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L'Italia riformula il suo piano energetico

L'Italia riformula il suo piano energetico

Governo al lavoro per aggiornare le misure d’emergenza del 2023, mentre Trump apre a una tregua di due settimane per il conflitto in Iran

È una domanda alla quale, al momento, è tutt’altro che semplice dare una risposta. Ovvero: cambierà la strategia che l’Italia sta elaborando nel nuovo piano energetico d’emergenza dopo gli ultimi sviluppi sul fronte di guerra?
Perché la contropartita che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto all’Iran per estendere di 2 settimane la scadenza dell’ultimatum, con conseguente stop ai bombardamenti, è il via libera dell’Iran a una “apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz”.
Ipotesi che il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, parlando a nome del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica sembra aver accettato, annunciando che “per un periodo di due settimane, sarà possibile il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate dell’Iran e tenendo in considerazione limitazioni tecniche”.
Una tregua che si potrà tradurre in ricadute positive sul piano commerciale, oltre che su quello bellico. Da un ok iraniano alla riapertura del fondamentale collo di bottiglia nei trasporti tra Oriente e Occidente ci si attende, cioè, un rallentamento nella corsa ai rincari. A partire da quelli relativi a petrolio e gas.

L’Italia verso il nuovo piano energetico

In gioco, in ogni caso, ci sono delicatissimi equilibri geopolitici sui quali l’Italia può incidere in parte realmente solo marginale. È allora, proprio per evitare di farsi trovare impreparata di fronte al mutare di scenari dall’elevata incertezza che, indipendentemente dagli sviluppi per quanto riguarda notizie esterne, il nostro Governo sta procedendo sulla strada dell’elaborazione un nuovo piano energetico, in linea con quanto sta avvenendo anche in altre parti d’Europa. A partire dalla Slovenia, che ha introdotto un tetto al consumo quotidiano di carburanti: 50 litri per i privati e 200 per le imprese.
L’impennata quotidiana dei prezzi di gas e petrolio, benzina e gasolio (riguardo a quest’ultimo è stato calcolato che, da Natale a Pasqua, un pieno di diesel è aumentato di ben 30 euro) è del resto sotto gli occhi di tutti. E misure-tampone come il taglio temporaneo delle accise, per quanto prorogato fino a maggio, non sono chiaramente sufficienti. Si rende insomma necessario un totale ripensamento delle misure di emergenza scritte nel 2023 dopo la chiusura dei rubinetti del gas russo. Provando, anzi, rispetto alla crisi seguita all’esplosione della guerra in Ucraina, ad anticiparle il più possibile. Il pacchetto allo studio a Palazzo Chigi, secondo le prime indiscrezioni, potrebbe articolarsi su una articolata serie di misure per limitare le conseguenze di quello che è già stato ribattezzato “lockdown energetico”.

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Palazzo Chigi

Le ipotesi sui contenuti del piano

Per provare a centrare l’obiettivo del contenimento dei consumi, a partire dalla limitazione degli spostamenti, si sono per esempio ipotizzati l’introduzione della circolazione a targhe alterne, l’incentivazione all’uso dei mezzi pubblici, limitazioni ai voli e il massiccio ricorso allo smart working.
Escluso, per il momento, ha già detto il ministro Valditara, il ritorno dalla Dad, la didattica a distanza per le scuole.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sta tenendo ben presente anche le raccomandazioni emesse il 20 marzo dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, come l’abbassamento di 10 km/h dei limiti di velocità, ma anche il razionamento dei carburanti, che inizialmente era stato escluso.
Si parla inoltre di ridurre i consumi energetici negli uffici pubblici e, in generale, l’utilizzo dell’aria condizionata.
Al momento, gli stoccaggi italiani, stimati al 44%, sarebbero ai livelli più alti d’Europa, anche se le scorte di carburanti potrebbero coprire un solo mese in caso di stop alle forniture.
Ma anche di questo parlerà domani, giovedì 9 aprile, la premier Giorgia Meloni nel suo intervento programmato alle Camere, che dovrebbe essere preceduto dalla chiusura del nuovo piano.

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L’informativa del ministro Crosetto

Chi, martedì 7, ha già tenuto la sua informativa davanti ai parlamentari è stato intanto il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Tra i temi più caldi, quello relativo all’uso delle basi americane presenti sul nostro territorio nazionale.
In particolare, Crosetto ha riferito in merito al recente diniego agli Usa della base di Sigonella.
“Onorare gli accordi – ha spiegato il ministro della Difesa – non vuol dire essere coinvolti in una guerra che non vogliamo, ma solo rispettare gli impegni presi attraverso i trattati, che noi sappiamo far rispettare. La strada seguita è quella della legge, dei trattati internazionali e della Costituzione. Abbiamo preso le distanze da ciò che non condividiamo. Nessun Governo ha mai disatteso, messo in discussione o solo ventilato di non attuare i trattati tra Italia e Usa, né, giustamente, mai messo in discussione il loro contenuto o la loro portata”.
“Il nostro Paese ha bisogno di unità – ha quindi concluso Crosetto – almeno nel settore più difficile che stiamo affrontando: difendersi di fronte alla follia che sembra aver preso il mondo”.

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il ministro della Difesa Guido Crosetto

Guerra: le basi della negoziazione per la pace

Intanto, con l’accettazione dell’ipotesi di estensione del periodo concesso con l’ultimatum annunciata da Trump attraverso il suo social “Truth”, dovrebbe portare a un primo vertice di trattative per la pace venerdì 9 a Islamabad. Sul tavolo, come base di partenza per la negoziazione ci sono, insieme alla proposta americana, articolata in 15 punti, i 10 punti contenuti nel piano di pace elaborato da Teheran.
I contenuti del piano iraniano, tra cui rientrerebbe la rimozione di tutte le sanzioni adottate dagli Usa a partire dalla presidenza di George W. Bush, non sono stati interamente rivelati. Da chiarire sarà anche la futura gestione dello Stretto di Hormuz.
Trump ha già ammesso di considerare “praticabili” le proposte, ritenendo inoltre che proprio questa “finestra” di 2 settimane “consentirà di finalizzare e portare a compimento l’intesa”.
Secondo il New York Times, l’Iran non avrebbe però esplicitamente rinunciato all’arricchimento dell’uranio o allo smantellamento del suo programma nucleare. Trump, dal canto suo, ha dichiarato, in un’intervista a France Press, che la questione dell’uranio iraniano sarà “perfettamente risolta”. La minaccia atomica resta intanto uno dei punti più delicati anche nel conflitto in atto. E, in tal senso, le autorità sanitarie di Bushehr, dove sorge l’unica centrale nucleare iraniana, avrebbero distribuito 180 mila compresse di iodio ai residenti nell’ambito di un piano di preparazione alle emergenze.

Alberto Minazzi

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