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VIAGGIO DEL GUSTO TRA DOP E IGP

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Dalla Casatella trevigiana al Prosciutto Berico-Euganeo, dal Radicchio di Chioggia, di Treviso e di Castelfranco al Marrone di Combai e di Monfenera. Alla scoperta dei prodotti DOP e IGP del territorio metropolitano


Quante volte, leggendo l’etichetta o la descrizione di un prodotto agroalimentare, vi siete domandati il significato di tutte queste sigle? Ma soprattutto, quale valore aggiunto ne deriva per il prodotto che ci apprestiamo ad acquistare? Dobbiamo all’Unione Europea una precisa normativa che stabilisce due livelli di riconoscimento (DOP e IGP), per proteggere la tipicità di alcuni prodotti alimentari.

La sigla DOP significa “denominazione di origine protetta” ed estende il più noto marchio DOC (denominazione di origine controllata) a tutto il territorio europeo e al resto del mondo, grazie ai più recenti accordi. Il marchio viene assegnato ai prodotti agricoli e alimentari originari di una specifica area geografica, in cui tutte le fasi di produzione e trasformazione del prodotto siano realizzate in loco e secondo un disciplinare specifico.

La sigla IGP (indicazione geografica protetta) sposta invece l’attenzione dal vincolo territoriale alle tecniche di produzione, introducendo un livello di tutela della qualità che tiene conto dello sviluppo industriale. La sigla identifica quindi un prodotto originario di una regione la cui qualità, reputazione e caratteristiche siano riconducibili all’origine geografica e di cui almeno una fase della produzione e lavorazione avvenga nell’area delimitata.

Entrambi questi riconoscimenti rappresentano quindi una garanzia di qualità per il consumatore, poiché i prodotti devono rispondere a particolari requisiti e devono essere prodotti secondo disciplinari ben precisi. In più, sono garantiti dalla contraffazione e dalla concorrenza sleale anche i produttori.

La nostra regione è ricca di prodotti certificati, ma ci concentreremo su quelli del nostro territorio metropolitano, ovvero quello compreso tra Padova, Venezia e Treviso. Proprio in quest’ultima provincia si producono alcuni deliziosi formaggi DOP, come la Casatella trevigiana: un formaggio fresco a pasta morbida e cremosa, dal sapore semplice e delicato. Come spiegato, il latte con cui viene prodotto deve provenire solo dalle stalle presenti in provincia di Treviso e anche il resto del processo (caseificazione, maturazione e confezionamento) deve svolgersi nella zona di produzione. Un tempo erano le donne che, soprattutto d’inverno, quando il latte era più grasso, lavoravano il latte utilizzando attrezzi rudimentali e tecniche molto semplici, tramandate nei secoli. Oggi, grazie ai processi di meccanizzazione, viene prodotto tutto l’anno e riscuote molto successo, anche come dessert. Sempre in tema di formaggi forse non tutti sapranno che nel trevigiano si produce inoltre anche un ottimo Taleggio DOP. Non solo, tra i prodotti meno noti è riconosciuto DOP anche uno speciale Prosciutto veneto Berico-Euganeo, morbido e dolce, dall’aroma delicato, prodotto nell’area padana e pedemontana dei colli Euganei e dei Colli Berici, zona di produzione anche dell’Olio extravergine di oliva DOP, dal colore verde-oro e dal sapore fruttato.

Tra i prodotti IGP, invece, nel nostro territorio troviamo moltissimi prodotti ortofrutticoli: oltre ai famosi asparagi di Badoere e di Cimadolmo (TV), altrettanto note sono le varietà di radicchio di Chioggia, di Treviso e di Castelfranco, eccellenze di gusto ormai famose nel mondo. L’area di produzione del Radicchio rosso di Treviso IGP, il primo a fregiarsi in Europa del marchio, coincide con un ampio territorio tra le province di Treviso, Padova e Venezia. Nelle sue due tipologie, precoce e tardivo, è caratterizzato da una particolare croccantezza e dal gusto amarognolo. Versatile in cucina, viene utilizzato anche per preparazioni particolari come le confetture, particolarmente indicate per accompagnare formaggi stagionati. Il Radicchio di Chioggia IGP prende il nome dal luogo che gli ha dato fama, ma viene coltivato anche in altri comuni delle province di Padova, Rovigo e Venezia. Esportato in tutta Europa, è una tipicità di antica tradizione: croccante e leggermente amarognolo, ricco di fibre, vitamine, calcio, fosforo e magnesio, ha proprietà antiossidanti e antiradicali, diuretiche e depurative e può essere consumato sia crudo che cotto. Il Radicchio variegato di Castelfranco IGP è quasi certamente nato da un incrocio del Rosso di Treviso tardivo con la scarola ottenuto proprio nella zona di Castelfranco Veneto: oltre che squisito al palato, è anche molto bello, perciò viene chiamato anche “rosa di Castelfranco”. Ha foglie di colore bianco-crema con variegature dal viola chiaro al rosso vivo. Ha un sapore delicato e viene consumato soprattutto crudo. L’area di produzione delimitata dal disciplinare è compresa tra le province di Treviso, Padova e Venezia. Infine, due prodotti tipici e IGP sono il Marrone di Combai e quello di Monfenera, il cui habitat ideale è sui colli in provincia di Treviso. La presenza e le particolari caratteristiche qualitative del castagno nell’area sono confermate da numerose testimonianze storiche che risalgono addirittura al XII secolo. Tante eccellenze che rendono famoso nel mondo il nostro territorio e l’importante lavoro agricolo che tutt’oggi viene svolto secondo la tradizione, garantendo a tutti i consumatori la migliore qualità sul mercato.

 

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Tag:  Chioggia, Treviso