Venezia: riaperti al pubblico i Giardini Reali a San Marco

Giardini reali di San Marco
Nella foto in alto: I Giardini reali di San Marco oggi

Nuova vita all’ampio spazio verde, rinato dopo il complesso lavoro di restauro

Alla presenza del ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini sono stati finalmente riaperti al pubblico i Giardini Reali a San Marco. Un luogo da sempre amato dai veneziani ritorna ad essere importante patrimonio della città e dei cittadini. La loro prima fioritura si festeggerà nella primavera 2020. Un giardino di circa 5.000 metri quadri che ritorna a nuova vita dopo un complesso lavoro di restauro promosso e realizzato da Venice Gardens Foundation e sostenuto, come main partner, da Assicurazioni Generali.

«E’ motivo di orgoglio per tutta la città – sottolinea il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – potersi fregiare del fascino di uno spazio verde d’eccellenza a San Marco, un’area delle più ricche di storia. E’ la dimostrazione che Venezia continua a essere resiliente, che si può cambiare. Il recupero dei Giardini Reali ha sempre avuto il pieno sostegno dell’Amministrazione che ha nel principio di sussidiarietà uno dei capisaldi del proprio agire per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale. Gli imprenditori grazie anche all’Art bonus, che consente di usufruire di benefici fiscali, possono investire risorse a fini sociali in modo trasparente».

Giardini Reali San Marco: da ds, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il Ministro Dario Franceschini, il Presidente della Biennale Paolo Baratta

«Con la riapertura dei Giardini Reali – spiega Philippe Donnet, ceo di Assicurazioni Generali – si completa il primo tassello del più ampio progetto sull’area marciana, sede storica della Compagnia, che si concluderà nel 2021 con la riqualificazione delle Procuratie Vecchie, futura sede della fondazione “The Human Safety Net”».

Giardini Reali, il ponte levatoio che collega con Piazza San Marco

Il progetto di restauro

I Giardini Reali, voluti da Napoleone Bonaparte, sono connessi nuovamente attraverso un ponte levatoio, in cui è stato mantenuto il meccanismo storico di apertura e chiusura, a Piazza San Marco. Un polmone verde circondato dall’acqua sul quale si affacciano il Museo Correr, le Sale Imperiali del Palazzo Reale, il Museo Archeologico Nazionale e la Biblioteca Marciana.

Il percorso di recupero è iniziato nel dicembre 2014 quando, per contrastare il progressivo decadimento del luogo, l’Agenzia del Demanio e la citta di Venezia hanno concesso a Venice Gardens Foundation il Compendio Monumentale dei Giardini Reali perché ne curasse il restauro e la conservazione nel tempo.

I lavori hanno riguardato sia la parte di giardino, sia il padiglione neoclassico progettato dall’architetto Lorenzo Santi nei primi anni dell’Ottocento, oltre all’arredo funzionale e decorativo. E’ stata ricostruita la serra composta da un nucleo centrale a pianta circolare, collegata con lo storico Cafehouse, che recupera la sua antica funzione, mentre una piccola serra accoglierà le collezioni delle piante in vaso e l’attrezzatura per la manutenzione del giardino.

Numerose nuove piante sono state messe a dimora e dalla prossima primavera saranno un tripudio di colori e profumi: 22 alberi di alto fusto, 832 arbusti, 6.560 erbacee, 3.150 bulbose e 68 rampicanti. Nuova vita anche per il pergolato dove fiorirà il glicine.

Nel giardino trovano posto 18 servizi igienici gestiti da Veritas che sviluppa un progetto di sostenibilità e attenzione al consumo idrico.

I Giardini Reali restituiti al pubblico

Venice Gardens Foundation, nata per restaurare e conservare parchi, giardini e beni di interesse storico e artistico, si è avvalsa dell’opera degli architetti Paolo Pejrone per il restauro del verde pubblico e Alberto Torsello per il restauro architettonico e la ricostruzione della serra riprendendo i disegni degli architetti Carlo Aymonino e Gabriella Barbini.

«Sono molto soddisfatto del risultato finale – sottolinea Torsello – frutto della volontà di rispettare il rapporto tra antico e nuovo. Per me il valore del restauro è proprio nella possibilità di recuperare le energie del passato e tradurle in chiave moderna come è stato fatto in questo caso. Per arrivare al progetto finale ho lavorato sui disegni del 1997 di Aymonino e Barbini.

La conclusione di questo progetto e la riapertura dei Giardini Reali significa restituire alla città un luogo significativo, un cuore verde pulsante che ha origini lontane. E’ stato un percorso intenso che ha portato oggi alla presentazione di uno spazio rinnovato nelle strutture architettoniche e nella presenza di specie botaniche. Sono molto orgoglioso del risultato per Venezia, i veneziani e chi visiterà questo giardino». Venice Gardens Foundation ha in concessione i giardini per 19 anni durante i quali si occuperà di manutenzione e vigilanza del polmone verde.

 

 

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