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WeMoveOn: l’app per la Venezia accessibile premiata da Invitalia

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Nella foto in alto: Passerelle sul ponte agli Incurabili, alle Zattere

Immaginate di essere disabili, costretti a usare una carrozzina per gli spostamenti, e di arrivare alla stazione di Santa Lucia.
Acqua di fronte, ponti a destra e sinistra. Che fare?
Oggi c’è WeMoveOn. Ma in questa situazione ci si è trovato, un paio di anni fa, lo zio di Pier Silvestro Marrone, giovane veneziano, analista GIS (ovvero tecnico che si occupa della gestione di dati informativi) che negli ultimi anni ha lavorato a nuovi sistemi di mappatura delle barriere architettoniche.

“In quel caso – ricorda Pier Marrone-conoscendo la città e lavorando nell’ambito dell’accessibilità a Venezia,  sono stato l’unica ancora di salvezza per mio zio. Ma ho pensato che bisognava fare qualcosa che aiutasse un po’ tutti ”.

L’app WeMoveOn

È da questo fatto di vita vissuta che è nata l’idea di realizzare una app, chiamata WeMoveOn. Un agile mezzo informatico, fruibile facilmente da dispositivi mobili, pensato per promuovere l’autonomia degli spostamenti per persone con disabilità e la mobilità sostenibile a Venezia.
Il progetto, quello realizzato da un team di quattro giovani professionisti veneziani tra i 27 e i 40 anni, è stato sviluppato davvero a regola d’arte.
Tanto da meritare di entrare, unico progetto veneto premiato, tra le 10 start up premiate da Invitalia all’interno del programma FactorYmpresa Turismo.

Il premio

Il riconoscimento concreto, pari a 10.000 euro, sarà investito per completare lo sviluppo della app attraverso il coinvolgimento di partner e rendere così disponibile il servizio per tutti.
La parte tecnologica, con la relativa piattaforma, sono infatti già pronte.
“Abbiamo avviato i primi contatti – spiega Pier – per trovare un supporto anche alle attività di comunicazione e marketing. Questa attività era iniziata anche prima del concorso, interpellando altre società italiane che stanno lavorando altrove su queste tematiche. Ci piacerebbe poi essere affiancati da alberghi e ristoranti che hanno investito sui loro locali per renderli fruibili per tutti. Noi offriamo quella visibilità che può tradursi nell’ampliamento di un mercato turistico che sia rispettoso, accessibile e inclusivo”.

Il team di WeMoveOn

La app è stata realizzata da un gruppo di giovani professionisti che vivono e lavorano a Venezia, tra centro storico e terraferma, in vari settori: turistico, architettonico-urbanistico e soprattutto informatico. Il referente del progetto è Pier Marrone, analista GIS che negli ultimi anni si è occupato della gestione delle cartografie sul sistema GIS e del database con i contenuti. Il gruppo è eterogeneo e comprende un giovane informatico, una traduttrice ed esperta di turismo, con specializzazione in quello accessibile e inclusivo, un grafico e un social media planner.

Il contenuto di WeMoveOn

Partendo da un’esigenza concreta, il team ha sviluppato un’app capace di raccogliere le informazioni sull’accessibilità, spesso contrastanti. In tal modo, è possibile fornire all’utente indicazioni sugli edifici veramente accessibili, sui percorsi specifici adatti a ogni tipo di esigenza particolare e suggerire i mezzi di trasporto, dai vaporetti Actv ai mezzi Alilaguna.

“Non tutti sanno – ricorda il referente del progetto – che a Venezia ci sono già numerosi itinerari accessibili. Negli ultimi anni, i lavori svolti dal Comune hanno reso accessibili molti ponti, con interventi puntuali che hanno posizionato rampe adatte facilitando la mobilità delle persone a Venezia.


L’app, comunque adattabile anche ad altre città, si basa proprio su Venezia, per far capire che affrontare il problema dell’accessibilità, anche in una realtà particolare come la nostra, è possibile. Cioè, deve passare il messaggio che una realtà apparentemente inaccessibile, come può apparire da fuori Venezia, in realtà non lo è: basta conoscerla”.

Il concorso

L’iniziativa di Invitalia, che si è chiusa a fine settembre, era rivolta a start-up di tutto il Paese, avviate o no.
Sono state circa 140 le adesioni, tra le quali sono state selezionate le 20 migliori.
“WeMoveOn” è stata l’unica veneta a passare alla seconda fase, posizionandosi al settimo posto. La seconda selezione si è quindi sviluppata, per i finalisti, in due intense giornate di lavoro a Roma, a contatto con i professionisti d’Italia. Gli startupper hanno così appreso come sviluppare e concretizzare, anche a livello di business plan, il proprio progetto.

Un aspetto, quest’ultimo, che il team veneziano aveva già impostato nel migliore dei modi. E questo ha contribuito a far entrare il progetto, dopo lo speach di 3’ minuti davanti a due giudici designati dal MiPAAFT e uno di Invitalia, tra i 10 premiati. “Credo – conclude Pier Marrone – che sia stato apprezzato anche il fatto che il nostro progetto era l’unico a raggruppare quattro funzioni. Uno strumento concreto e unico per chi arriva a Venezia da un’altra città, che speriamo di poter mettere al più presto a disposizione dell’utenza”.

2 commenti su “WeMoveOn: l’app per la Venezia accessibile premiata da Invitalia”

  1. M. Antonietta

    Grandi questi giovani che mettono a disposizione le loro conoscenze e soprattutto il loro entusiasmo e la volontà di crescere professionalmente, ma soprattutto di far crescere il loro paese!

  2. Facciamo molto ….tante volte questo molto diventa molto poco è bello capire che persone giovani ….invece di pensare alle distrazioni quotidiane della vita , si applicano per aiutare per creare per migliorare e allora COMPLIMENTI DI CUORE A TUTTI bravi continuare a crederci MIGLIORARE MIGLIORARSI È FONDAMENTALE per vivere una vita più sicura e piacevole…….Grazie Ragazzi

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