Mentre Ue e Usa si muovono sul fonte di gas e petrolio, l’Agenzia Internazionale per l’Energia consiglia alcuni comportamenti per ridurre i consumi, mentre Arera e Adico spiegano come proteggersi dallo stalkeraggio dei call center
Già adesso la situazione non è semplice; ma il rischio che l’Occidente sia travolto da una vera e propria crisi energetica a causa del conflitto medio-orientale si fa sempre più concreto. E se, anche a causa della speculazione, già ad aprile le bollette della luce sono destinate ad aumentare del +10% e quelle del gas del +15%, come avvisa Nomisma, l’evolversi della situazione è ancor meno incoraggiante. E, non a caso, si sta già iniziando a ragionare sulle possibili contromosse, alcune delle quali già messe in campo a livello internazionale.
Petrolio: i tagli alla produzione e le contromosse
Guardando agli scenari di guerra dalla prospettiva italiana ed europea, al centro dell’attenzione ci sono indubbiamente i temi economici. E, insieme all’evoluzione della situazione dei transiti commerciali nello stretto di Hormuz, i principali protagonisti di questa fase bellica sono petrolio e gas. Per quanto riguarda il greggio, preoccupa soprattutto la notizia arrivata nelle ultime ore dell’ordine iracheno di procedere alla chiusura totale della produzione nei giacimenti petroliferi di compagnie straniere nelle rispettive aree in concessione. Una mossa, giustificata dalla dichiarazione dello stato di forza maggiore, che esclude anche il riconoscimento dei risarcimenti previsti nei termini contrattuali. Il taglio dell’Iraq alla produzione va a unirsi alle considerazioni in materia espresse dal Qatar, che ha avvisato come ci vorranno circa 5 anni per riportare i livelli di esportazione di petrolio ai livelli che si registravano prima dell’esplosione del conflitto. Anche gli Stati Uniti, allora, hanno deciso una mossa “a breve termine, mirata e circoscritta”: la concessione della vendita del petrolio iraniano bloccato in mare, immettendo rapidamente, in tal modo, circa 140 milioni di barili sui mercati globali. L’allentamento delle sanzioni permetterà anche di contrastare la situazione che sta favorendo la Cina, dove si stanno accumulando scorte di greggio acquistato a prezzi stracciati.
Gas: la riduzione delle scorte decisa dall’Unione Europea
Il tema delle scorte è al centro anche delle scelte dell’Unione Europea dopo che gli aumenti del costo del gas nel continente hanno raggiunto mediamente il +21,5%. Il commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen, ha inviato ai 27 Paesi membri una lettera invitando ad abbassare dal 90% all’80% gli obiettivi di stoccaggio in vista del prossimo inverno. La pur rischiosa decisione di Bruxelles punta sulla flessibilità della domanda, ritenendo che la sua riduzione in un momento di forti tensioni sul lato dell’offerta si tradurrà in un freno a ulteriori aumenti dei prezzi. Dal 2022, quando è scoppiato il conflitto in Ucraina, i Paesi europei hanno infatti modificato nel senso di un notevole anticipo le strategie di approvvigionamento di gas naturale. Da qualche anno, cioè, si iniziano a riempire le scorte già dalla fine dell’inverno nella prospettiva della successiva stagione fredda. Come riportato dal Financial Times, la lettera della Commissione Ue consiglia sì di iniziare fin da ora un graduale riempimento dei serbatoi per evitare le corse di fine estate che metterebbero nuova pressione sui mercati. Al tempo stesso, però, si invita a spostare di un mese in avanti, ovvero al 1° dicembre, la data a cui puntare per avere riserve sufficienti, stimando in questa prospettiva che la soglia dell’80% degli stock possa essere ritenuta in grado di far fronte alla domanda di imprese e famiglie.
