Venezia celata dietro a un gatto

Venice @Marianna Zampieri

Si definisce catographer, un’artista che immortala gatti in giro per la città, raccontando la laguna da un punto di vista inedito

“Una vicentina vegetariana che viene a Venezia a fotografare i gatti” potrebbe sembrare l’apertura di una barzelletta dai toni decisamente nostrani.
Eppure non si tratta di una fantasia ma di una storia vera che parla di arte e di amore verso un soggetto particolare, il gatto appunto, e verso il capoluogo lagunare.
Marianna Zampieri è un’artista dell’obiettivo che ha riscontrato parecchio successo sui Social Network con il suo progetto di “catographing” in cui unisce le sue due passioni: i felini e la fotografia.

Tramite le sue immagini, non immortala i gatti in ogni posa e momento, ma li racconta e li “presenta”. Come si farebbe parlando di una persona, lei ricerca le informazioni (quando possibile) e ne descrive le vite: chi sono, come si chiamano e dove abitano, quali abitudini e caratteristiche li contraddistinguono.
Nella sua fotografia lo sfondo è quindi parte integrante del soggetto, perché ne descrive un aspetto fondamentale.

La Venezia raccontata dai suoi scatti è quindi centrale, pur non essendo al centro della foto, pur essendo parzialmente sfuocata sullo sfondo. È una città che, per quanto non sembri, viene raccontata in modo inedito, sia per la prospettiva da cui la si guarda, sia nei modi. È una città che riesce ancora a far parlare di sé.
Solo che al centro della città del Leone di San Marco Marianna mette un altro felino, più domestico e comune: il gatto.

Venezia: la città dei gatti

“I gatti nella storia di una città come Venezia sono sempre stai presenti” ci racconta quest’artista.
Il suo progetto ha preso vita alcuni anni fa nella città lagunare perché “habitat ideale per la vita degli animali da compagnia”, specie per i gatti, liberi e indipendenti.
Una città dove non ci sono dei veri confini, dove gli spazi comuni sono un fulcro fondamentale della vita e dove l’idea di condivisione è ancora molto forte.

Shabu Shabu si diverte a spaventare i piccioni @Marianna Zampieri

“Ho chiesto sui gruppi Facebook per sapere dove trovare dei gatti da fotografare e le persone me li indicavano chiamandoli per nome e descrivendo l’area in cui si muovevano solitamente”. Questa particolarità del modo di vedere i gatti in questa città ha incuriosito moltissimo Marianna, spingendola a interessarsi dei felini della città.
I gatti di cui parla nelle sue foto insegnano molte cose su come vivere nel capoluogo lagunare.
“Sono animali che cercano la tranquillità, la pulizia; vivono lontani dalle zone iper trafficate”. Per lei seguire i gatti è stato un incentivo in più per scoprire quella Venezia residenziale, quella di chi la abita, quella vera.

Una Venezia al contrario

Venezia, patria di Tintoretto e Tiepolo, città dove vissero Tiziano e Giorgione, capoluogo dei coloristi nella storia della pittura, nella maggior parte delle immagini di Marianna Zampieri appare in bianco e nero. Com’è possibile che un luogo come questo venga reso senza lo strumento del cromatismo?
“Il colore è sguaiato: urla – spiega Marianna -Venezia è una signora anziana elegante. Per me è bianca e nera. Io – conclude – la guardo dal punto di vista del gatto”.
Una città osservata da uno dei suoi abitanti più silenziosi e presenti.

Kaoru @Marianna Zampieri
Kaoru @Marianna Zampieri

Il Covid e il futuro

Il periodo di lockdown ha intaccato anche il mondo dell’arte. Non lo ha fatto solo impedendo di diffonderla tramite i suoi eventi più seguiti (Biennale, mostre e momenti di condivisione) ma ha dato filo da torcere anche agli artisti nel trovare nuovi stimoli per il futuro.
Per Marianna Zampieri, la quarantena è stato un momento di viaggio introspettivo, di ricerca. Un momento in qui rivedere alcune condizioni del proprio lavoro e magari pensare a nuovi progetti.
In questo frangente nasce una delle sue idee per il futuro: “Ho pensato a un progetto a colori. Un progetto di pura estetica e colore in cui ritrarre ragazze tatuate e gatti, usando anche colori molto accesi”.
Da qui, magari, inizierà un nuovo periodo per la sua arte, fatto proprio grazie a un cambio di prospettiva.

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