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Coronavirus: l’attenzione in Veneto si sposta sui giovani

Coronavirus: l’attenzione in Veneto si sposta sui giovani
Giovani bonus cultura 2002

Dopo la fase delle restrizioni più dure e quella in cui ci si è concentrati su anziani e categorie più a rischio, in Veneto è arrivato il momento dei giovani nella strategia di contrasto alla diffusione del Covid-19.
La Regione ha infatti realizzato un sistema di monitoraggio pensato ad hoc per il mondo della scuola. Con significative novità che coinvolgeranno i ragazzi anche fuori dagli ambienti scolastici strettamente intesi. I dati raccolti serviranno per la ricostruzione delle catene di contagio e, insieme, forse a dare un po’ di serenità in più anche ai giovanissimi.

Test ai giovani fino ai 25 anni nei contesti di socializzazione

Proprio per non “ghettizzare” le scuole, dal momento che è evidente che i giovani si possono infettare anche fuori dalle scuole, con il contributo dei Comuni si vogliono realizzare dei “punti tampone” negli ambienti di socializzazione e ricreazione.
Nei locali messi a disposizione dagli enti locali, verranno quindi effettuati test sui giovani adulti fino a 25 anni che frequentano bar, piazze e negozi.
Il tampone sarà effettuate assolutamente su base volontaria.

«I dati raccolti – ha spiegato Francesca Russo, responsabile del Dipartimento di prevenzione regionale – serviranno per capire quanto la scuola possa essere amplificatore dell’infezione. Attraverso la responsabilizzazione, potremo vedere quanto pesa l’ambiente frequentato sull’innesco della positività. Perché riteniamo che non sia il posto, quanto il comportamento, che porta al contagio».

L’autosomministrazione vigilata alle medie

Un’altra iniziativa innovativa coinvolgerà alcuni studenti delle terze medie. La Regione fornirà loro, una classe per provincia, una serie di tamponi fai da te che ragazzi e docenti effettueranno in autosomministrazione vigilata. Dopo l’adeguata formazione di studenti e insegnanti, sarà cioè presente un operatore sanitario a fungere da guida vigilare sull’effettuazione del test effettuato in autonomia una volta ogni 15 giorni.

«Anche in questo caso – spiega Russo – alla responsabilizzazione si uniscono le esigenze di monitoraggio. L’obiettivo è riuscire a pensare già alla fase di convivenza col virus, per lavorare e stare in classe con sicurezza, riducendo al massimo la possibilità di asintomatici».
Al riguardo, la Regione ha già parlato con l’Iss riguardo al progetto, sperimentale e comunque su base volontaria, che coinvolgerà potenzialmente ogni settimana tra 1600 e 2000 studenti e tra 150 e 250 insegnanti, effettuando sul lungo periodo oltre 30 mila test.

La rete di “scuole sentinella”

Anche in ambito scolastico sarà poi riproposto, in collaborazione con il mondo universitario, il ragionamento già applicato per il monitoraggio di altre malattie infettive.
Dopo i medici sentinella per l’influenza e le trappole sentinella per la West Nile, sarà attivata cioè una rete di scuole sentinella.
Si tratterà di 15 scuole superiori, individuate su tutto il territorio sulla base della dimensione delle singole province, che offriranno indicatori in grado di fornire alert utili allo sviluppo di misure specifiche da parte della Prevenzione regionale.

Le scuole saranno sottoposte a monitoraggio continuo, dall’adesione dell’istituto al termine dell’anno scolastico, con test effettuati sui ragazzi dalla prima alla quinta superiore. Nella prima fase, in 7 scuole saranno testate tutte le sezioni in un’unica volta. Poi, a regime, si procederà con un controllo a rotazione settimanale sezione per sezione. Per avere un campione rappresentativo, la scelta delle scuole avverrà su base randomizzata.

Il protocollo-Covid

Per quanto riguarda i protocolli da applicare in ambiente scolastico in caso si presentino positività, si torna infine indietro. Si riprende cioè la procedura già adottata prima dell’ingresso nella fase più diffusa del contagio, che però adesso sarà estesa anche alle classi prime delle elementari. Con l’obiettivo di mantenere il più possibile la scuola in presenza.
Se dunque, a fronte di una positività non si riscontrano casi secondari, escludendo il focolaio, gli studenti potranno rimanere in classe.

Se i bambini fino a 5 anni dovranno infatti rimanere a casa quando si manifesti una positività nelle loro classi, dalle elementari alle superiori gli studenti lo dovranno fare solo fino all’esecuzione del tampone, entro 72 ore dall’individuazione del caso positivo. Una volta riscontrata la negatività, potranno invece rientrare regolarmente a scuola, perché la classe sarà posta in isolamento solo di fronte a un caso secondario. E comunque, entro 10 giorni dalla segnalazione del caso, un secondo tampone negativo nei compagni di classe del positivo li libererà dall’isolamento.

I dati dicono: Veneto verso la zona gialla

Ormai è intanto imminente la nuova classificazione delle regioni per fasce- E i dati del Veneto puntano sempre più verso la zona gialla.
L’Rt calcolato dagli uffici regionali è a 0,63, rispetto all’1 che farebbe passare in zona arancione. Le terapie intensive sono occupate al 19% rispetto alla soglia del 30% e le aree mediche al 24% a fronte di un limite del 40%. La stessa incidenza settimanale di nuovi positivi su 100 mila abitanti è a 113, rispetto al 480 di 15 giorni fa.

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