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Zanzara coreana in Italia e West Nile: l’allarme si sposta tra pianure e città del Nord

Zanzara coreana in Italia e West Nile: l’allarme si sposta tra pianure e città del Nord

Mentre Verona registra un caso di West Nile, la nuova ospite è stata individuata quest’anno in Lombardia, nell’area di Monza

Non sono solo un rumoroso fastidio notturno o prurito sulla pelle : le zanzare possono diventare un vero problema di salute pubblica. Accanto alle specie già diffuse, come quelle responsabili di Dengue, Chikungunya e del virus West Nile, l’Italia registra ora nuove presenze e nuovi rischi.
In Lombardia, nell’area di Monza, è stata segnalata la presenza della zanzara coreana Aedes koreicus, originaria dell’Estremo Oriente e già intercettata nel 2020 tra le province di Bergamo e Brescia.
Intanto, in Veneto, a Villa Bartolomea (Verona), è stato registrato il primo caso umano stagionale di West Nile, mentre altre aree del Nord, dalla Lombardia fino a Friuli Venezia Giulia, restano sotto monitoraggio per la diffusione delle specie invasive e dei virus trasmessi dalle zanzare.

west nile

L’espansione delle specie invasive: l’Aedes koreikus

La zanzara coreana è relativamente grande, tra i 7 e 10 millimetri, e presenta delle macchie bianche su fondo nero sulle zampe e altre parti del corpo ma si differenzia dalla zanzara tigre (Aedes albopictus) per l’assenza della linea bianca longitudinale sul dorso. La sua principale caratteristica è che resiste al freddo più delle altre zanzare e anzi predilige il clima fresco. Un dato questo che fa ben sperare che le elevate temperature possano metterla fuori gioco.
In realtà la specie sta numericamente aumentando in Italia, dove la prima volta è stata avvistata nel 2011 in Veneto in Valbelluna (BL). Già dall’anno successivo i monitoraggi effettuati in tutto il territorio del Nord-Est per indagare sulla sua diffusione hanno rilevato la presenza anche in provincia di Trento, nel 2014 in Lombardia settentrionale e nel 2015 nuovamente in Lombardia, come anche nel 2020 tra Bergamo e Brescia e sempre nel 2015 per la prima volta anche in Friuli Venezia Giulia. E’ stata segnalata anche in Svizzera, al confine con l’Italia e ha mostrato un’espansione anche verso le zone di pianura, verso sud in Veneto ed est in Friuli Venezia Giulia. Quest’anno è arrivata alle porte di Milano.

Le punture di zanzara coreana

L’Aedes koreicus punge prevalentemente di giorno e all’aperto, tuttavia è meno aggressiva rispetto alla zanzara tigre. Il suo ciclo vitale si sviluppa nell’acqua stagnante quindi per evitare che si riproduca in giardini e balconi sono valide le consuete attenzioni di non lasciare acqua in contenitori e sottovasi delle piante, di utilizzare le zanzariere e  teli per coprire serbatoi e cisterne. Proprio perché le sue uova e le larve riescono a superare rigide temperature, la specie sta colonizzando aree montane e collinari.

arbovirosi

Dal punto di vista sanitario, la zanzara coreana può potenzialmente trasmettere alcuni patogeni come l’encefalite giapponese e la filariasi, un’infezione parassitaria causata da vermi cilindrici trasmessi all’uomo e agli animali tramite la puntura, anche se al momento in Europa le probabilità di contagio sono considerate molto basse. In casi rari può essere portatrice di Chikungunya.

Con la “collega” giapponese, zanzare potenziali portatrici di West Nile

In Veneto intanto, dopo una positività rilevata nell’avifauna, è stato segnalato dalla Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare e Veterinaria della Regione il primo caso umano della stagione di infezione da virus West Nile a Verona.
Principale vettore di trasmissione del virus è la Culex Pipiens, conosciuta come zanzara comune, autoctona europea e molto diffusa nelle aree urbane. In applicazione del Piano regionale di Prevenzione, Sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2026, l’Ulss 9 scaligera ha attivato tutte le misure di prevenzione e sorveglianza previste, con particolare attenzione al rafforzamento dei controlli e agli interventi di verifica delle positività larvali sul territorio.
Oltre alla zanzara coreana, la zanzara tigre e la Culex Pipiens, altra possibile responsabile di gravi malattie, è la zanzara giapponese, anch’essa capace di trasmettere Dengue, Chikungunya, West Nile ed encefalite giapponese, un particolare tipo di emicrania caratterizzata da mal di testa pulsanti, febbre e disturbi gastrointestinali.

Zanzara giapponese Aedes japonicus

Assomiglia alla zanzara tigre ma è di dimensioni maggiori.
Nasce e vive nei boschi ma si diffonde rapidamente nelle aree urbane.
E’ considerata la terza specie più invasiva tra le zanzare e la troviamo nella top cento nelle specie più invasive del mondo. Le aree di origine sono Giappone, Corea, Taiwan, Cina Meridionale e Russia, tuttavia è presente negli Stati Uniti, in Austria, Belgio, Canada, Francia, Germania, Nuova Zelanda, Olanda, Svizzera, Slovenia e anche in Italia. Secondo la ricostruzione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha fatto la sua comparsa per la prima volta nel nostro Paese 6 anni fa, quando è stata avvistata in una valle del Friuli Venezia Giulia, dove sarebbe arrivata dall’Austria, probabilmente portata dalle auto in transito da uno Stato all’altro. Attualmente la sua presenza è in tutta l’area montana e pedemontana.

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