Secondo un’indagine svolta da Sd Worx in 16 Paesi, siamo tra gli europei che usufruiscono meno dei giorni a disposizione per non andare a lavorare
Soprattutto in questo periodo dell’anno, sul nostro calendario inizia un conto alla rovescia: quello che ci separa dall’inizio delle agognate ferie. E alzino la mano quei lavoratori a cui i giorni di riposo pagato sembrano troppo pochi.
In media, ci dice l’indagine “HR & Payroll Pulse” condotta dalla grande azienda di servizi per le risorse umane Sd Worx, noi italiani ne possiamo disporre di 24,7 ogni anno (la media europea è di 25,3), ma ne vorremmo almeno 33,6 circa.
Lo stesso studio, però, evidenzia un paradosso. Secondi solo alla Serbia tra i 16 Paesi in cui è stata svolta la ricerca, una delle principali sul mondo del lavoro in Europa, infatti siamo uno dei popoli europei che utilizza meno i giorni di ferie maturati.
Il curioso rapporto tra gli italiani e le ferie
Secondo l’approfondimento specifico all’interno dell’analisi di Sd Worx sulle dinamiche del mondo del lavoro europeo, ammonta ad appena il 44,5% la quota dei lavoratori italiani che riesce a utilizzare tutti i giorni di ferie a disposizione in un anno a fronte di una media continentale del 63%. Ma non è l’unico dato sorprendente, riguardo al rapporto che abbiamo con le ferie.
Pur auspicando di avere più giorni di ferie in un anno, al tempo stesso i lavoratori italiani interpellati nel sondaggio hanno risposto che ritengono mediamente sufficienti 9,2 giorni di riposo consecutivi per riuscire a ricaricare completamente le batterie. Anche in questo caso, il dato è tra i più bassi in Europa, dove la media è di 13,4 giorni, con punte di oltre 14 in Spagna e Svezia.
Ferie non fruite dagli italiani: i principali motivi
Per spiegare la difficoltà a prendersi tutte le ferie maturate, i ricercatori hanno individuato, nelle risposte, una serie di possibili cause, di natura organizzativa e culturale. Circa il 44% dei lavoratori italiani ha infatti risposto di non sentirsi pienamente libero di andare in ferie, scegliendo quindi di limitarle o quantomeno rinviarle per non lasciare carichi di lavoro eccessivo ai colleghi o per non generare pressione sull’organizzazione, creando difficoltà operative al team.
Maggior solidarietà nei confronti dei colleghi, in Europa, è manifestata solo da spagnoli, sloveni e serbi, mentre in Finlandia, Regno Unito e Irlanda oltre la metà dei lavoratori ha dichiarato di poter staccare senza sensi di colpa. Al di là delle considerazioni altruistiche verso chi lavora con noi, va comunque detto che, a frenarci nella richiesta di ferie, ha un certo peso anche il timore di accumulare troppo lavoro al rientro.
Alcuni consigli per provare a migliorare la situazione
Sd Worx conclude dunque che, in Italia, troppo spesso i lavoratori non riescono davvero a sentirsi liberi di usufruire delle proprie ferie. Un tema che l’azienda che si occupa di risorse umane ritiene strettamente collegato al benessere organizzativo. Un’organizzazione sana, cioè, non dovrebbe limitarsi a concedere giorni di ferie, cercando invece anche di creare le condizioni che permettano alle persone di utilizzarli senza sensi di colpa né impatti negativi sul lavoro.
Si può provare allora a realizzare questo intervenendo su alcuni aspetti-chiave come un miglioramento della pianificazione delle assenze, il favorire la condivisione delle competenze per evitare che singole persone diventino indispensabili, l’utilizzo di strumenti digitali di gestione delle presenze e delle ferie per semplificare la pianificazione e la promozione di una cultura manageriale che consideri il recupero psicofisico come un elemento della produttività e non un ostacolo all’operatività.
Alberto Minazzi



