Comparsa in Italia per la prima volta all’inizio degli anni 2000, la Ostreopsis ovata viene da anni monitorata sulle nostre coste: il punto della situazione e come comportarsi
In Puglia, dove si registrano i valori più elevati, ci sono 4 “bollini rossi”, anche se la situazione è ancora lontana dal configurare un’emergenza sanitaria.
In Lazio, a Santa Marinella, è già stato adottato, per alcuni giorni, un divieto di balneazione, ma la situazione è ora rapidamente rientrata nella norma.
In Toscana, a Marina di Pisa, l’ultimo campionamento, del 16 luglio, ha riscontrato il superamento della soglia d’attenzione di 10 mila cellule al litro nella colonna d’acqua.
Sono solo alcuni esempi di cronache recenti relative all’alga “Ostreopsis ovata”, che anche in questa estate 2026 ha iniziato a raggiungere il periodo di massima fioritura.
Un fenomeno naturale tenuto sotto costante monitoraggio dalle Agenzie regionali per l’ambiente (Arpa) per i possibili effetti tossici sulla salute.
La microalga Ostreopsis ovata in Italia (e i suoi effetti sull’uomo)
La Ostreopsis ovata è una microalga di origine tropicale, importata nel Mediterraneo, dove è presente da almeno 50 anni, probabilmente attraverso le acque di zavorra delle navi. La sua comparsa in Italia risale invece all’inizio degli anni 2000, con l’eccezionale fioritura del luglio 2005 sul litorale genovese che la portò agli onori della cronaca.
In quell’occasione, circa 80 bagnanti, specie nella zona di Nervi, furono intossicati dall’aerosol marino contenente la tossina, chiamata Palitossina simile, prodotta dall’alga. Gli effetti sull’uomo, fortunatamente transitori e che si risolvono spontaneamente in poche ore o al massimo in un paio di giorni, si collegano infatti soprattutto all’inalazione più che al contatto con l’acqua.
Si possono in questi casi verificare malessere generale, irritazione di occhi e gola, tosse, raffreddore, vomito, dermatiti e lieve febbre. La massima attenzione è richiesta soprattutto alle categorie più fragili, tra cui bambini, anziani e soggetti asmatici o allergici, evitando di sostare nel periodo di fioritura lungo la costa in occasione di mareggiate o di vento che soffia dal mare.
L’alga tossica oggi in Puglia
Gli aumenti più significativi della microalga, al momento, sono quelli segnalati da Arpa Puglia per la prima metà di luglio. Sono 4 le aree di massima attenzione. Il dato più elevato è quello di Torre Canne, nel Brindisino, dove è stata riscontrata una concentrazione di oltre 100 mila cellule per litro nella colonna d’acqua. Viene quindi Prima Cala, a Molfetta, con oltre 42 mila cellule per litro.
Qui, pur solo a livello precauzionale, il sindaco ha invitato a evitare la permanenza sulle spiagge esposte al vento. Rispetto allo stesso periodo del 2025, il dato, classificato come “molto abbondante” è del resto in aumento soprattutto nella colonna d’acqua, la componente che può favorire la formazione di aerosol, ma anche sul fondale, dove sono più di 4,1 milioni le cellule per litro.
Bollino rosso anche a Porto Badisco, sulla costa salentina nel Leccese, e Giovinazzo, nel Barese. La linea adottata dalla Puglia è comunque quella di gestire la situazione intensificando il monitoraggio, senza però intervenire con divieti di balneazione, come per esempio avvenuto a Santa Marinella, dove si era raggiunta una concentrazione di 77.900 cellule per litro.
Le caratteristiche dell’alga tossica
A parte queste segnalazioni, al momento non risultano segnalate altre fioriture diffuse, allerte di ampia portata o episodi sanitari di rilievo. L’allarme scattato nel Levante ligure negli ultimi giorni dopo la colorazione verde intenso delle acque negli ultimi giorni è per esempio rientrato dopo che l’Arpa ha ricondotto l’episodio a un’altra microalga totalmente innocua per le persone.
La seconda metà di luglio e il mese di agosto, in ogni caso, sono il periodo in cui prolifera maggiormente la Ostreopsis ovata, favorita da acqua oltre i 25°-26°, mare calmo con poco ricambio dell’acqua, alta pressione e elevato irraggiamento solare. L’alga inoltre non si trova sulla sabbia, ma sui fondali rocciosi o ancorata a macroalghe in acque poco profonde e calme.
In occasione della fioritura, si possono formare patine brune, schiume in colonna e “fiori d’acqua” mucillaginosi in superficie, dovuti al distacco di cellule. La balneazione è sconsigliata dalla normativa per concentrazioni oltre le 30 mila cellule per litro. Inoltre è consigliata la limitazione del consumo alimentare di organismi come i ricci di mare, in cui può accumularsi la tossina.
Alberto Minazzi



