Un secondo provvedimento garantirà la durata fino al 22 maggio. Intanto il diesel torna a pesare meno alla pompa, ma resta sotto pressione il fronte dei prezzi e delle famiglie
Il taglio delle accise annunciato in seguito al Consiglio dei Ministri del 30 aprile durerà effettivamente fino al 22 maggio.
Ma sarà attuato con due provvedimenti distinti.
Se il primo, di fatto, è già in vigore, il secondo sarà depositato non appena sarà stata quantificata la disponibilità delle risorse derivanti dall’extragettito Iva sui carburanti, entro una decina di giorni.
La proroga arriverà con un decreto ministeriale dei dicasteri competenti a ridosso della scadenza del decreto legge prevista per il 10 maggio. Il chiarimento è arrivato dopo che Codacons aveva rilevato la discrepanza tra quanto annunciato dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni e quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il successivo provvedimento metterà in campo risorse per circa 196 milioni di euro.
Lo sconto fino al 22 maggio
L’intervento del Governo proroga dunque il taglio delle accise fino al 22 maggio, ma differenzia lo sconto. Per il diesel rimane di 20 centesimi al litro con un risparmio finale alla pompa di 24,4 centesimi data la contestuale riduzione dell’IVA, mentre si riduce a 5 per la benzina e a meno di 2 centesimo per il Gpl. Alla base della scelta c’è il sensibile aumento del prezzo del gasolio che a causa del conflitto in Iran è salito del 24% con effetti diretti su trasporti, logistica e filiere produttive. Senza la detassazione il costo del diesel in Italia salirebbe da circa 2 euro attuali a 2 euro e 30 e risulterebbe il più caro in Europa. Per quanto riguarda la verde con lo sconto, dovrebbe raggiunger quotazioni intorno a 1 euro e 95 al litro, che comunque significa per un pieno spendere circa 10 euro in più.
Stoccaggi gas in Italia quasi al 50%
In attesa del nuovo provvedimento di proroga, arriva intanto una buona notizia per quanto riguarda gli stoccaggi di gas nel nostro Paese. Le scorte per il prossimo inverno sono arrivate quasi al 50% contro il 32,7% dell’Unione europea e il 25,7% della Germania. Gli operatori italiani hanno già comprato metano per riempiere il 90% delle scorte e il prodotto arriverà nei prossimi mesi. Il gas non mancherà il prossimo inverno, anche se le bollette peseranno maggiormente sulle tasche delle famiglie per il rincaro delle quotazioni.



