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VOLUNIA: DA GOOGLE ALLA LIBERAZIONE DELLE GALLINE

VOLUNIA:  DA GOOGLE ALLA LIBERAZIONE DELLE GALLINE


La nuova invenzione di Massimo Marchiori cambierà il modo di navigare sul web? L’intuizione dell’informatico dell’Università di Padova tra ambizioni, primi test e scetticismo
Si chiama Massimo Marchiori, ha 42 anni. Vive a Mestre, lavora all’Università di Padova ed è un informatico e matematico. Si chiama Massimo Marchiori e ogni minuto oltre 600.000 persone nel mondo hanno a che fare con la sua invenzione. Una vicenda che è ormai nella storia: è il 1996, ed un allora ventiseienne Marchiori si trova in California a presentare il proprio progetto “HyperSearch”, un motore di ricerca in grado di indagare, citando lo stesso Marchiori, “l’intero ecosistema di link e relazioni in cui i siti vivono”: Hypersearch, in pratica, organizza i risultati della sua ricerca in base al numero di visite, ai collegamenti con altri siti sul medesimo argomento e del valore delle informazioni contenute in ogni pagina. Un progetto all’avanguardia che avrebbe avuto conseguenze, per l’epoca, incredibili. Alla conferenza del ’96 è infatti presente uno studente ventitreenne di Standford, Larry Page, che resta folgorato dall’idea di Marchiori. Subito dopo la presentazione, Page si complimenta con il matematico padovano e gli anticipa che proverà a sviluppare l’algoritmo HyperSearch in un progetto più grande. Un anno dopo, Larry Page ed il suo collega Sergey Brin fondano Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo, basato sull’algoritmo creato da Massimo Marchiori. Nessun “furto” (l’algoritmo Hypersearch era un lavoro libero e senza brevetto), solo la concretizzazione di un progetto forse troppo all’avanguardia per un ateneo o una start-up italiani. Una storia che, se da un lato testimonia ancora l’incapacità del nostro territorio di valorizzare davvero le “eccellenze” della nostra città metropolitana (basti pensare che, quando Marchiori parlò del suo algoritmo ad un suo professore, questi rispose che l’idea era buona ma che non avrebbe mai funzionato), dall’altro ci deve far riflettere.
Riflettere su un semplice assunto: se è vero che il colpo di genio (parafrasando “Amici Miei” del maestro Monicelli) è una combinazione di “fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione”, le prime due le può mettere il singolo, ma le seconde dipendono dall’ambiente circostante. Perchè Marchiori mise in Hypersearch (e di conseguenza in Google) fantasia ed intuizione, ma la mancanza di colpo d’occhio e la velocità di realizzazione furono colpa dell’estrema difficoltà che il nostro paese ha nel recepire il “nuovo”.
«Sono 15 anni che il mondo dei motori di ricerca è fermo: Google non ha concorrenti e tutte le start up che hanno tentato in passato di strappargli il primato sono andate incontro al fallimento. Oggi non avrebbe alcun senso progettare un anti-Google, un “avversario” che offra lo stesso tipo di servizio. L’unico modo di dare una scossa al Web era inventare qualcosa di nuovo». Queste le parole di Massimo Marchiori pronunciate alla conferenza stampa durante la quale ha presentato la sua nuova creazione, il portale Volunia. Tutt’altro che un “semplice” sistema di ricerca di siti, ma uno strumento per una nuova esperienza di navigazione nel web.
«L’idea alla base di Volunia si riassume in due parole: Seek&Meet – continua Marchiori – Volunia permette, per la prima volta nella storia del web, di incontrare ed interagire le persone assieme a cui stai navigando: in ogni pagina visualizzata attraverso Volunia è possibile aprire un apposito “box sociale” attraverso il quale si può chattare, chiedere l’amicizia o lasciare un messaggio ad altri naviganti. Quindi, su Volunia possiamo incontrare e conoscere le persone che visitano gli stessi nostri siti e condividono i nostri stessi interessi».
Volunia ci presenta un Web “vivo”, in cui la pagina ci mostra sia gli utenti che stanno leggendo sia quelli che hanno letto in precedenza ed inoltre permette una mappatura tridimensionale della navigazione. L’elemento social del web viene quindi “liberato” dal monopolio dei social network e viene inserito in ogni singola pagina che visualizziamo.
«Chi naviga in Internet oggi non è altro che una gallina in gabbia – aggiunge Marchiori – e lo è da ben 15 anni: in pratica, l’utente di oggi vola molto basso, con una navigazione basilare e se vuole conoscere altre “galline”, per lavoro o per hobby, deve entrare nelle “gabbie” dei social network. Volunia, proseguendo con la metafora, vuole liberare le galline».

Dopo la presentazione è iniziata una prima fase di sperimentazione di Volunia, aperta ad un numero ristretto di utenti volontari, ma il portale di Marchiori sarà presto accessibile a tutti. Discordanti i pareri di chi ha già provato il sistema “Seek&Meet”: a fronte dell’entusiasmo degli utenti comuni si è levato lo scetticismo di blogger e tecnici, ma è ancora presto per giudicare. Volunia infatti è un progetto con obiettivo globale, e sarà possibile fare un bilancio solo tra qualche settimana, quando www.volunia.com sarà aperto a tutti gli utenti del web. Tra i primi commenti è circolato il tweet: “#volunia non inventa nulla di nuovo”. Sarà. Eppure, restando in tema di web, un certo Zuckerberg ha appena quotato in borsa il semplice atto di far vedere le proprie foto ai propri amici…
DI GIACOMO MOLUCCHI

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