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Scoiattoli “svapanti” e squali cocainomani? Non è uno scherzo

Scoiattoli “svapanti” e squali cocainomani? Non è uno scherzo

L’allarme: gli animali, non solo selvatici, rischiano la vita per le sostanze abbandonate dall’uomo nell’ambiente

Vi immaginate uno scoiattolo che corre con una sigaretta elettronica in bocca? Oppure un altro che seppellisce un dispositivo “da svapo” come fosse una ghianda? Ma anche uno squalo positivo alla cocaina?
Possono sembrare immagini create con l’intelligenza artificiale o “fake news” scritte da burloni. E, anche quando ci rendiamo conto che si tratta di realtà (perché gli esempi citati si sono verificati, rispettivamente a Filadelfia, in Galles e alle Bahamas), al massimo riescono a strapparci un sorriso.
Ma, in realtà, alle spalle di questi episodi c’è un problema molto serio: il rilascio nell’ambiente di sostanze dannose da parte dell’uomo, anche quando avviene per semplice incuria, può mettere a rischio di vita molte specie animali. Compresi i nostri animali domestici.

Lo svapo e gli scoiattoli: questione di aromi

Si trovava a Brixton, zona Sud di Londra, l’ultimo scoiattolo di cui le cronache riportano l’avvistamento mentre masticava il beccuccio di un dispositivo da svapo. Si tratta però, solo dell’ultimo caso della pericolosa tendenza tra gli animali selvatici su cui ha richiamato l’attenzione la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals.
Questo fenomeno, spiegano gli esperti, ha una spiegazione concreta: i residui dei liquidi utilizzati per le sigarette elettroniche. Gli aromi dolciastri e fruttati vengono infatti percepiti dagli animali come risorse alimentari zuccherine.
Un richiamo chimico che, oltretutto, è in grado di persistere anche per mesi, nel corso dei quali può provocare rapidamente la morte di molti esemplari.

Attenti ai cani

In questo modo, infatti, gli animali assumono litio, microplastiche e nicotina in quantità potenzialmente letali in considerazione delle loro piccole dimensioni. E non si sottraggono al rischio, oltre a scoiattoli e uccelli, anche i nostri cani, che possono essere attratti dal fluido rimasto nelle e-cig abbandonate per strada.
Non è allora un caso che, come ha sottolineato il Veterinary Poisons Information Service, nel centinaio di chiamate di emergenza che si registrano ogni anno per l’ingestione di sostanze da svapo, ben il 96% riguarda animali domestici.

Squali delle Bahamas tra cocaina e medicinali

Anche gli animali marini non possono dirsi però al sicuro dai residui tossici legati all’uomo.
Alle Bahamas, uno studio, pubblicato sulla rivista Environmental Pollution, ha analizzato il sangue di 85 squali dell’isola caraibica di Eleuthera.
Il risultato è stato che, per tacere della positività alla caffeina, per la prima volta in 7 esemplari è stato riscontrato l’antinfiammatorio diclofenac, in 2 paracetamolo e in 1 caso, un piccolo squalo limone, addirittura cocaina. E se, per quest’ultimo animale, la positività si potrebbe legare all’ingestione di una bustina contenente residui della droga, in generale il problema si lega allo scarico di urine umane in acqua.

Alberto Minazzi

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Tag:  droga