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Il sangue, dopo lo sport, non è più lo stesso. E rivela molte sorprese

Il sangue, dopo lo sport, non è più lo stesso. E rivela molte sorprese

Un nuovo studio mostra che una breve ma intensa attività fisica è in grado di modificare le molecole circolanti nel sangue, potenziando i meccanismi di riparazione del DNA

Dieci minuti di sport riscrivono il sangue.
Con uno sforzo fisico intenso, infatti, la sua composizione cambia, mescolando molecole e sostanze capaci di dialogare con tutte le cellule, anche quelle tumorali.
A confermare questa tesi è un recentissimo studio pubblicato sull’International Journal of Cancer, che ha osservato come il siero sanguigno raccolto subito dopo una pedata a intensità massimale sia in grado di modificare il comportamento delle cellule di cancro del colon coltivate in laboratorio.

L’esperimento: dal ciclismo alle cellule tumorali

I ricercatori hanno coinvolto 30 adulti in sovrappeso o obesità sottoponendoli a un test di ciclismo incrementale fino allo sforzo massimo.
Il sangue è stato prelevato prima e subito dopo l’esercizio.
I sieri “prima” e “dopo” la pedalata sono stati messi a contatto con cellule tumorali del colon (linea LoVo) esposte a una piccola dose di radiazioni, usata per simulare il danno al DNA.
E qui è arrivata la prima sorpresa: non solo il sangue post-esercizio nutriva le cellule ma ne
modificava la risposta biologica.

Il DNA si ripara più in fretta

La seconda, più importante, è risultata l’evidenza del fatto che le stesse cellule esposte al siero post-esercizio mostravano “una riduzione dei segni di rottura del DNA e una riparazione più rapida rispetto a quelle trattate con siero pre-esercizio”.
Riducendo uno dei processi che può favorire l’evoluzione del tumore.

I geni cambiano comportamento

La terza scoperta sorprendente ha riguardato “l’attività genetica delle cellule tumorali, per le quali c’è stato un cambio di programma interno”.
Dopo l’esposizione al siero post-esercizio, infatti, “i mitocondri, ossia le centrali elettriche delle cellule, si sono “accesi” mentre, nel contempo, si sono spenti o hanno rallentato, i geni coinvolti nella divisione cellulare e nella proliferazione delle cellule tumorali”.

La molecola chiave della riparazione del DNA

Tra i geni osservati spicca PNKP, coinvolto nei meccanismi di riparazione del DNA. Nel contesto del siero post-esercizio, questo gene risulta più attivo, suggerendo un rafforzamento dei sistemi cellulari di difesa contro i danni genetici.
Questo dettaglio è cruciale: il cancro si alimenta anche di errori non riparati nel DNA. Migliorare questi sistemi significa, potenzialmente, rallentare l’evoluzione del tumore.

I messaggeri del sangue

Ma cosa trasforma davvero il sangue dopo l’esercizio?
Lo studio identifica un aumento di alcune proteine infiammatorie e di segnalazione, tra cui l’interleuchina-6 (IL-6), una molecola già nota per il suo ruolo nella comunicazione tra muscoli, sistema immunitario e metabolismo.
Queste molecole, spesso chiamate “exerkine”, funzionano come messaggeri: viaggiano nel sangue e trasmettono segnali a distanza, influenzando organi e tessuti.

Cosa significa davvero questo studio

I risultati dello studio non dimostrano ovviamente che bastano 10 minuti di esercizio fisico per curare il cancro. Ma testimoniano che l’attività fisica non agisce solo sul corpo in modo generale e può invece modificare segnali biologici nel sangue capaci di influenzare direttamente il comportamento delle cellule tumorali.
Da anni si sa che l’esercizio regolare riduce il rischio di tumori del colon e migliora la prognosi dei pazienti. Questo studio prova a rispondere alla domanda più difficile: perché?
La risposta potrebbe stare qui, in questo scambio invisibile di molecole che, anche dopo pochi minuti di sforzo intenso, cambia il modo in cui le cellule gestiscono il proprio destino genetico.

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