La forte attività del vulcano, iniziata nella serata di giovedì 6 agosto, è continuamente monitorata dall’Ingv
L’Etna si è risvegliato, con una fase di attività stromboliana, accompagnata da esplosioni, colate e fontane di lava ed emissioni di cenere, che ha preso il via nella serata di giovedì 6 agosto ed è ben visibile dalle città vicine, come Catania o Taormina, dove molti turisti stanno fotografando l’evento.
È proprio la nube eruttiva di cenere e gas, trasportata dal vento verso Sud-Est, a creare i maggiori disagi. L’aeroporto internazionale “Vincenzo Bellini” di Catania Fontanarossa, pur mantenendo regolare una parte delle partenze, ha infatti sospeso, prima fino alle 12 e poi con una proroga fino alle 16, gli arrivi dei voli Ifr (cioè guidati attraverso gli strumenti di bordo), dirottandoli su altri scali.
Per far fronte alla situazione, Trenitalia ha predisposto collegamenti straordinari per i collegamenti con lo scalo aeroportuale di Palermo.

La situazione: l’ultimo aggiornamento
L’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che ha registrato dalle ore 21 di giovedì un forte aumento del tremore vulcanico, segno di un’intensa risalita del magma, sta intanto costantemente monitorando sul vulcano, a cui è stato limitato l’accesso, una situazione in continua evoluzione.
Nell’ultimo video diffuso poco dopo mezzogiorno dall’Ingv, inviato dalla parete Nord della desertica Valle del Bove, all’altezza di Rocca della Valle, il direttore del Dipartimento vulcani, Stefano Branca, ha comunicato che il fronte lavico attivo nel fondo della Valle, in avanzamento verso il cono di Monte Simone, ha raggiunto quota 2070 metri.
Nel frattempo, è però terminata l’attività esplosiva nel cratere Voragine, dove era stato localizzato il centroide delle sorgenti a un intervallo di profondità tra 2.900 e 3 mila metri sul livello del mare. A proseguire, per ora, è solo un intenso degassamento e l’emissione della colata lavica all’interno della Valle del Bove.

Gli eventi della notte e del mattino
Come testimoniato dalle telecamere di videosorveglianza, nella notte, la fontana lavica aveva registrato un forte incremento, raggiungendo una elevata intensità tra l’1 e le 4.
Tra i paesi dell’area, è stata quindi segnalata la ricaduta di cenere, legata alla nube eruttiva, in particolare a Ragalna e Adrano.
Alle 9.30, a una quota di circa 2.750 metri, si è quindi aperta una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove.
Alberto Minazzi



