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Sette punti, secoli di storia: il merletto di Burano verso l’IGP

Sette punti, secoli di storia: il merletto di Burano verso l’IGP

La domanda cresce, le nuove generazioni si avvicinano e Venezia prepara la tutela europea per il suo merletto

Non più soltanto centrini, ma opere per il design, la moda e gli interni contemporanei.
Dai sette punti della tradizione alle creazioni contemporanee, il merletto di Burano vive una nuova stagione.
Ed è a un passo dal riconoscimento europeo che può difendere l’autenticità dell’artigianato lagunare dalle imitazioni e consegnarlo alle nuove generazioni.
Merletto e il vetro, due autentici tesori dell’artigianato veneziano, stanno infatti per ottenere il Marchio IGP, un traguardo decisivo arrivato dopo le prime decisioni favorevoli della Direzione generale per la proprietà industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, nell’ambito della fase nazionale per la registrazione delle IGP destinate ai prodotti artigianali e industriali.
“Dopo tanto lavoro, in sinergia con Promovetro e con l’ Associazione dei Produttori del Merletto di Burano, siamo finalmente all’ultimo step per difendere e tutelare queste due arti peculiari di Venezia”, afferma Matteo Masat, direttore di Confartigianato Venezia, che ha con soddisfazione ottenuto il via libera del Mimit alle Indicazioni Geografiche Protette dedicate ai prodotti dell’artigianato.

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Matteo Masat, direttore Confartigianato Venezia

Per Venezia si tratta di un risultato particolarmente significativo, perché riguarda due delle espressioni più antiche, identitarie e conosciute nel mondo della tradizione artigianale lagunare.

Dall’Italia a Bruxelles: l’IGP veneziana entra nella fase decisiva

“È un impegno che ha dato i suoi frutti proprio nella fase più complessa e articolata dell’iter – sottolinea Masat –. Ora manca il passaggio a Bruxelles, che dovrebbe concludere definitivamente la procedura istituzionale e rendere operativo il riconoscimento IGP a livello europeo”.
Gli incartamenti predisposti dal Mimit saranno infatti trasmessi alle istituzioni europee per affrontare la successiva fase di esame presso l’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.
Si tratta di un passaggio prevalentemente tecnico e formale che, secondo le attese, non dovrebbe presentare particolari ostacoli. “Contiamo di superare a breve anche quest’ultima verifica e arrivare finalmente all’IGP che da tempo attendiamo – prosegue Masat –. Quello che abbiamo intrapreso è, a tutti gli effetti, un percorso pilota, un’esperienza che potrà diventare un modello anche per future richieste di Indicazione Geografica Protetta”.
Il riconoscimento rappresenterà infatti molto più di un semplice marchio di tutela.
Sarà uno strumento per proteggere nel mondo le produzioni dell’alto artigianato veneziano e, allo stesso tempo, costituirà una garanzia per il Made in Italy originale, in un mercato internazionale sempre più esposto alla contraffazione e alla diffusione di prodotti realizzati altrove e commercializzati come autentiche eccellenze italiane.

Dal centrino al lusso: il nuovo boom del merletto di Burano

Per il merletto in particolare, l’IGP potrebbe arrivare in un momento di grande rivalutazione, anche commerciale, di questo prodotto peculiare della Laguna.
Le cinquanta merlettaie attive in Laguna non sono infatti ormai sufficienti a soddisfare le attuali necessità del mercato.
L’arte antica del merletto di Burano, candidata anche al riconoscimento Unesco di Patrimonio Immateriale nell’ambito del progetto nazionale “Il saper fare – l’arte del merletto italiano“, ha intrapreso, rinnovandosi, una strada contemporanea, apprezzata in tutto il mondo. E’ ormai passata l’epoca dei centrini sui mobili, sotto le suppellettili di porcellana. Il merletto buranello, nato nel 1500, oggi è richiestissimo anche come elemento di arredo innovativo.
“Una famiglia di New York ha acquistato un pezzo unico per il proprio modernissimo appartamento di lusso. Un merletto lungo tre metri da posare su un tavolo in marmo nero ricoperto poi da una lastra di cristallo”, racconta Martina Vidal che con il fratello Sergio ha ideato il brand Martina Vidal, trasformando la piccola bottega artigiana di famiglia in un concept store dove poter trasferire l’esperienza e l’abilità dei propri antenati.

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“Il merletto contemporaneo ha nuove applicazioni, è utilizzato come intarsio per i capi d’alta moda, impreziosisce bandane, camicie, biancheria per la casa e la persona e viene utilizzato anche per realizzare orecchini con filati d’argento o color oro. La domanda -conclude Vidal – è oggi più alta rispetto all’offerta“.

Il futuro del merletto è giovane: corsi, borse di studio e nuove leve

E se oggi il merletto torna a conquistare il mercato, la vera sfida è farlo vivere anche domani: per questo si punta a coinvolgere e formare le nuove generazioni, tramandando loro i segreti di un’arte che rischia di scomparire.
“Dal 2014 organizziamo nel nostro atelier laboratori formativi dedicati a quest’arte che, solo grazie al riconoscimento Unesco e all’IGP potrà essere veramente valorizzata. Il merletto dovrebbe infatti essere considerato un’opera d’arte e non un “tessuto” e la merlettaia una figura qualificata e non una sorta di sarta. Tutto ciò gioverebbe anche al ricambio generazionale”, aggiunge Marta Perissinotto del team Vidal.
Della promozione del merletto tra le giovani generazioni si sta occupando anche “Mano a Mano”, l’iniziativa volta alla salvaguardia dell’artigianato tradizionale, promossa dalla Fondazione The Place of Wonders del marchio di alta ospitalità della Famiglia Babini: “Abbiamo finanziato quattro borse di studio dedicate al merletto. Ovviamente un corso non può formare una merlettaia ma può accendere una fiammella, un interesse che se trova talento e passione può trasformarsi in un lavoro di grande soddisfazione”, afferma Michela Babini, direttrice della Fondazione.

Il merletto oltre i cliché

Le giovani Teresa Rossetto ed Elena Volpato, borsiste sostenute dalla Fondazione The Place of Wonders, hanno di recente concluso il loro percorso di formazione e stanno già svolgendo il tirocinio all’interno dell’Atelier Martina Vidal.
“Abbiamo imparato tutti e sette i punti che contraddistinguono il merletto di Burano anche se, ovviamente, non siamo delle specialiste  – commentano le due ragazze che entreranno presto nel team dell’atelier – Consideriamo il merletto un’opportunità per mettere a frutto creatività, manualità e amore per Venezia e per il suo artigianato di eccellenza”.
Ma non ci sono solo donne nel mondo del merletto di Burano.
Ne è un esempio concreto Massimiliano Zane, buranello doc, il primo uomo ad aver ricevuto l’onorificenza regionale di Maestro Artigiano per il suo contributo, come disegnatore, alla realizzazione del merletto. Massimiliano lavora in team con la figlia Ludovica Zane, merlettaia ventenne pluripremiata e con la madre Sandra Mavaracchio, Maestra Artigiana che offre pubblica dimostrazione dell’arte del merletto nella sede del Museo del merletto di Burano.

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Ludovica Zane

Il Merletto è protagonista anche in un altro Museo civico di Venezia.
A Palazzo Mocenigo, sede del Museo e Centro Studi di storia del Tessuto, del Costume e del Profumo, si è svolta, lo scorso giugno, la premiazione della dodicesima edizione del concorso nazionale di merletto ad ago e a fuselliUn Merletto per Venezia”, promosso dalla Fondazione Musei Civici di Venezia.
L’edizione 2026, dedicata al tema “I fiori e la natura”, ha registrato la partecipazione di 43 opere.

Claudia Meschini

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