La scossa, di intensità 4.1, è stata registrata alle 9.40 di oggi, 26 marzo, in provincia di Pistoia, con una rapida propagazione su un’ampia area
Torna la paura in Toscana, dove anche oggi la terra trema. Dopo la scossa intensa di ieri mattina con epicentro nei pressi di Fosdinovo in provincia di Massa Carrara, oggi alle 9.40 se ne è verificata un’altra di pari magnitudo. A essere colpita, questa volta, la provincia di Pistoia, con epicentro a Pistoia Porrettana. Il sisma è avvenuto a una profondità stimata di circa 52.1 km. A registrarlo, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
La rapida propagazione delle onde sismiche
Il movimento tellurico in breve tempo si è propagato su un’ampia area. Le segnalazioni sono infatti arrivate dal Mugello come anche dal Pratese e dall’area fiorentina, dove numerosi cittadini hanno avvertito distintamente la scossa. Il sisma è stato percepito anche lungo la fascia della costa Nord e in alcune zone dell’Emilia Romagna (Modena e Bologna) e della Lombardia (Mantova), segno di una significativa propagazione delle onde sismiche. Alcune persone, su “X”, segnalano addirittura di averlo sentito anche in Veneto, a Padova. Al momento non si segnalano danni a persone o cose, tuttavia gli studenti di alcune scuole di Pistoia sono stati fatti evacuare per precauzione.

Una zona a pericolosità sismica alta
La zona interessata dal terremoto, secondo quanto evidenzia la relativa classifica riguardante l’intero territorio nazionale, è caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniano altri forti terremoti avvenuti in passato. L’evento di oggi arriva a breve distanza da un altro terremoto che aveva già messo in allerta la regione Toscana. Proprio ieri, una forte scossa è stata registrata in provincia di Massa Carrara, a Fosdinovo. Anche in questo caso è stata largamente percepita fino a La Spezia e Genova, oltre a Lucca e nel Lunigianese/Garfagnino.
Alcuni consigli di comportamento durante un terremoto
Il Ministero dell’Interno suggerisce alcuni importanti comportamenti da tenere quando ci si trova coinvolti in un terremoto. Se si è in un luogo chiuso durante la scossa il rischio principale è rappresentato dal crollo della struttura e, contemporaneamente, dalla caduta al suo interno di mobili e suppellettili. E’ quindi fondamentale identificare quali possano essere i punti più solidi dell’edificio. Si tratta delle parti portanti, gli architravi, i vani delle porte e gli angoli in genere, nelle cui vicinanze è consigliato rifugiarsi. E’ anche opportuno allontanarsi dalle suppellettili che potrebbero cadere addosso e cercare riparo sotto il tavolo o il letto.

A scuola ci si può riparare sotto i banchi oppure addossandosi ad un muro “maestro”, in un punto comunque lontano da finestre che potrebbero rompersi e causare ferite. Anche all’aperto il pericolo arriva da ciò che può crollare, quindi è opportuno non sostare o passare sotto parti di edifici come balconi, cornicioni, grondaie che potrebbero cadere. Un buon riparo può essere offerto dall’architrave di un portone. Anche l’automobile è un buon riparo, purché non sia ferma sotto edifici, viadotti, cartelloni pubblicitari e tralicci che possono crollare.



