nel territorio italiano e quanto la creatività locale continui a sorprendere per varietà di stili, materiali, contesti espositivi e percorsi storici”. Visitare i presepi di grandi città e piccoli borghi, insomma, si sta proponendo come una forma nuova di pellegrinaggio culturale e spirituale che unisce viaggio, meditazione e tradizione.

Alberto Minazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Seguici sui nostri canali social: