Dalla peste al Covid-19: la storia dei virus a Palazzo Zaguri

Virus mostra
Nella foto in alto: Modello di virus nella mostra Human Virus Exhibition di Palazzo Zaguri

Tra luglio e novembre 1630, circa 150.000 Veneziani, il 40% degli allora residenti in città, fu ucciso da una epidemia di peste ancora ricordata oggi.
La basilica della Salute fu infatti fatta erigere dalla Serenissima proprio come voto per la fine del contagio.
Quasi 400 anni dopo, il conteggio dei morti per coronavirus sta facendo per fortuna registrare cifre molto più contenute. Anche se le pesanti conseguenze, non solo sanitarie, sono sotto gli occhi di tutti noi.

La mostra “Human Virus Exhibition”

Il fil rouge, attraverso i secoli, si chiama virus. Una minaccia che si ripropone periodicamente anche nella società moderna, in forme sempre diverse. E proprio la storia dei virus è ora al centro di una mostra a carattere scientifico.
Dal 26 settembre, e fino al 31 gennaio 2021, Palazzo Zaguri, in campo san Maurizio, ospita “Human Virus Exhibition”. Un’esposizione che, facendo informazione sulla storia dei contagi e sull’evoluzione delle risposte mediche per fronteggiare le malattie, intende al tempo stesso sensibilizzare e fare prevenzione.

Organizzata da Venice Exhibition, la mostra propone al visitatore un percorso educativo variegato, tra testimonianze e studi, reperti e documenti, audioguide e sezioni speciali di approfondimento. Con 4 “pilastri”: “conoscere”, “curare”, “capire” e “cambiare”.
«Il percorso – spiega il curatore, Ilario de Biase – si apre come una retrospettiva, in cui cerchiamo di dare al fenomeno una profondità e una collocazione più scientifica possibile, impostata al tempo stesso sull’attualità e sulle epidemie del passato. Non una spettacolarizzazione del Covid, cioè, ma un percorso preciso di spunti di riflessione».

Il percorso espositivo della mostra Human Virus Exhibition

Il presente in mostra

Nell’area “curare” è stata ad esempio allestita una vera unità di terapia intensiva. In quello che è stato uno dei simboli dell’attuale pandemia trovano posto gli strumenti di cui negli ultimi mesi abbiamo purtroppo sentito parlare più volte, dai ventilatori ai defibrillatori.
«Abbiamo realizzato anche due manichini meccanici – riprende de Biase – che riproducono quello che succede al sistema circolatorio e al sistema respiratorio del paziente. E suggeriamo di visitare la sezione con l’ausilio delle audioguide, che riportano testimonianze reali di medici e pazienti».

L’unità di terapia intensiva allestita per la mostra Human Virus

Ma ci sono anche le riproduzioni di un barella di bio-contenimento usata dalle squadre di soccorso. E quella in cui si ricostruisce un laboratorio, quello dell’istituto zootecnico di Pavia, raccontandone i dietro le quinte attraverso filmati in presa diretta proposti in forma di streaming. «Abbiamo voluto – sottolinea il curatore – evidenziare il contrasto tra i guaritori del passato e il lavoro di squadra fondamentale al giorno d’oggi».

La lotta al virus guarda al futuro

Human Virus Exhibition” si spinge anche oltre, con una prospettiva tra presente e futuro.
Innanzitutto, trattandosi pur sempre di una mostra allestita in tempo di emergenza, massima attenzione viene riservata alla sanificazione. E, in tal senso, per accedere ai locali i visitatori vengono condotti attraverso un tunnel a raggi ultravioletti, chiamato Sanitary Gate, in grado di eliminare tutti i microrganismi dalle superfici.

Vengono inoltre presentate, nella parte finale, quella dedicata al “cambiare”, alcune start-up o esperienze imprenditoriali dedicate a tematiche attualissime.
«È la chiusa perfetta per lanciare un messaggio diverso da quello catastrofico che ci è stato raccontato. Un omaggio al made in Italy come capacità di resilienza».
Tra le novità, un sensore di rilevamento degli assembramenti, mascherine innovative, termoscanner con igienizzatore per le mani incorporato.
Fino al casco protettivo climatizzato che purifica l’aria al suo interno. «Ci piace – prosegue de Biase – riservare una particolare attenzione a quelle imprese che hanno dato un contributo solidale durante l’emergenza».

Ecco allora la terapia intensiva mobile, creata usando tecnologie open e stampanti 3D. La mostra consegna alla musealizzazione anche la famosa “maschera Charlotte”: il respiratore realizzato trasformando una comune maschera da sub in commercio. E propone soluzioni innovative, come la terapia genica che utilizza la stessa struttura dei virus, svuotato dagli agenti patogeni, ai fini diagnostici.

La storia insegna

Anche la conoscenza storica, in questo percorso espositivo, mira al coinvolgimento emotivo del visitatore.
La cosiddetta “Galleria delle pandemie” propone ritratti iperrealistici di veri pazienti della storia, corredati da pannelli scritti sul loro quadro clinico.
C’è il legionario romano del 164 d.C. colpito dal vaiolo. C’è il cardinale penitenziere di Avignone malato di peste nel ‘300. E il caso del malato di Aids, emblematico degli anni Ottanta dello scorso secolo.

 

L’installazione dedicata a san Rocco nella mostra Human Virus Exhibition

Altrettanto curiosi sono alcuni reperti originali del tardo Medioevo, inseriti in un contesto tematico dedicato a san Rocco, taumaturgo e pellegrino della seconda metà del secolo XIV.
Tra i materiali storici, alcuni documenti, anche inediti, raccontano le misure di contenimento dei contagi e l’accoglienza dei malati nelle strutture a loro dedicate nel Quattrocento. A questi temi, sarà dedicato un apposito workshop.

Una mostra tra le mostre

La mostra dedicata al mondo dei virus si inserisce perfettamente nella linea espositiva di Palazzo Zaguri. Nelle sale di campo san Maurizio sono infatti ancora aperte e visitabili anche altre 3 mostre tematiche di grande impatto. La più nota, e discussa, è “Real Bodies”, che espone veri corpi e reperti umani. Al corpo umano è dedicata anche “Leonardo da Vinci. Human Art Exhibition”, che propone veri reperti anatomici ispirati dai disegni e dagli studi del genio fiorentino. E poi “Venice Secrets, che racconta le pagine più oscure, misteriose e crudeli della storia della città.

Non a caso, i biglietti in vendita (a prezzi tra i 20 e i 14 euro) prevedono la visita non a una sola, ma a 2 o tutte e 4 le mostre attualmente proposte. Palazzo Zaguri è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 18, con ultimo ingresso alle ore 17.

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