Nel 2025 il record storico assoluto di somme dovute al Fisco che sono state fatte rientrare nella disponibilità pubblica
Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha raggiunto un traguardo senza precedenti, recuperando 36,2 miliardi di euro.
Non si tratta solo di numeri: sono soldi che prima sfuggivano al Fisco e che ora possono finanziare servizi pubblici, rafforzare salari e occupazione, e contrastare il lavoro nero in un Paese dove il sommerso resta tra i più alti d’Europa, stimato tra 80 e 100 miliardi all’anno.
Tra le cifre recuperate, 29 miliardi sono stati incassati direttamente dall’Agenzia tramite cartelle e atti, mentre altri 7,2 miliardi provengono da tributi per conto di enti locali, segnando un incremento complessivo dell’8,4% rispetto al 2024.
Evasione fiscale in calo: l’Italia recupera il massimo storico
Segnali concreti che, pur in un contesto complesso, l’Italia sta progressivamente riducendo l’evasione fiscale.
A sottolineare questo importante traguardo è stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che, in un videomessaggio proiettato a Montecitorio in occasione delle celebrazioni per i 25 anni dell’Agenzia ha rilevato come “la somma recuperata l’anno scorso rappresenti il più alto dato di sempre“.
Sono inoltre in crescita, del +2,8%, i versamenti spontanei dei contribuenti per i tributi versati dalle Entrate, che hanno superato i 595 miliardi di euro. Sono invece calati, del -17,1%, gli incassi da misure straordinarie come rottamazione delle cartelle e pagamenti residui derivante della definizione delle liti pendenti, che sono stati pari a 2,9 miliardi.
Gli altri risultati dell’Agenzia delle Entrate e le prospettive future
L’attività di contrasto all’evasione ha permesso anche di bloccare crediti fiscali fittizi, indebite compensazioni e rimborsi Iva non spettanti per un ammontare di 5,6 miliardi di euro.
Un risultato specifico ottenuto anche grazie alla prosecuzione della lotta al fenomeno delle partite Iva “apri e chiudi”.
Le operazioni in tal senso di Entrate e Guardia di Finanza hanno infatti lo scorso anno determinato circa 12 mila chiusure, intercettando così oltre il doppio di attività rispetto al 2024.
Quanto agli appalti illeciti di manodopera, sono stati individuati e regolarizzati 11.500 lavoratori, con il recupero di ulteriori 400 milioni.
Giorgetti: il contrasto all’evasione è la base per crescita e stabilità
I risultati ottenuti nel 2025, ha commentato nel suo intervento alla Camera il ministro Giorgetti, “non rappresentano un punto di arrivo, ma una base solida su cui continuare a costruire. La sfida che abbiamo davanti è consolidare nel tempo il rafforzamento delle entrate derivante dal contrasto all’evasione, rendendolo stabile e strutturale, condizione essenziale per sostenere gli investimenti, accompagnare le riforme e garantire la sostenibilità della finanza pubblica nel medio-lungo periodo. Il contrasto all’evasione – ha concluso –non è un obiettivo isolato, ma un elemento strutturale della strategia di crescita e di stabilità del Paese“. Sul tema, il titolare dell’Economia ha ricordato anche come, lo scorso dicembre, sia stato evidenziato alla Commissione europea il raggiungimento, nel 2022 e 2023, di una riduzione media della propensione all’evasione in tutte le imposte, tranne Imu e accise, del 10,9% rispetto al 2019.
Alberto Minazzi



