Vent’anni di scavi hanno rivelato un complesso romano perfettamente conservato sotto l’ex Astra. Ora, il progetto ‘Per Aspera ad Astra’ trasformerà la sala in un polo museale e culturale unico nel Paese
La scoperta di un vasto complesso di età imperiale, ancora oggetto di studio, gli è valsa l’appellativo di “piccola Pompei”.
Sotto il pavimento della platea del piano rialzato dello storico ex cinema Astra di Verona, inaugurato nel 1937, una ventina di anni fa, fu rinvenuto, un importante sito archeologico esteso per tutta la superficie con murature conservate per più di un metro di altezza, decorate da intonaci parietali e munite di impianti di riscaldamento.
Oggi questo patrimonio è pronto per essere valorizzato e diventare un’area archeologica visitabile, oltre alla trasformazione dell’edifico in polo museale con sala cinematografica.
Il Ministero della Cultura ha infatti acquisito lo stabile per avviare un percorso di recupero che guarda alla sua restituzione alla fruizione pubblica, quale significativo punto di riferimento culturale della città.
Il progetto “Per Aspera ad Astra”
Il Cinema Astra è stato per anni una delle sale cinematografiche più importanti di Verona e ora, con il progetto di valorizzazione “Per Aspera ad Astra”, avvierà un percorso museale inedito che andrà a integrarsi con le nuove tecnologie.
L’intervento preserverà l’architettura originale creando una esperienza di visita unitaria dove la memoria storica del cinema diventerà palcoscenico per la valorizzazione del patrimonio archeologico.
Un modello integrato nel quale vengono messi assieme l’edificio storico del XX secolo, la domus romana sotterranea visitabile e la funzione culturale attiva con proiezioni ed eventi. Il piano “per Aspera ad Astra” impegnerà in lavori della durata di quattro anni e un investimento di 7 milioni e mezzo.

Da “piccola Pompei” a moderno polo museale
L’ex Cinema Astra è considerato un caso di complessità archeologica perché sono ancora poco chiare, come spiegano gli esperti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e lo stesso Ministro della Cultura Alessandro Giuli, le funzioni che aveva l’antico complesso.
Non vi si riconoscono infatti né le caratteristiche tipiche di una domus, né quelle di un edificio termale.
Resta l’ipotesi di una struttura dedica all’ospitalità e l’accoglienza articolata in oltre venti ambienti, molti dei quali con pavimenti decorati e affreschi e che in alcuni punti sono in un ottimo stato di conservazione.
“Verona si riappropria di un cinema storico, al di sotto del quale si trova un complesso edilizio romano di età imperiale – sottolinea il Ministro della Cultura Alessandro Giuli -. Una “piccola Pompei” che non resterà inerte e muta, ma diventerà un luogo di socialità e sede del racconto della storia di Verona. La città si riappropria così della possibilità di condividere la visione di pellicole cinematografiche in un contesto di assoluto rilievo architettonico e, al tempo stesso, di ammirare i meravigliosi resti della città romana alle porte di quella moderna”.
Costruito presumibilmente in età augustea, l’edificio rimase in uso fino a fine III – inizio IV secolo d.C. quando fu distrutto da un incendio del quale rimane testimonianza in alcuni livelli di crollo dei soffitti dipinti.





