Venezia pronta alle nuove sfide sui cambiamenti climatici

venezia verde

Si alza l’asticella nella lotta al riscaldamento globale del nostro pianeta. E la città di Venezia si conferma in prima linea nelle buone pratiche per contrastare le emissioni di CO2.
La giunta comunale ha aderito al nuovo Patto dei sindaci per l’energia e il clima.
Un ulteriore passo per incrementare le buone pratiche per contrastare i cambiamenti climatici.
“Il nostro – commenta l’assessore all’Ambiente, Massimiliano De Martin – è un impegno non solo di volontà, ma anche nel senso di assumere atteggiamenti concretamente misurabili. Il lavoro che ci richiedono gli impegni nazionali e internazionali abbiamo già iniziato a farlo, per cui ci sentiamo forti e pronti e preparati per compiere questo ulteriore salto in avanti”.

L’assessore all’Ambiente e alla Città Sostenibile Massimiliano De Martin

Il nuovo Patto dei sindaci per l’energia e il clima

Il precedente Patto prevedeva l’obiettivo di raggiungere la riduzione del 20% dei gas climalteranti entro il 2020. Un obiettivo che Venezia ha raggiunto già nel 2016.
Il nuovo Patto, lanciato e sostenuto dall’Unione Europea, pone adesso obiettivi ancor più ambizioni, con l’orizzonte temporale del 2030. Ovvero la riduzione del 40% dei gas serra, l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili per almeno il 27% del totale e l’identica percentuale del 27% per i miglioramenti dell’efficienza energetica.
Cioè, ogni emissione rimanente deve essere bilanciata da una riduzione di CO2 nell’atmosfera.

In contemporanea, vanno programmate e attuate politiche finalizzate a rendere i territori più resilienti per prepararsi agli inevitabili effetti negativi dei cambiamenti climatici.
Nel documento, si parla espressamente di “territori decarbonizzati”, per riuscire a contenere l’incremento della temperatura globale ben al di sotto di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali.
Il Comune, così, si impegna, tra l’altro, a realizzare un inventario di base delle emissioni e una valutazione dei rischi e delle vulnerabilità indotti dal cambiamento climatico.
Entro 2 anni dall’adesione, va presentato un Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima.  Successivamente, sarà presentata almeno ogni due anni una relazione di avanzamento.

“Venezia – conclude l’assessore De Martin – vuol dimostrare di essere presente e di continuare il proprio impegno a sostegno dell’ambiente, diminuendo i livelli di inquinanti immessi nell’atmosfera. Siamo in prima linea nella difesa dell’ambiente e nella promozione dell’economia circolare. Speriamo di avere al nostro fianco tantissime altre città”.

Le buone pratiche veneziane per clima e ambiente 

Sono diversi gli ambiti nei quali l’amministrazione si è mossa negli anni. Al novero ci sono i progetti di mobilità, agli accordi sulla qualità dell’aria, fino a una serie di interventi specifici mirati all’efficientamento energetico, alla riduzione delle emissioni inquinanti e del rilascio di rifiuti nell’ambiente, alla salvaguardia della salute attraverso la tutela della salubrità dell’ambiente cittadino.

La mobilità

La mobilità cittadina ha interessato la realizzazione di una rete di piste ciclabili, all’interno della città e sull’intero territorio metropolitano, che permettono oggi di spostarsi in maniera sicura in bicicletta, favorendo l’utilizzo di mezzi di spostamento ecologici e a impatto ambientale pari a zero.

Ciclisti e pedoni percorrono la pista ciclabile che collega in sicurezza Favaro a Dese

Vanno in questa direzione anche i 60 autobus di nuova generazione destinati alla rete urbana ed extraurbana ACTV, in grado di eliminare quasi completamente le particelle di particolato, e i 30 nuovi autobus elettrici presto operativi a Lido e Pellestrina.

 

Ma anche il servizio di car sharing “YUKO with Toyota”, che sta sempre più diffondendo la cultura dei mezzi ibridi e dei motori elettrici.

Non sono più un problema neanche le colonnine di ricarica: 50 sono garantite dal recente accordo firmato dall’amministrazione con Enel X . La  mobilità veneziana del futuro guarda anche all’idrogeno e i biocarburanti “ENI Diesel+”, prodotti nella bioraffineria di Porto Marghera utilizzando anche gli oli vegetali esausti provenienti dalle utenze cittadine, utilizzati per la flotta ACTV.

Un vaporetto di ACTV

Azioni per contrastare i cambiamenti climatici

Venezia fa parte degli enti che hanno firmato il Nuovo accordo di Bacino padano.
L’obiettivo condiviso consiste in un’azione coordinata e congiunta, in tute le regioni del nord Italia e con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente, per contenere le emissioni nei settori più impattanti, come le combustioni di biomassa per il riscaldamento civile, l’agricoltura e lo stesso trasporto.
Altri accordi sono stati siglati in questo senso riguardo le emissioni inquinanti che derivano dallo smaltimento di alcuni rifiuti particolari e quelle provocate dalla  navigazione.
Dalla sottoscrizione di “Venice Blue Flag” da parte di amministrazione, con l’autorità portuale e compagnie di navigazione deriva l’impegno, per le grandi navi, di utilizzare carburanti a basso tenore di zolfo e a minimizzare l’uso delle macchine di bordo una volta entrati all’interno della Laguna.

Clima e ambiente: altre misure 

Un riconoscimento delle buone politiche di gestione nel rispetto ambientale è anche la Bandiera Blu ottenuta tutti gli anni dal 2015 dalle spiagge del Lido di Venezia e, dallo scorso anno, anche dalla Marina della Certosa.
Tra le altre misure adottate, da ricordare quella che ha consentito di riciclare 150 tonnellate di plastica delle reti dei pescatori di Pellestrina. E poi l’approvazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES), l’adesione alla pianificazione delle azioni climatiche per implementare l’accordo di Parigi, l’organizzazione in città, a ottobre 2018, del meeting annuale della rete C40. Sono stati inoltre aggiornati il piano del rumore su tutto il territorio comunale e il piano delle acque per la terraferma.

 

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