Carburanti, come risparmiare? I consigli dell’Iea
La corsa dei prezzi delle materie prime energetiche è intanto quotidianamente sotto gli occhi di tutti attraverso i listini dei prezzi applicati alla pompa per i carburanti. È proprio in questa prospettiva che l’Iea, l’Agenzia Internazionale per l’Energia, ha elaborato un “decalogo” di consigli in risposta alle interruzioni delle forniture in Medio Oriente. L’Iea indica cioè alcuni comportamenti virtuosi che, se messi in atto, possono contribuire alla riduzione della domanda di petrolio, traducendosi in un risparmio per il consumatore. La prima misura da attuare immediatamente è la riduzione degli spostamenti casa-lavoro, in particolare quando è possibile svolgere le mansioni attraverso il lavoro a distanza. Quando invece ci si deve spostare, è meglio farlo il più possibile utilizzando autobus e treni del trasporto pubblico, ma puntando anche sul car sharing, cercando inoltre di adottare pratiche di guida efficienti anche con i veicoli commerciali o per la consegna delle merci. Per contenere i consumi, a livello di strategia generale si consiglia anche di ridurre i limiti di velocità in autostrada di almeno 10 km/h e di introdurre sistemi di targhe alterne nelle grandi città. Vanno anche evitati i viaggi aerei, riducendo i voli d’affari, quando esistano alternative per gli spostamenti. Inoltre, il gpl va utilizzato il meno possibile per i trasporti, con un possibile ottimo contributo in tal senso attraverso un cambio di passo dell’industria, riservandolo soprattutto per altre necessità essenziali, tra cui la cottura, riguardo alla quale è però consigliabile passare all’elettrico o ad altre soluzioni moderne come la cucina a induzione. Infine, va sfruttata al massimo la flessibilità delle materie prime petrolchimiche, implementando nel contempo misure di efficienza e manutenzione a breve termine.
Caro-bollette: attenzione allo stalkeraggio dei call center
Nell’attuale contesto di difficoltà, uno degli effetti distorsivi prodotti dalla crisi energetica legata alla guerra in Iran è l’aumento esponenziale dello “stalkeraggio dei call center che offrono contratti di luce e gas vantaggiosissimi (ma irreali)”, provando a far leva sullo scontento generalizzato dell’utenza, come sottolinea l’associazione Adico. Che, a sua volta, propone una serie di consigli, a cui si uniscono quelli di Arera, per evitare di firmare nuovi contratti che propongono risparmi “in realtà per lo più mendaci a meno che il fornitore non lavori in perdita”. Adico, in collaborazione con S4 Energia, è a disposizione per dare consigli e indicazioni ogni venerdì mattina dalle 9 alle 13 attraverso consulenze gratuite su appuntamento (da fissare al numero 041-5349637). La difesa dal teleselling aggressivo, suggerisce intanto Arera, passa anche attraverso alcuni piccoli accorgimenti. Tra questi, non va dimenticato che gli operatori devono sempre identificarsi e spiegare dove hanno preso il tuo numero di telefono, che Arera non contatta mai i consumatori per promuovere tariffe speciali su energia e gas; che, durante la telefonata, l’utente ha diritto a ricevere informazioni esaustive su condizioni, durata, costi e documentazione contrattuale. Inoltre, non c’è nessun obbligo di accettare sul momento la proposta ricevuta e, per ottenere ulteriori dettagli, è sempre possibile richiedere la documentazione scritta dell’offerta, così da scoprirne tutte le condizioni economiche e contrattuali. Il suggerimento finale è quindi quello di “dopo aver raccolto tutte le informazioni, verificarle il più possibile e valutare con calma prezzi, clausole e penali”. Una volta attivato il contratto c’è poi anche la possibilità di esercitare, con pec o raccomandata A/R, il diritto di recesso entro 14 giorni, che salgono a 30 se il contratto è stato concluso porta a porta. “Se ti ritrovi invece con un contratto sottoscritto senza il tuo volere – conclude Arera – non sei tenuto al pagamento di alcuna somma. Contesta subito per iscritto, chiedi prova del contratto e segnala il fatto”.
Alberto Minazzi



