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Vacanze aeree, allarme Gps tra le guerre e voli più cari

Vacanze aeree, allarme Gps tra le guerre e voli più cari

Le interferenze elettroniche legate ai conflitti mettono sotto pressione anche l’aviazione civile: rotte deviate, allarmi di bordo e traffico aereo sempre più complesso

Google Maps sul telefono, boarding pass nel wallet e adesso anche un nuovo inconveniene da mettere in valigia: quello del Gps degli aerei che può subire interferenze durante il volo.
Succede perché le guerre moderne non si combattono soltanto con missili e droni, ma anche con disturbi elettronici capaci di mandare in tilt i sistemi satellitari. Così, mentre i biglietti costano sempre di più e le rotte si allungano per evitare le aree calde, capita che nella cabina di pilotaggio un volo diretto a Oslo risulti improvvisamente in avvicinamento ad Ankara. Anche se l’aereo è perfettamente sulla rotta giusta

L’effetto collaterale delle guerre

Il problema è in aumento dal 2022 con l’invasione russa dell’Ucraina e la diffusione degli attacchi con i sciami di droni. Sarebbero questi (e i missili) i veri obiettivi delle contromisure elettroniche, ma ne può fare le spese anche l’aviazione civile (e in alcuni casi anche le navi).
Quindi, non solo tariffe dei voli letteralmente alle stelle per effetto di costi e scarsità di jet-fuel; non solo preventivate riduzioni dei voli addirittura con fasce orarie del tutti a terra (nel frattempo sono arrivate le linee guida di Bruxelles su rimborsi e garanzie). Contro le nostre vacanze congiura pure l’oscuramento del segnale per il geoposizionamento.

Gps

Quando il Gps perde la rotta

Cosa sta succedendo? Semplice, troppe guerre. E così, anche in Europa e in Medio Oriente, pure le rotte alternative che evitano le zone calde di scontro sono pericolosamente vicine a quelle stesse aree e i satelliti per il geoposizionamento vanno in tilt a causa delle false o errate informazioni elettroniche ricevute.
Risultato, le coordinate che i piloti vedono sui loro schermi all’improvviso possono dire che non si è più in volo verso Praga ma in avvicinamento ad Algeri. Fake.
“Effettivamente, episodi di spoofing non mancano”, risponde il quartiere generale dell’Ente Nazionale Assistenza Volo (Enav) «Tuttavia, ad oggi, non si registrano situazioni di questo tipo sullo spazio aereo italiano». Rassicurante.

Rotte globali, controlli locali

Ma lo spazio aereo nazionale inizia quando il velivolo entra nei confini nazionali e finisce quando ne esce. Invece chi vola da Francoforte alle Mauritius attraversa molti “spazi aerei” a cominciare da quello tedesco, poi la Svizzera, l’Italia e ancora Egitto e altri paesi africani. Di quanto accade in ogni singolo segmento estero ovviamente l’Enav non ha né giurisdizione né conoscenza. Infatti, spiegano da Roma: “Anche questo tipo di segnalazioni viene trasmesso al controllo di volo competente per territorio che a sua volta lo comunica all’agenzia nazionale che sovrintende l’aviazione civile, l’equivalente del nostro Enac (Ente nazionale aviazione civile, ndr)”.
Quindi voli da Firenze a Catania o Bari non diventano target collaterale e non segnalano alcuna anomalia o emergenza dovuta a interferenze elettroniche sui sistemi gps. Ma la stampa riporta casi internazionali in cui comandanti hanno dovuto silenziare gli allarmi che si erano messi a suonare tutti assieme.

Gps

La sicurezza oltre il Gps

Il  il Gps regola molti sistemi di bordo, come per esempio il radar meteorologico o il wi-fi a disposizione dei passeggeri. Vacanze con sorpresa quindi? “Sorpresa di scarso impatto – precisa una fonte tecnica regolarmente a contatto con le compagnie aeree – in quanto può essere un’interferenza del tutto temporanea e senza grandi conseguenze per il volo. E per i piloti, a parte lo stress aggiuntivo, in quanto dispongono anche di altri sistemi per far fronte a queste problematiche”. Che tuttavia, è la conferma, in Italia non hanno mai assunto i contorni dell’emergenza.

Biglietti più cari e rotte sotto pressione

Le compagnie sull’argomento preferiscono non commentare. Soprattutto in un momento come questo quando i biglietti aerei stanno subendo incrementi sostanziosi, soprattutto sulle tratte transatlantiche e in particolare in partenza dagli Usa. Il caso di Venezia con il suo Marco Polo, terzo scalo intercontinentale italiano: qui operano 3 compagnie americane, Delta Air Lines, United e American, l’aumento del carburante aereo è doppia cifra ma per un biglietto si paga anche il 25% in più.
E se tra Europa e Usa non si registrano criticità come quelle descritte, più “rischi” per chi vola verso gli stati del Golfo (zona di guerra) anche solo come tappa intermedia per proseguire verso Oceania o India o Sudest asiatico. E infatti, ancora da Venezia, Qatar Airways non ha più ripreso i collegamenti dall’inizio delle ostilità, business as usual invece per il giornaliero di Emirates destinazione Dubai che tuttavia, si ammette tra gli addetti ai lavori, viaggia al di sotto del coefficiente di riempimento ideale.

Estate last minute e voli tagliati

“Si è sviluppata una sorta di psicosi, e non c’entrano affatto le interferenze nel sistema gps – spiega la nostra fonte – c’entrano i prezzi e quindi le compagnie prevedono un’estate con tanti vacanzieri last minute e decisioni a ridosso delle partenze. Ma allora è l’aviolinea a non riuscire a programmare”.
Possibile allora il taglio dei voli meno occupati o quelli operati con aeromobili più vecchi, cioè scarsamente efficienti sul fronte dei consumi. Meno aerei, tragitti più lunghi per evitare le zone più a rischio, con Cirium, società di analisi del comparto aereo, che informa che solo a maggio la sforbiciata è di circa 2 milioni di posti a livello mondiale con 13mila voli interessati alla cura dimagrante e il primato negativo per Istanbul e Monaco, mete primarie per i vacanzieri italiani.

Sicurezza in volo e contromisure europee

Gli esperti concordano sul fatto che “per i passeggeri non c’è alcun pericolo, forse dei fastidi, sono invece i piloti a doversela sbrigare, ma sono preparati e addestrati anche  questo tipo di evenienze”.
Che comunque esistono, tanto è vero che nel marzo scorso Eurocontrol e la European Union Aviation Safety Agency (Easa) hanno presentato un documento comune, nato da un’iniziativa di 13 paesi europei fra cui l’Italia, proprio sui rischi di spoofing e jamming del sistema di geoposizionamento satellitare (oltre al Gps americano, al russo Glonass e a un sistema cinese l’Europa ha il suo Galileo), per aumentare consapevolezza e sollecitare efficaci contromisure. Per farci arrivare felici e rilassati, assieme al nostro bagaglio, esattamente dove abbiamo deciso di trascorrere le nostre vacanze.

Agostino Buda

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